.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Riporto Report: Porte girevoli
post pubblicato in Riporto Report, il 4 maggio 2009


                                                

Continua il percorso della rubrica settimana di Discutendo dedicata alle inchieste di Report. La puntata di questa settimana della trasmissione della Gabanelli ha trattato di manicomi, e più in generale dello stato dell'assistenza psichiatrica in Italia, a trent'anni dall'entrata in vigore della legge 180, meglio nota come legge Basaglia (quella che chiuse i manicomi), una legge rivoluzionaria per l'epoca e che rese l'Italia un modello per il mondo interno. Un modello solo legislativo, però, perchè la sua applicazione fu tardiva e ancor'oggi è molto disattesa (qui il video della puntata, qui la sua trascrizione integrale).

PORTE GIREVOLI (di Sabrina Giannini)

Il viaggio nella malasanità psichiatrica inizia in Calabria, precisamente dal tristemente noto Istituto Papa Giovanni XXIII in provincia di Cosenza. Detta anche la "Fiat del Cosentino", perchè negli anni d'oro riusciva a mantenere 1800 dipendenti e 800 pazienti, l'istituto di cura psichiatrica è finito nel degrado e nell'abbandono, diventando una sorta di "clinica degli orrori", con sempre meno malati e dipendenti allo sbando. Il crollo iniziò nel 2002, quando divenne gestore della clinica, di proprietà della Curia, il monsignor Luberto, che con ruberie varie, persino sulle pensioni dei pazienti, riusci a far svoltare il proprio stile di vita, mentre nella clinica le condizioni della struttura e dei pazienti erano diventate sempre peggiori. Questo anche grazie alle negligenze della Curia locale, e soprattutto alle compiacenze della politica locale.

Ma i pazienti del Papa Giovanni che fine hanno fatto? E tutti coloro che sono usciti dai manicomi? In Calabria, come in tante Regioni, mancano le strutture: così ci si affida al privato. Una soluzione che dura da decenni, che costa molto allo Stato ma che lo Stato non si degna di risolvere strutturalmente, evidentemente perchè conviene politicamente sovvenzionare cliniche e pensioni private che altrimenti dovrebbero chiudere per mancanza di "clienti". Peccato che in questo giro di "parcheggi temporanei", ogni principio di cura dei pazienti va a farsi fottere, anche perchè la loro cura è affidata più al 118 che agli psichiatri (che si vedono una-due volte l'anno in queste "pensioni"). Altrove la situazione è migliore, come in Piemonte, che è tra le migliori d'Italia per numero di strutture: eppure anche qui il fenomeno delle "pensioni" è diffusissimo. Per i più fortunati ci sono i gruppi appartamento e le comunità: però per funzionare bene hanno bisogno di personale, di assistenza e cura ... ma visto che lo Stato non controlla, spesso diventano solo dei "parcheggi". E, ancora stavolta, la riabilitazione dei pazienti va a farsi fottere.

Ma quando questi pazienti hanno delle crisi, come vengono curati? Ma, soprattutto, vengono curati? In teoria, dovrebbero nei casi gravi essere ricoverati, per tutto il tempo necessario, in modo da garantire una riabilitazione sufficiente. Ma ricoverare costa, e così l'indicazione agli psichiatri è una sola: curare i sintomi, e smammarli massimo in una decina di giorni. E, per l'ennesima volta, la cura psichiatrica va a farsi fottere in nome del denaro (pubblico o privato): a meno che gli psichiatri, quelli che prendono sul serio la loro professione, non si ribellino. D'altronde, la colpa è anche dello Stato, che in questo campo non investe a sufficienza. E così la legge più innovativa del mondo viene ridotta a semplice modello senza attuazione.

IL MIO COMMENTO: Che dire ... di fronte a simile scempio della civiltà e del senso dello Stato, le parole faticano ad uscir fuori. D'altronde non c'è da fare enormità: servono fondi, ma soprattutto servono controlli. Altrimenti, a costa di mettere toppe sui buchi, ci si ritrova a spendere molto di più, senza nemmeno curare i pazienti. E' l'Italia ... ma è ora di finirla.

Altre rubriche: stavolta niente "Emendamento", ma un "Come è andato a finire", ad un anno di distanza, sull'abusivismo edilizio a Roma, con un focus anche sugli sprechi dei Mondiali di Nuoto del 2009 di cui vi ho parlato qualche giorno fa (qui video, qui testo). La "Goodnews" della settimana riguarda invece l'informazione farmaceutica, di fatto monopolio delle case farmaceutiche che più di informare, pubblicizzano, e di un esperimento di "informazione indipendente" che viene da Modena (qui testo).

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Riporto Report: La cura
post pubblicato in Riporto Report, il 28 aprile 2009


                                              

Con un giorno di ritardo, a Discutendo si torna a parlare della puntata di Report, l'ottima trasmissione di inchieste giornalistiche condotta dalla Gabanelli: stavolta si tratta del sistema sanitario italiano. Tra pubblico e privato, sprechi ed inefficienze, tagli e false virtuosità (qui il video della puntata, qui la sua trascrizione integrale).

LA CURA (di Alberto Nerazzini)

L'inchiesta inizia con una prima parte dedicata ai rapporti tra sanità pubblica e privata. Si incomincia brevemente con un riferimento all'intramoenia, ovvero al fatto che in Italia, con qualche differenza fra le varie Regioni (come in tutto ciò che riguarda la Sanità, dato che è materia di esclusiva competenza regionale), i medici pubblici possono svolgere anche attività in studio privato: forse però sarebbe meglio che lo Stato impedisca ciò, chiedendo un contratto in esclusiva, magari aumentando un po' gli stipendi, così che i medici rimangano in Ospedale a smaltire le enormi liste d'attesa (e magari non sottraggono agli Ospedali medicine ed attrezzature per i propri studi privati, come documentato dal servizio). 

