.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
La depressione
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2010


"Taglierò 300 mila dipendenti statali". Questo l'annuncio-choc di Brunetta: ma, quel che è peggio, il ministro non lo dice con estrema sofferenza, ma con orgoglio.

Come se tagliare 300mila posti di lavoro, in aggiunta alle decine di migliaia già tagliati nei vari settori della Pubblica Amministrazione (scuola, sanità, ecc.), fosse una cosa fantastica. Per carità: legittimo ritenere (io non lo ritengo) che i tagli occupazionali nella P.A. promossi da Tremonti e soci siano un taglio di "sprechi". Così come i tagli ai finanziamenti.

Ma, al di là di questo, insomma anche se questi fossero davvero soldi sprecati, se davvero fossero queste delle "spese improduttive", quale vantaggio ne ha il Paese nel tagliarle se poi questi soldi non vengono reinvestiti in "spesa produttiva"? Nessuno! Anzi, si innesta un circolo depressivo per l'economia italiana, perchè si sottraggono soldi al mercato (stipendi, incentivi, ecc.) e quindi la torta diminuisce sempre di più, anzichè aumentare.

Qui, in fondo, sta tutta la questione della spesa pubblica: non importa la sua quantità, ma la sua qualità! Bisogna assolutamente tagliare quanti più sprechi (veri) è possibile, ma poi questi soldi vanno reinvesti in nuova spesa produttiva ... o quantomeno in tagli delle tasse. Già, quei tagli che i berluscones promettono e ripromettono da 16 anni a questa parte ... e invece alla fine tagliano solo i servizi pubblici. E pure vantandosene.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Lotta alla mafia
post pubblicato in Diario, il 30 aprile 2010


                                              

Raffaele Cantone in questo articolo pubblicato sull'Unità indica tre idee per salvare le amministrazioni locali dalla collusione con il malaffare:

- tenere fuori i condannati, almeno per reati gravi, dalle P.A. e togliere responsabilità importanti ai rinviati a giudizio;

- ripristinare i controlli preventivi, evitando anche che vengano fatte da società private pagate dagli stessi controllati;

- evitare la confusione di ruoli tra poteri pubblici e attività economiche, a partire dalle società miste "pubblico-privato" che hanno scatenato clientele e "appettiti" criminali.

Tre proposte semplici, chiare, dirette e concrete, da potersi realizzare subito. Senza nemmeno essere una rivoluzione. Magari, se invece di crogiolarsi con il presunto aumento di arresti di boss mafiosi ogni tanto si pensasse anche ad agire più concretamente e direttamente per contrastare le attività mafiose, non ci vorrebbe nemmeno molto per vederle realizzate.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Pec, rivoluzione monca
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2010


                                             

Ogni tanto il Governo qualcosina di buono la fa e, come spesso accade, lo fa per iniziativa del Ministro Brunetta: nasce infatti per sua volontà la cosiddetta "Posta Elettronica Certificata" nell'ambito della Pubblica Amministrazione.

Si tratta di una casella di posta elettronica che tutti i cittadini maggiorenni potranno attivare e "certificare", attraverso un iter nemmeno troppo complicato, facendo assumere alle e-mail mandate tramite la Pec un valore legale pari, ad esempio, ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. Insomma, niente più file alle Poste o agli sportelli della P.A.: basterà un po' di dimestichezza con le nuove tecnologie.

Compreso il pagamento via Internet, però. Già, perchè come recita lo stesso sito del Ministero, le funzionalità gratuite della nuova casella di posta si limitano alla sua stessa certificazione, mentre tutti i servizi che si potranno effettuare tramite questo strumento sono a pagamento. Il servizio è infatti gestito, insieme a Telecom Italia, dalle Poste, che non hanno certo voluto rinunciare agli introiti derivanti dai propri servizi, nonostante con la Pec non ci sia più bisogno di postini, controllori, addetti agli sportelli e compagnia.

Certo, almeno ci sarà la possibilità di non fare più la linea, per chi saprà usare il nuovo mezzo (ammesso che funzioni tutto per bene, e non per pochi uffici). Già è qualcosa. Ma non è certo la "rivoluzione" che si tenta di dipingere ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Assenteisti di ritorno
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2009


                                              

L'assenteismo nella Pubblica Amministrazione è stato uno degli argomenti più usati dal centrodestra, e dai media loro vicini, per dimostrare, "al di là delle opinioni politiche", che questo è il Governo dei fatti, parimenti ai rifiuti di Napoli, alla ricostruzione in Abruzzo, agli sbarchi in Sicilia. Se poi si analizza ognuna di queste questioni, si dimostra che in realtà la situazione è diversa, ma tant'è: il successo del Governo in questi ambiti è diventata ormai opinione consolidata (e, a dire il vero, anche per l'incapacità delle opposizioni, tutte, nel contrastare questi luoghi comuni).

