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il blog di Francesco Zanfardino
Multe e ricorsi, come evitare sprechi di tempo e denaro
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2008


                                                       

Le multe sono uno degli argomenti preferiti degli Italiani per lamentarsi dello Stato. Sono accusate di essere il modo in cui i Comuni "fanno cassa". I vigili urbani sono il "primo nemico" degli automobilisti. Molto spesso si dice che la stragrande maggioranza delle multe siano "multe fantasma", ovvero per infrazioni mai comesse. 

Per carità, molto spesso si ha ragione (vedi "semafori sforna multe" e "multe pazze"), ma fatto sta che solo nei capoluoghi di provincia vengono emesse 10 milioni di multe l'anno e, dato che spesso chi le deve pagare fa ricorso sempre e comunque, anche quando è consapevole di essere in torto, la macchina giudiziaria italiana viene ingolfata da milioni di ricorsi, che raramente vengono vinti per "ragione vera", ma spesso vengono accolti per vizi di forma o comunque appigli giuridici, oppure non vengono accolti. In ogni caso, questa valanga di ricorsi è un costo, sia esso per lo Stato o per il cittadino (che poi è lo stesso), e ingolfa la Giustizia Italiana che già è profondamente lenta.

E allora io dico: perchè non obbligare i vigili a raccogliere prove delle infrazioni commesse? Mi spiego meglio: in molti casi la prova dell'infrazione è il solo verbale del vigile. E molti ricorsi si appigliano proprio a vizi di forma, o comunque ad appigli giuridici legati a questa problematica. Se invece i vigili raccogliessero tutte le prove possibili, ad esempio fotografando i veicoli parcheggiati in divieto di sosta (e comunque tutte le infrazioni commesse a veicolo fermo). Magari queste prove potrebbero essere anche inviate in copia a colui che ha commesso l'infrazione, in modo da dissuaderlo dal tentare qualsiasi mossa giuridica. Oltre che un risparmio in termini di costi per l'utente (che non perde ricorsi inutili), per lo Stato (spese legali, spese dell'apparato giudiziario) e per la Giustizia (che recupererebbero tempo per cose più utili), sarebbe anche una garanzia per gli utenti, in quanto  non sarebbe più possibile appioppare "multe fantasma".

In fondo non ci vuole tanto: minimi costi per grandissimi risultati. Tant'è che non mi riesco a spiegare come non funzioni già così.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Eppure pensavo che l'emergenza fosse finita
post pubblicato in Diario, il 21 agosto 2008


                                                                 
 
Finalmente un po' di verità comincia a riaffiorare, anche se non sui media nazionali ma "solo" su "Il Mattino", il quotidiano principale di Napoli (come "La Stampa" a Torino, per intenderci), che pure però dopo le dichiarazioni del premier sulla "fine" dell'emergenza si era allineata all'entusiasmo generale, cessando bruscamente di riportare le foto dei sacchetti fra le pagine del suo giornale, fino ad allora fedelmente riportate. Poi, negli ultimi giorni, prima qualche servizio sui "disservizi" che hanno causato piccoli cumuli e cartacce a Via Caracciolo, poi mano a mano la quantità di rifiuti "svelata" su "Il Mattino" è aumentata gradualmente, fino ad oggi, quando addirittura si dice che "la spazzatura sta tornando" (non potevano dire che in realtà non se ne era mai andata definitivamente, poichè fino ad adesso avevano detto il contrario...). Quindi si tratta di un "piccolo risveglio": evidentemente pure al Mattino si sono resi conto che non si può mascherare qualcosa per troppo tempo.