Ma il vero protagonista di questa prima parte è il DRG, ovvero il sistema di incentivazione introdotto nel 1995 con il quale gli ospedali, pubblici e privati, vengono premiati dallo Stato in base alla loro produttività: solo che in questo caso il "prodotto" è il paziente, e la sua salute. Comprenderete quindi facilmente come, se da un lato nel pubblico ciò può avere un senso, nella sanità privata (tra l'altro equiparata in vario modo a quella pubblica in molte Regioni), dove i profitti vanno tutti ai gestori delle strutture, comporta che tali strutture sono interessate a fare quante più prestazioni possibili: e, di conseguenza, dato che i medici da loro assunti sono pagati anche in base alla produttività, anche i medici sono spinti a tale ragionamenti. Da ciò originano scandali come quello dela clinica privata "Santa Rita" di Milano, prima fiore all'occhiello della sanità lombarda ma poi ribattezzata "clinica degli orrori" dopo che si scoprì che tantissime persone avevano subito operazioni inutili (e alcune di loro sono morte per questo) solo per far intascare più soldi a medici e gestori. Ma questo accade anche al San Raffaele, e a tanti ospedali e cliniche d'Italia finite sotto le lenti della magistratura. E' evidente che questo sistema si può reggere solo con i controlli, ma i controlli costano: e dato che in Italia invece di "razionalizzare" la spesa si preferisce "razionarla" (cioè si taglia e basta, mentre bisognerebbe tagliare gli sprechi ed investire in qualità), finisce che siamo tra gli ultimi Paesi per percentuale di controlli (tra l'altro in molte Regioni ben al di sotto del 10% previsto per legge).

E, a proposito di spesa, il Governo Berlusconi ha deciso di tagliare 5 miliardi per i prossimi due anni. Tagli "orizzontali", "razionari" e non "razionali", che rischiano di compromettere i servizi essenziali in molte Regioni, e di dover comportare il pagamento di ticket da parte dei pazienti: e questo a causa degli enormi deficit nella Sanità di molte Regioni, soprattutto al Sud. Ma perchè? Report ce lo spiega con un esempio: la Calabria. Qui addirittura il deficit non riescono ancora ad identificarlo per bene (comunque 1-2 miliardi di euro di debiti). E nonostante questa enorme spesa, la Calabria è piena di ospedali fatiscenti (36 ospedali irregolari su 39). Il motivo di tale spreco? Come al solito, clientelismo e corruzione: ovvero assunzioni sopra ogni limite (alcuni ospedali hanno più dipendenti che posti letto), e dirigenti che lucrano sui mini-appalti quotidiani degli ospedali (per le forniture, chiedendo sovvenzionamenti molto superiori al necessario). E anche i centri di "eccellenza", in Calabria, in realtà sono ulteriori fonti di spreco ed inefficienza (seppur in forma molto più lieve), o comunque sede di clientelismo. Uno di questi, l'Istituto Campanella, aspira a diventare IRCCS, ovvero un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, grazie al quale riceverebbe forti finaziamenti pubblici e privati per fare ricerca. In funzione di questo obiettivo la Regione, nonostante il deficit, ha stanziato tanti milioni di euro: però di risultati scientifici nemmeno l'ombra. Verrebbe da chiedersi se non sia il caso di investire di meno sul Campanella e di più nella qualità del servizio pubblico. O perlomeno controllare gli investimenti ...

Ma il "fenomeno IRCCS" riguarda tutta Italia. A partire dal 2003, tali centri si sono moltiplicati, ma solo grazie ad un alleggerimento della norma che ne prevede i criteri per l'attribuzione. Così abbiamo tanti istituti che meritevolmente ricevono finanziamenti pubblici, e tanti altri no. E' il solito discorso: va bene l'incentivo, ma servono i controlli. Altrimenti, si fanno più danni che prima. Il problema però è questo: c'è la volonta (da parte di chi comanda) di fare questo? Oppure a loro conviene così perchè sono l'espressione diretta di questo sistema?

IL MIO COMMENTO: Che dire ... come Report giustamente sostiene, occore razionalizzare, e non razionare, la spesa in Sanità. Altrimenti il nostro sistema sanitario, invidiato (almeno una volta) da tutto il mondo perchè totalmente aperto a tutti (a differenza, ad esempio, da quello americano, dove i costi ricadono direttamente sui pazienti, e per essere curati bisogna pagare), finirà peggio di tutti: una formidabile fornace di sprechi, clientelismo, corruzione ed incapace di garantire servizio pubblico. Dunque si elimini l'intramoenia, si riveda (o abolisca) il DRG nel privato, si preveda il sistema unico per gli appalti nella Sanità, si mandi in galera chi gestisce in maniera indecente il denaro pubblico della Sanità (e si commissarino le Regioni inadempienti). E questo avvenga in tutti i settori della spesa pubblica. Altrimenti, che parliamo a fare di Federalismo: la Sanità è già un modello federalista (la competenza è esclusiva delle Regioni), e vediamo bene come funziona ...

Altre rubriche
: Anche "L'emendamento" della settimana parla di sanità, ma in relazione ai cosiddetti "medici-spia" che il Governo vorrebbe introdurre, e mette in evidenza come la denuncia sia obbligatoria, e non facoltativa (qui video, qui testo). Invece la Goodnews della settimana parla di ambiente, ed in particolare della "riconversione ecologica" dei supermercati avviata in Germania e che sta prendendo piede anche da noi (qui video, qui testo).

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia aprile        giugno
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca