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il blog di Francesco Zanfardino
Carta alla mano
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2010


                                             

Di sicuro, non è affatto consono che i magistrati protestino così platealmente contro un Governo. In una democrazia che funziona, questo non accadrebbe mai. Il problema è che la nostra non lo è, e non perchè, come blaterano i berluscones, i magistrati hanno troppo potere, ma perchè la macchina giudiziaria non funziona e da anni si parla solo di riforme ad personam o ad castam, senza risolvere i reali problemi della Giustizia italiana.

Per questo quelle immagini dei magistrati che sfilano, Costituzione alla mano, ed escono dalle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, sono preoccupanti. Ci dovrebbero far riflettere su quello che sta accadendo nel nostro Paese, dove non solo i più banali principi costituzionali stanno venendo meno, ma sta lentamente scomparendo la capacità del "popolo", pilastro della democrazia, di reagire. Dovrebbero essere gli Italiani, con centinaia di manifestazioni spontanee, a fare quello che i magistrati stanno facendo. Magari semplicemente per difendere il nostro diritto ad una Giustizia che funzioni, se proprio ce ne sbatte dei principi costituzionali (dove siamo arrivati!).

E invece ci ritroviamo con un Governo che per fini personali va sempre più dritto sulla sua strada dello sfasciamento della democrazia, arrivando fino al punto di aprire, con un lapsus froidiano, l'anno giudiziario. Chissà se è un giorno non sarà solo un lapsus.

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Principi intoccabili
post pubblicato in Diario, il 8 gennaio 2010


                                              

Nello spronare la politica italiana a perseguire la strada del dialogo e delle riforme, tornata in voga con l'irruzione sulla scena del "partito dell'amore", il Presidente del Senato Renato Schifani, di malcelata parzialità berlusconiana, difende la necessità di riformare la Costituzione, anche se "non nella prima parte, quella dei valori, che non è mai stata messa in discussione".

Ebbene, qualcuno ricordi a Schifani, che pure dovrebbe saperlo (visto il suo ruolo), che, a proposito di "valori" e "prima parte della Costituzione", l'articolo 3 della nostra carta dei valori dice che "tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge". Non mi pare proprio che questo principio non sia mai stato messo in discussione ... e che le cosiddette "riforme" di cui si parla ne siano estranee ...

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Stupidità autarchica
post pubblicato in Diario, il 26 gennaio 2009


                                                            

La stupidità non ha limiti. L'amministrazione di Lucca ha ben pensato di imitare l'autarchismo di Mussolini e vietare la cucina etnica. Nella città toscana, infatti, la giunta di centrodestra ha deciso nel nuovo regolamento comunale per bar e ristoranti che "al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse". Insomma, nei ristoranti di Lucca si potrà mangiare solo italiano, preferibilmente lucchese. Infatti, "è previsto che nei menù deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca". Per non parlare della standardizzazione imposta ai locali: gli arredi devono essere "confacenti al centro storico stesso", i locali devono fornire "sedie in legno, arredamento elegante e signorile anche nei dettagli", il personale deve essere "fornito di elegante uniforme adatta agli ambienti nei quali si svolge il servizio". Più altre norme più o meno discutibili, come il divieto di radunarsi fuori i locali o sedersi sugli scalini dei monumenti/luoghi di culto.

Insomma, in un sol colpo l'amministrazione lucchese ha stracciato la Costituzione e molti dei suoi principi: in primis la libertà di impresa (come può permettersi un rappresentante di uno Stato democratico di vietarmi di aprire un ristorante etnico? Come può permettersi di vietarmi di scegliere di arredare il mio locale con sedie di ferro o plastica? Come può permettersi di vietarmi di esse stravagante nella scelta dell'arredamento e dell'uniforme? E poi chi stabilsce e in base a cosa cos'è "elegante e signorile"?), la libertà di scelta (come può permettersi di vietarmi di mangiare un buon kebab, o un bel sushi, o dei fagioli alla messicana?), e, ultimo ma non ultimo, l'uguaglianza di fronte alla legge (come può permettersi di escludere le cucine di "etnie diverse"?).
 
Lo Stato deve intervenire e fermare tale indecenza. Queste cose l'Italia le ha viste solo nel Fascismo. Non è proprio il caso di rivederle ancora.

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