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il blog di Francesco Zanfardino
Cattocomunista
post pubblicato in Diario, il 12 marzo 2009


                                                     

"Franceschini? Un leader catto-comunista". E' da quando Dario Franceschini è diventato segretario del PD, ovvero il 21 Febbraio, che aspettavo tale reazione da Berlusconi. Ha resistito per una ventina di giorni, ma poi non ce l'ha fatta. Doveva dirlo. Tacciare gli avversari di "comunismo" è infatti una prassi per Berlusconi. Una prassi che non risparmia nessuno. Tantomeno coloro che provengono da tradizioni opposte a quella comunista, come quella democristiana di Franceschini: tanto basta aggiungere quel "catto", no?

Perchè Berlusconi e la sua maggioranza mostrano un leggero fastidio negli ultimi giorni? Semplice: il cambio alla guida del PD gli sta creando un po' di difficoltà. Franceschini, infatti, si sta muovendo bene, sfruttando i primi passi con proposte concrete, efficaci mediaticamente e sostanzialmente, e con le adeguate coperture economiche. L'assegno di disoccupazione, i 5000 poliziotti coperti dai soldi risparmiati con l'election-day, il fondo anti-povertà finanziato con l'una tantum sui ricchi, la moratoria sui licenziamenti nella pubblica amministrazione. Unito ad un ritorno a toni ancora più marcati sull'anti-berlusconismo, che non danneggia il premier ma frena l'emorragia dei voti del PD verso Di Pietro e le sinistre. Il tutto inserito in un quadro di passi falsi del Governo, come le pensioni delle donne innalzate a 65 anni.

E così la maggioranza, pur riuscendo a controbattere con le sue abilissime doti (e soprattutto mezzi) comunicative, si trova comunque a rispondere con molto più affanno. Anche perchè Franceschini ha dalla sua due importanti condizioni: essendo poco conosciuto ai media e agli elettori, ha una aura di "novità" che fa sì che ciò che dice venga riportato con maggiore enfasi (quasi la giusta enfasi) rispetto ad altri esponenti, ed inoltre fa sì che l'elettorato sia più "paziente"; inoltre, essendo un "reggente" (nel senso che ad Ottobre, nella logica di certe nomenclature PD, "si leverà da mezzo"), il suo lavoro non viene quotidianamente smontato dalle polemiche interne montate ad arte da chi ha più a cuore il proprio potere che il bene del PD.

Ora c'è da vedere se queste due condizioni permarranno. La seconda, probabilmente sì, almeno che l'opportunismo di quei "dirigenti" non arrivi al punto (e mi piace non crederci, sarebbe l'apice della bassezza umana) di voler far sprofondare il più possibile alle Europee (tipo 20%) per poi poter dire, una volta presa la segreteria, "stiamo avendo successo, siamo cresciuti addirittura del 5%" (cioè 25%!). La prima, purtroppo, temo di no. A sinistra si è molto bravi ad osannare i propri leader per poi demolirli giorno per giorno, mettendo insieme i piccoli errori e non vedendo le grandi capacità ed innovazioni. Di sicuro Franceschini continuerà ad operare bene, benissimo: ma il suo avversario è pur sempre Berlusconi, e soprattutto la "nuova Italia" di Berlusconi, e senza avere entrambe quelle due condizioni non potrà andare lontano. Tafazzi è sempre in agguato.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

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