Ora anche la cura-Brunetta, che sembrava la meno contestabile tra queste faccende, dimostra tutta la sua fallacia. Secondo i dati dello stesso Ministero, infatti, il trend già in crescita negli ultimi mesi ha avuto il suo culmine ad Ottobre, quando le assenze nella P.A. sono aumentate del 28% rispetto all'anno precedente, con un picco del 41% nelle scuole. Un aumento forte e non giustificabile, come almeno ammette Brunetta, con gli effetti della pandemia influenzale. Eppure l'ambaradan mediatico che si vedeva ad ogni diminuzione delle assenze decantata da Brunetta ora non si vede.

Suvvia, direte voi ... da "seri" giornalisti quali sono quelli Italiani, vorranno aspettare che il fenomeno si consolidi e che si torni ai livelli di assenteismo pre-Brunetta. Sarà, ma intanto con i presunti successi di Brunetta ci hanno tormentato fino ad ora. Senza che nemmeno uno di loro, tra l'altro, ammettesse che in fondo il problema della P.A. non è quanto si lavora, ma se si lavora e come. E' sempre meglio che il dipendente pubblico sia presente, ma se non vuole lavorare, oppure è costretto in ufficio a girarsi i pollici (come accade a tantissimi lavoratori pubblici), oppure lavora male, la produttività certo non migliora ... e quindi, dato che fino ad adesso su questo non è cambiato nulla, sarebbe meglio conservarsi gli elogi per ben altre rivoluzioni.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

PA open-source
post pubblicato in Diario, il 19 novembre 2009


                                              

Per gli appasionati di informatica, oggi è stata la giornata della presentazione di Chrome OS, il nuovo sistema operativo firmato Google e rigorosamente "open-source", ovvero gratuito. A quanto pare, con Chrome OS il settore dell'open-source, finora portato avanti dai "pinguini" di Linux, potrebbe avere la sua consacrazione definitiva, cominciando davvero a mettere paura al monopolio Windows.

In fondo, perchè pagare per avere un servizio che si potrebbe avere gratuitamente senza grandi differenze qualitative? Forse a chi utilizza Windows "abusivamente", senza pagare la licenza (è molto facile, e non solo in Italia), questo discorso non interessa, ma dovrebbe invece utilizzare chi deve per forza pagare le licenze, come ad esempio lo Stato e tutti gli uffici della sua pubblica amministrazione. Milioni e milioni di euro pagati dallo Stato ogni anno per le licenze, quando si potrebbe tranquillamente fare ricorso a Linux o, in futuro, a Chrome.

Ecco, non sarebbe male se, in tempi di tagli indiscriminati, una volta tanto si facesse qualcosa di intelligente e si adottassero per legge i software open-source nella Pubblica Amministrazione ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Intercettazioni e corruzione
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2009


                                                        

Oggi la Corte dei Conti, nell'apertura del suo anno giudiziario, ha sottolineato l'elevato tasso di corruzione nella Pubblica Amministrazione in Italia. Sanità, rifiuti, fondi europei, appalti, consulenze: queste i settori più colpiti dal male, secondo la Corte, che procurano danno alla credibilità del Paese e soprattutto ai suoi conti. E, di fronte alla constatazione che l'Italia è "agli ultimi posti nelle classifiche internazionali per la lotta alla corruzione", la Corte ha ribadito l'importanza di avere "più controlli", l'unica via per una efficace lotta alla corruzione, perchè "la corruzione, per potersi effettuare, ha bisogno di coni d'ombra".

Bè, a tal proposito, cade a fagiolo il parere negativo della sesta commissione del CSM sul "ddl intercettazioni" voluto da Berlusconi e dal suo Governo. Parere che verrà discusso a giorni dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura. Ebbene, i consiglieri hanno sottolineato come la riforma, consentendo l'utilizzo delle intercettazioni solo per "gravi indizi di colpevolezza" e non più per "gravi indizi di reato" (come è adesso), nei fatti sposta lo strumento delle intercettazioni dall'insieme dei mezzi per la ricerca della prova del reato (dov'è attualmente adesso assieme a ispezioni, perquisizioni e sequestri) all'ambito della disciplina per la disposizione di misure cautelari (infatti, l'arresto può essere disposto solo per gravi indizi di colpevolezza). Cioè non si potranno più utilizzare le intercettazioni per provare l'esistenza di un reato (di cui si hanno già "gravi indizi" che esso esista), ma solo per accertare chi è l'autore di quel reato, dopo aver raccolto (non tramite intercettazioni) sufficienti indizi di colpevolezza su questo autore.