A cosa mi riferisco? A questo articolo del Mattino, appunto, che riporto integralmente:

DANIELA DE CRESCENZO Sacchetti sventrati, copertoni, televisori, frigoriferi, cemento. E su tutto lastre di eternit. Tante. «Vi aiutiamo a pulire la vostra cantina», è scritto sul cancello del deposito ingombranti dell’Asìa, ma l’impianto è assediato da spazzatura di ogni tipo e di rifiuti pericolosi come l’amianto. Siamo a Pianura, il teatro della lotta contro la discarica, e via Montagna Spaccata è stata chiusa con blocchi di cemento e copertoni: l’area è stata trasformata in un deposito per rifiuti. Tossici, soprattutto. Poco più avanti traboccano anche le campane della differenziata, mentre i cassonetti per i rifiuti per così dire «normali» restano vuoti. È mezzogiorno e da un camioncino, proprio davanti ai locali dell’azienda municipalizzata, due giovanotti scaricano delle porte in disuso: nessuno li degna nemmeno di uno sguardo. Nel cumulo ci sono anche i resti di materiale incendiato: la scorsa settimana una piccola montagna di immondizia è andata a fuoco. Il rischio incendi diventa sempre più alto: le minidiscariche che ancora restano in città rappresentano un pericolo continuo. Martedì sera a Ponticelli una bombola d’ossigeno abbandonata tra gli sterpi è esplosa provocando il ferimento di quattro vigili del fuoco e due agenti del commissariato Ponticelli che erano accorsi tentando di circoscrivere le fiamme. E, specialmente in periferia, i roghi di sterpaglie sono tanti e difficile da controllare: ieri ce ne sono stati una trentina. Un vasto incendio di sterpi si è sviluppato a Capodimonte, arrivando nei pressi delle abitazioni che però non sono state evacuate. Il rischio che vada in fiamme anche materiale pericoloso è altissimo. L’allarme a Pianura cresce e dalla circoscrizione è già partita una denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Ma, per il momento, i cumuli di rifiuti tossici continuano a crescere. «Prima di bonificare l’area bisognerà togliere l’amianto - spiega Giorgio Lanzaro, assessore della nona municipalità - deve quindi intervenire una ditta specializzata, altrimenti l’Asìa non potrà rimuovere gli altri rifiuti. Noi abbiamo scritto decine di lettere. C’è già stato anche un sopralluogo della asl, ora speriamo che la situazione venga risolta». L’Asia sta intervenendo in questi giorni sul deposito di via Pigna, poi, a mano a mano passerà a ripulire tutte le 41 discariche abusive che infestano la città. Le operazioni dovrebbero concludersi entro settembre. Ma far sparire la mini discarica di Pianura non sarà facile: ad aprile l’area è già stata bonificata e per ripulirla sono stati spesi 41 mila euro. In meno di quattro mesi la montagna di rifiuti si è riformata e la strada è stata bloccata: gli stessi mezzi dell’Asia per raggiungere il deposito devono fare lo slalom tra i cumuli. Se non si smantelleranno i blocchi e non si controllerà l’intera area si rischia di spendere inutilmente altre migliaia di euro. Perciò dal Comune ribadiscono la necessità di incrementare la sorveglianza e di applicare le nuove sanzioni previste dall’amministrazione. Il consiglio comunale, infatti, ha deciso di moltiplicare del duecento per cento le ammende previste per chi sversa sostanze pericolose. Per il momento i sei vigili passati al servizio igiene urbana sono stati impegnati a spiegare agli abitanti dei Colli Aminei le regole per la differenziata. Ma intanto sta tornando la spazzatura soprattutto nelle zone periferiche della città.

Mi sarò sognato frasi del tipo "la vergogna dei rifiuti in strada è finita" e "l'emergenza rifiuti è finita definitivamente"?

P.S. Tengo a specificare che 1) sì, la situazione è migliorata (grazie all'apertura delle due discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, discariche sulle quali Bertolaso e Berlusconi hanno ben poco merito, tra l'altro), ma in periferia e in provincia non tanto e comunque in generale è molto lontana dall'essere finita (lo sarà, almeno si spera, solo con l'apertura del termovalorizzatore di Acerra) 2) Venire a Napoli a prendere in giro i Campani può servire a ripristinare l'immagine della Campania, ma non sono disposto per ciò a farmi prendere in giro 3) L'autore di questo post non è fra quelli che sperano in una Napoli sommersa dai rifiuti per "non darla vinta a Berlusconi", come recitava una vignetta bellissima di non so chi (anche se sicuramente ci sono degli imbecilli del genere), anzi, ma semplicemente crede che i meriti vadano presi al momento giusto e che non bisogna nè illudere nè prendere in giro i cittadini solo per propaganda politica.

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