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il blog di Francesco Zanfardino
I frutti della demagogia / 3: Meno risorse per la Giustizia, un nuovo indulto
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 14 luglio 2008


                                                 

Dopo i tagli per Alitalia e per le forze di polizia, arrivano anche i tagli per la Giustizia. Il "Governo della sicurezza", come ama definirsi, pensa forse di poter combattere la criminalità solo prendendo le impronte ai bimbi rom, o con l'aggravante di clandestinità: le risorse per forze di polizia e giustizia possono aspettare, tanto non importa arrestare e condannare i criminali, basta buttare fumo negli occhi delle persone con tanta demagogia.

A lanciare l'allarme è Claudio Caselli, Capo del Dipartimento Organizzazione e Personale del Ministero della Giustizia, in un "documento-SOS" consegnato al Ministro Alfano e al sottosegretario Caliendo sulle conseguenze della nuova Finanziaria sulla macchina giudiziaria italiana. Ebbene, in sintesi: taglio del 22% delle risorse (per il 2009, poi 30% nel 2010 e 40% nel 2011) per le spese "intermedie", ovvero acqua, luce, gas, benzina, carta, fax, armadietti, fotocopiatrici, computer, ma soprattutto per la trascrizione delle sentenze, assistenza tecnica e autovetture blindate; riduzione del 10% degli organici, che già lamentano una scopertura media del 14%, attraverso un taglio degli uffici dirigenziali ma anche il "blocco" di fatto delle assunzioni, ridotte al 10% dei pensionamenti, con gli ultimi due concorsi indetti ora a rischio.

Insomma, meno risorse umane ed economiche per la giustizia. "Misure che rischiano di portare al blocco degli uffici giudiziari", secondo Caselli, con tutte le conseguenze sui tempi della giustizia e certezza della condanna. Se poi a questo ci aggiungiamo i provvedimenti su intercettazioni e rinvia-processi, stiamo a posto! E' un nuovo indulto, ancora peggiore del precedente (e ho detto tutto): almeno prima i criminali erano stati in carcere ... il problema era la certezza della pena. Ora il problema è addirittura la certezza della condanna!

E questo nonostante che il Programma del PdL al punto 2 della terza "Missione" reciti chiaramente: "aumento delle risorse per la Giustizia". Alla faccia!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2008


                                                 

Il primo Dpef tremontiano
, documento di programmazione economico-finanziaria del Governo, ha riservato parecchie sorprese. A parte l'arcinota questione dell'inflazione programmata all'1.7%, quando ormai è al 3.6%, con conseguenze sul riadeguamento automatico dei contratti (ma non pensiamo sempre a male e fidiamoci del Governo e di Confindustria che dicono "l'inflazione programmata è un obiettivo, poi se non verrà raggiunto, terremo conto dell'inflazione reale per i contratti"), e a parte il rallentamento degli obiettivi di risanamento dei conti (poca cosa, il pareggio non sarà raggiunto, per poco, nel 2011, ma nel 2012). Ciò che mi preme sottolineare è invece la questione della pressione fiscale.

Ecco cosa recita il programma del PDL alla terza pagina: "In ogni caso ci è ben chiaro che la realizzazione del nostro programma è sottoposta a tre vincoli essenziali: il vincolo costituito dalla crisi economica in atto (...), il vincolo imposto dagli impegni di trattato europeo (...), il vincolo costituito dall'attuale instabile equilibrio dei conti pubblici italiani (...). In ogni caso non metteremo mai le mani nelle tasche dei cittadini". E' la famosa frase fritta e rifritta del centrodestra, contro il "governo delle tasse" di Prodi, Padoa-Schioppa "Dracula" eccetera eccetera. Ed ecco cosa recita all'ottava pagina: "Graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del PIL".

Ora leggiamo cosa dice il DPEF 2009-2013 (fonte ASCA - 24 Giugno): "Non è prevista scendere la pressione fiscale nel periodo 2009-2013, periodo preso in considerazione dal Dpef, con l'effetto della manovra. Nel 2008 la pressione fiscale sarà al 43% e il livello si confermerà anche nel 2009. In lieve aumento nel 2010, al 43.2%, per poi scendere al 43.1% nel 2011 e nel 2012 e al 42.9% nel 2013". Tradotto in soldoni, non è nei programmi del Governo Berlusconi far scendere la pressione fiscale, la quale rimarrà al 43% (altro che sotto il 40%!!!), per tutti i cinque anni del suo Governo. Anzi, per tre anni sarà addirittura salità, anche se di pochissimo. Ma come? Prodi non aveva riempito di tasse gli Italiani? Le tasse non andavano abbassate? Forse quelle tasse erano necessarie? O forse non c'era stato poi tutto quell'aumento che dicevano? Oddio mi sono crollate tutte le certezze ...

P.S. Una domanda a Tremonti e una al Governo Berlusconi: secondo voi ora sono legittimato o no a chiamarvi rispettivamente "Dracula" e "governo delle tasse"?

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