E se non si scopre il reato, come si fa a scoprire chi ha commesso il reato? Appunto. Per molti reati, come sottolineato dai consiglieri del CSM, le intercettazioni sono lo strumento principale (se non l'unico) per l'accertamento del reato (e per molti altri sono un validissimo aiuto), e soprattutto sono lo strumento per raccogliere i "gravi indizi di colpevolezza" sugli autori del reato. E' il caso dei reati della pubblica amministrazione: senza intercettazioni, l'unico modo per scoprire una corruzione e i suoi colpevoli è prendere in "flagrante" i colpevoli. Circostanza molto, molto fortuita, soprattutto di questi tempi, visto che, dopo Tangentopoli, il mondo della corruzione non è più quello delle "mazzette" materiali. Pensate al recente scandalo napoletano della "Global Service": come avrebbero fatto i magistrati a scoprire i colpevoli (gravi indizi di colpevolezza) senza dapprima aver scoperto il reato (gravi indizi di reato)?

E allora, caro Ministro Alfano, se davvero ha "condiviso tutto" della relazione della Corte dei Conti, abbia un sussulto di dignità: fermi il ddl intercettazioni. Almeno il suo nome, che rimarrà nella storia per la norma che ha stracciato il principio della "giustizia uguale per tutti", non vi rimarrà anche per essere stato il Ministro della Giustizia che ha assistito inerme alla scomparsa della lotta alla corruzione.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La verità sul provvedimento di Brunetta
post pubblicato in Diario, il 19 luglio 2008


                                                  

Nei giorni scorsi c'è stata una grande attenzione mediatica sull'ultimo provvedimento dell'ormai Ministro-star Renato Brunetta, ovvero l'obbligatorietà della visita fiscale anche per un solo giorno di malattia. Peccato che nessun Tg abbia messo in evidenza come in realtà questo era già stato previsto dal precedente Ministro.

L'ex-Ministro della Funzione Pubblica, Luigi Nicolais, infatti, aveva già adottato una direttiva in tal senso, la direttiva n.8-2007 (6 Dicembre 2007), la quale, tra le altre cose (valutazione delle condotte dei dipendenti pubblici, in particolare sull'insufficiente rendimento, diventato causa di licenziamento), stabilisce, al punto 4, quanto segue: "(...) Con riferimento alle assenze di un solo giorno lavorativo (...) i dirigenti delle strutture pubbliche sono invitati a concludere accordi con le competenti strutture sanitarie, allo scopo di assicurare che ogni dipendente assente per ragioni di salute venga sottoposto, nella stessa giornata, a visita fiscale (...)".

Ed ecco il passaggio della "circolare Brunetta" dedicato alla visita fiscale: "(...) Ciò significa che la richiesta di visita fiscale è sempre obbligatoria, anche nelle ipotesi di prognosi di un solo giorno, salvo particolari impedimenti del servizio del personale derivanti da un eccezionale carico di lavoro o urgenze della giornata (...)".

Come potete vedere, nessuna novità rispetto alla direttiva Nicolais. Anzi, forse qualche differenza c'è: i recenti tagli al settore pubblico renderanno ancora più difficile l'attuazione della norma, visto che la spesa per visite fiscali va da un minimo di 300 milioni ad un massimo di 1 miliardo e 700 milioni.

Come dire: si prende il merito delle cose altrui, e non le fa nemmeno rispettare. A volte rimango basito da come i Tg non controllino queste false "rivoluzioni"... meno male che qualche giornale decente c'è ancora.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

I dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati
post pubblicato in Diario, il 12 maggio 2008


                               
 
Nel discorso inaugurale del Forum della Pubblica Amministrazione, tenutosi alla Fiera di Roma, il neoministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha tuonato: "I dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati".

Sono ovviamente d'accordo con Brunetta. Nella Pubblica Amministrazione ci sono molte persone (non tutte ovviamente, anzi) pagate per far niente, sprecando innumerevoli quantità di denaro pubblico che potrebbero essere utilizzate per cose molto più utili. Tuttavia, la domanda da farsi è: dato che spesso queste persone stanno lì anche grazie ad un sistema di "lottizzazione" dei partiti, che danno questi posti di lavoro per ottenere il consenso, è pensabile che in Italia si riesca a fare una cosa del genere? Io mi auguro di sì. Ma, visto che ogni volta si dicono queste cose e non si fanno mai, ci credo poco... Prontissimo, comunque, a ricredermi.
Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca