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il blog di Francesco Zanfardino
Le verità nascoste
post pubblicato in Diario, il 16 giugno 2009


                                            

Martedì 16 Giugno, ore 11 circa. Un migliaio di abruzzesi protestano davanti alla Camera dei Deputati che proprio in quegli instanti è impegnata nella discussione del "decreto-Abruzzo". Cori, striscioni e grida di protesta si sprecano, sostenuti solo da attivisti di Legambiente e da un drappello di parlamentari Pd e Radicali.

Il motivo di tale agitazione? Il mancato rispetto delle promesse. La copertura finanziaria della ricostruzione, innanzitutto, ridotta a qualche "gratta e vinci"; i tempi della ricostruzione, più che mai incerti, visto che il decreto arriva ben oltre il 2030 sulla parte economica, ma soprattutto i metodi, dato che c'è forte preoccupazione sulla ricostruzione de l'Aquila "così com'era". Più vari problemi, piccoli e grandi, come la ricostruzione delle seconde case, non garantita dal Governo. Insomma, come recitava uno dei tanti cartelli, "verba volant, sisma manet". Dopo mesi di passerelle elettorali, decantate dai supporters del Governo come segno di "pronta e forte attenzione ai terremotati", "mai vista prima" (d'altronde, è una nuova malattia degli Italiani, quella di far passare per cose straordinarie le cose ordinarie), gli Abruzzesi si sentono abbandonati dal Governo. E, d'altronde, la scarsissima affluenza alle ultime elezioni Europee (42.3% in provincia, 28.0% a L'Aquila) ha dimostrato come gli Aquilani si sentano abbandonati dallo Stato.

Ebbene ... nonostante una protesta così importante, i TG nostrani dell'ora di pranzo hanno preferito non parlarne. Tutti, infatti, tranne il Tg3 (sia ore 12:00 che ore 14:30), hanno oscurato la notizia. Non solo, hanno fatto molto di peggio: di Abruzzo ne hanno parlato, ma per fare enormi spottoni al Governo. Prendiamo le due reti "ammiraglie": il Tg1 ha mandato in onda un servizio sulla Casa dello Studente con un'intervista al Presidente lombardo Formigoni, che ha promesso di contribuire alla ricostruzione della stessa; il Tg5 invece ha elogiato (dal minuto 26:00 in poi), con annessa intervista a Mr Omnibus (Bertolaso, il commissario di tutto in questo Paese), il presunto "successo" di Berlusconi nell'aver ottenuto poco meno di 500 milioni di euro dall'Unione Europea per la ricostruzione in Abruzzo (evidentemente i giornalisti del Tg5 non sanno che la UE, tra le altre cose, serve proprio per la mutua assistenza e stanzia sempre soldi ai Paesi membri colpiti da calamità naturali).

Vabbè, d'altronde il Tg5 è pur sempre di proprietà diretta di Berlusconi, anche se si ostinano ancora a dire di essere indipendenti (sì, effettivamente si auto-censurano indipendentemente che è una bellezza). Ma il Tg1 fa parte del servizio pubblico, che dovrebbe essere di tutti. Dovrebbe.

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E allora, 'sto inceneritore?
post pubblicato in Diario, il 1 febbraio 2009


                                                      

L'inceneritore (o termovalorizzatore? fate voi) di Acerra è un tormentone ormai da tanti anni, che ha visto polemiche accese, contrarietà bipartisan, proteste fuoriose, inchieste giudiziarie e stop imposti dalla magistratura. E così questa opera che da sola avrebbe, se non evitato, molto ridotto i problemi connessi all'emergenza rifiuti in Campania, visto che dovrebbe smaltire circa 2mila tonnellate al giorno (la produzione giornaliera in Campania si aggira intorno alle 7mila tonnellate quotidiane), non ha ancora visto la luce dopo anni dalla sua prima ideazione.

Ma poi è arrivato "San Silvio Santo Subito", e ha messo tutti in riga. Basta con le proteste, basta con le ideologie vetuste del "no" ad ogni costo, basta con l'immobilismo: viva il decisionismo! Il sito di costruzione del termovalorizzatore è diventato persino "sito di interesse strategico nazionale", protetto/occupato da militari. E tutti a festeggiare l'annuncio della futura apertura dell'inceneritore: entro Gennaio 2009. Oddio, la data non è una novità, dato che anche il precedente commissario De Gennaro l'aveva indicata  ... dunque nessuna "svolta decisionista" nelle date ... vabbè accontentiamoci!

E le cose sono cambiate ... pensate che addirittura a Dicembre si parlava di inaugurazione entro il 23 Dicembre! Vabbè, evidentemente erano solo indiscrezioni giornalistiche molto ottimistiche. Berlusconi aveva detto a Gennaio, no? Infatti, ecco la conferma da parte dello stesso Berlusconi (13 Gennaio): "Andrò a giorni ad inuagurare il termovalorizzatore di Acerra".  E così abbiamo tutti atteso con fiducia la nuova mirabolante impresa del premier "Santo Subito" ... prima abbiamo atteso il 23 Gennaio, data che veniva data ormai per certa per l'inaugurazione. E invece niente. Vabbè, sarà successo qualche problemuccio con l'organizzazione della cerimonia. E così abbiamo atteso di nuovo, fiduciosi ...

Ma poi è venuto oggi, 1 Febbraio. Gennaio è finito, e il termovalorizzatore ancora non vede luceE così scopriamo le gelide parole di Bertolaso: "L'inaugurazione si farà a Marzo ... non vogliamo fare inaugurazioni finte, la faremo quando inizieremo a bruciare spazzatura". Peccato che ci avevate promesso di bruciare i primi rifiuti già a Gennaio, nella prima linea del termovalorizzatore. E pensare che non avrebbe dovuto comportare grandi difficoltà completare in 8 mesi il 10% dell'impianto ... soprattutto con la "svolta decisionista"!

E vabbè, attendiamo Marzo. Tanto, mese più mese meno, che cambia ... ma perlomeno non ci vengano a parlare di "svolte decisioniste", o non ci facciano annunci inutili (come gli "a giorni" di Berlusconi) sul termovalorizzatore di Acerra così come per tutte le altre questioni connesse all'emergenza rifiuti che ripeto immutate nel post di metà mese ormai da Novembre, e che spero di non dover ripetere anche il 15 Febbraio. Ad majora ...

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Questa protesta andrebbe ascoltata
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2008


                                                              Roma invasa: "Siamo un milione" E i ragazzi circondano il ministero   

Oggi è stato il giorno del grande sciopero generale contro i decreti Gelmini-Tremonti. Secondo gli organizzatori, ovvero Cgil, Cisl e Uil, a Roma hanno manifestato un milione di persone, più varie centinaia di migliaia in tutta Italia. Molte di meno, ovviamente, per Governo e detrattori. Ma ciò che conta è che questa protesta sta unendo studenti, insegnanti, genitori, ricercatori, sindacati e studenti anche di destra, giornali come Famiglia Cristiana, in proporzioni enormi sia come numero di partecipanti che come giorni di protesta. Insomma, qualcosa che non si vedeva da molto tempo.

E d'altronde non poteva che essere così, con dei decreti che tagliano 7.8 miliardi alla scuola, 1.4 miliardi alle Università, manda in strada più di 130mila persone tra insegnanti precari e personale ATA, ripristina il maestro unico (inadeguato per questi tempi), riduce le ore, mette a rischio il tempo pieno (almeno come comunemente inteso), sottrae fondi alla ricerca e rende impossibile un vero ricambio generazionale. Il tutto senza un minimo accenno reale al taglio degli sprechi, addotto come "giustificazione" ma che viene annunciato senza però in concreto predisporre gli strumenti per farlo. E soprattutto con una marea di bugie per "giustificarsi": si mettono in mezzo i dati OCSE, che in realtà provano come in Italia la spesa pubblica per l'istruzione sia inferiore alla media europea ed OCSE, per non parlare poi di quella per la ricerca, che ci vede ultimi nell'OCSE. Si dice che la protesta è strumentalizzata dai partiti, mentre fino ad adesso non si sono viste bandiere nei cortei degli studenti, e sfilano (ed occupano) anche associazioni di destra come Lotta Studentesca e Blocco Studentesca. Si è detto che chi si oppone non fa proposte, mentre almeno qualcuno le ha già fatte.

Il tutto condito da un atteggiamento arrogante da parte del Governo che ha tirato dritto senza nemeno ascoltare una delle critiche fatte, mettendo pure la fiducia sui provvedimenti. Mentre al Governo sarebbe convenuto aprire un tavolo di confronto: se davvero sono proteste strumentali, sarebbe stato facile dimostrarlo invitandoli a fare delle proposte che non avrebbero fatto e quindi convinto gli Italiani della strumentalità di queste proposte. Evidentemente non è così. E così alla fine chi ci ha perso è l'Italia. Perchè sì è persa l'occasione per una vera riforma della scuola, che aumentasse davvero l'efficienza della scuola e della sua spesa, che investisse i risparmi nella ricerca e nell'innovazione e che ridasse dignità al merito. O perchè, più semplicemente, si sono creati disagi a tante persone e si è alimentato un clima di scontro.

E poi perchè le contro-risposte sono, per forza di cosa, radicali. Magari si occuperanno stazioni, strade e scuole (in misura maggiore di adesso, e per più tempo). O più semplicemente si farà il refendum abrogativo proposto da Veltroni e una sua vittoria, seppur auspicabile, non sarebbe tutto bene: infatti il danno più pesante è quello della legge 133 (che contiene i tagli dei fondi), che però non può essere abrogata per referendum perchè è legge di bilancio, e quindi il referendum sarà per il decreto Gelmini, che è quello meno dannoso. Certo, dato che il decreto Gelmini in sostanza è la reintroduzione del maestro unico, è quindi sempre meglio abrogarlo, ma così si perderanno pure quei provvedimenti accessori, quei provvedimenti usati come il "miele che indora la pillola" che però sono positivi, come i 5 anni per le nuove edizioni dei libri, il ripristino del voto in condotta (che però per me dovrebbe fare media come tutti gli altri voti, non essere decisivo come vuole la Gelmini), il ritorno ufficiale dell'Educazione Civica (non il grembiulino, che io vedo negativamente), e anche l'abolizione delle compresenze. Provvedimenti che sarebbero invece rimasti se si fosse fatta una vera riforma condivisa con le parti sociali.

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