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il blog di Francesco Zanfardino
Stop agli sprechi energetici. Anzi no
post pubblicato in Diario, il 31 agosto 2009


                                                 

Domani è il primo Settembre, e in tutta Europa andrà in soffitta uno dei simboli dell'ultimo secolo, la lampadina ad incandescenza. Sarà infatti vietata in tutti i Paesi della UE la loro messa in vendita (le scorte rimarranno vendibili fino ad esaurimento), per favorire l'acquisto delle lampadine fluorescenti, quelle a basso consumo, che permettono di risparmiare elettricità e quindi denaro ed emissioni nocive per l'ambiente. Stesso identico discorso per i frigoriferi a bassa efficienza (classe C, insomma).

Così probabilmente sarà data la notizia. In realtà non è proprio così: non in tutta la UE la loro vendita sarà vietata. Indovinate quale sarà l'eccezione? Ebbene sì, l'Italia: il Governo Berlusconi ha infatti deciso, con una leggina ad hoc, di rinviare tale messa al bando a data da destinarsi. L'ennesima prova dell'assoluta inconsistena delle politiche "green" di questo Governo. E la Prestigiacomo che fa, la bella statuina?

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Telecamere cercasi
post pubblicato in Diario, il 17 giugno 2009


                                 

Berlusconi, 4 Giugno, a Canale Italia: "Nel giro di sette giorni da oggi riporteremo Palermo alla normalità".

Prestigiacomo, 7 Giugno: "Emergenza finita, da stasera Palermo torna alla criticità. Con la raccolta straordinaria oggi abbiamo superato la criticità. Il Governo ha agito con tempestività e concretezza". Dichiarazioni simili da vari esponenti di Governo e maggioranza, e dello stesso Berlusconi. Ennesimo trionfo mediatico dei Berluscones in tema di rifiuti.

Il Messagero, 14 Giugno: "E' ancora emergenza rifiuti a Palermo e provincia. Una sessantina i cassonetti incendiati la notte scorsa. Trenta nel capoluogo tra il centro e alcuni quartieri periferici. Gli altri a Bagheria".

Repubblica-Palermo, 17 Giugno: "Dopo una notte di roghi di spazzatura nei paesi della cintura intorno a Palermo, con 40 interventi dei vigili del fuoco, si è appreso che il visindaco di Bagheria Antonio Passarello ha disposto la chiusura di tutti gli uffici pubblici, comprese le scuole di ogni ordine e grado, per l'emergenza rifiuti. La decisione è stata presa - afferma una nota - per l' aggravarsi della situazione igienico sanitaria". La situazione, oltre che a Bagheria, è grave anche a Villabate e a Ficarazzi" (qui le foto).

Ovviamente, tra la marea di rifiuti che assediano il Palermitano da settimane, e a turno tutti i centri siciliani da anni, manca solo una tipica specialità italiana di immondizia: l'informazione. Quella televisiva, perlomeno. Indovinate perchè.

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Il Governo cede alle lobby della plastica
post pubblicato in Diario, il 27 maggio 2009


                                                     
 
Dalle mie parti si direbbe che sono stato una "ciucciuettola" (cioè "civetta"), o che ho "portato seccia": e, sinceramente, non saprei tradurli con efficacia in italiano ... In ogni caso, una mia maligna previsione si è rivelata vera. Nessuna Apocalisse nostradamusiana, tranquilli, anche se la faccenda dimostra che questo Governo è davvero l'Apocalisse per le politiche ambientali.

A cosa mi riferisco? Ebbene, qualche mese fa vi parlai degli "shopper", ovvero le buste di plastica divenute senza dubbio il simbolo della nostra società consumista, e del fatto che la catena Auchan aveva annunciato di voler anticipare di sei mesi una norma voluta dal Governo Prodi, mettendo al bando le buste di plastica (sostituendole con alternative ecologiche) fin da Luglio 2009, e non da Gennaio 2010 come impone la suddetta norma. O meglio imponeva, visto che è di qualche giorno fa la notizia che il Governo Berlusconi non ha approntato i decreti attuativi di quella legge, rinviando di fatto la messa al bando degli shopper di plastica a data da destinarsi. Come avevo appunto previsto nel post di Dicembre, con quel "già sarebbe tanto (...) se l'attuale Governo non decidesse di rinviare la scadenza del 2010". Insomma, le lobby della plastica, timorose per i mancati introiti derivanti dalla milionaria produzione annuale di buste, l'hanno avuta vinta, bloccando con la complicità di un Governo per niente "verde" una vera e propria svolta ecologica ed economica, che avrebbe consentito il risparmio di tonnelate di petrolio, l'abbattimento di grandi quantità emissioni inquinanti e contribuito così ad evitare le multe derivanti dal mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, oltre a liberare l'ambiente dalle tonnellate di plastica non biodegradabile che infestano le campagne, i mari, le spiagge e le strade delle nostre città.

E pensare che proprio in questi giorni è emersa la notizia che un simile provvedimento in Cina ha permesso di risparmiare 1.6 milioni di tonnellate di petrolio in un anno. Ovvero l'equivalente di 40 miliardi di sacchetti, quelli che sono stati risparmiati, secondo i calcoli di una specie di Confcommercio cinese, sul territorio Cinese dopo che il governo locale ne ha bandito l'uso quasi un anno fa.

Che dire ... cara Ministra Prestigiacomo, tu che rappresenti un Governo che ha ridotto le politiche ambientali allo zero assoluto, e che a tal proposito si è fatto sentire solo con il negazionismo sui cambiamenti climatici e con i veti al "piano verde" dell'Europa, abbi almeno la dignità di pretendere che l'Italia non si faccia superare in politiche ambientali dalla Cina (la Cina, non so se ci siamo spiegati!). E che diamine.

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L'anomalia italiana sull'ambiente
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2008


                                                   

Il "piano verde" della UE, che ha l'obiettivo di portare al 20% entro il 2020 la quota di energia ricavata dalle rinnovabili, si è fermato, a causa del veto di 1 solo dei 25 paesi membri. L'Italia. Grazie, insomma, proprio al Governo "decisionista" e contrario alla politica del veto.

D'altronde il Governo Italiano e il Ministro Prestigiacomo, che in 8 mesi di legislatura è stata visibile solo in quest'occasione dato che di politiche ambientali con questo Governo non se ne vede nemmeno l'ombra, hanno sempre ostacolato questo piano, spalleggiati dalla Confindustria della Marcegaglia. E' stato detto di tutto e di più da questo schieramento anti-verde, che "così si uccidono le altre imprese", "ad esser contrari siamo la maggioranza della UE", "non possiamo permettercelo perchè abbiamo il nucleare", "la questione energetica non si risolve con le rinnovabili", ecc. ecc. Peccato che siamo gli unici a lamentarci, e certo non siamo gli unici ad avere le imprese, non siamo gli unici a non avere il nucleare (ben 17 paesi UE su 25).

Inoltre, lasciatemi dire una cosa. La questione energetica non si risolve con le rinnovabili. Forse. Ma nemmeno con il nucleare. Soprattutto, è meglio spendere miliardi di miliardi per far partire centrali nucleari che, nell'Italia dei veti, nella migliore delle ipotesi partiranno nel 2020, oppure spendere quelle stesse some per sfruttare le energie rinnovabili di cui l'Italia è piena ed averne subito i benefici economici, oltre che ambientali? Ed è razionale frenare, salvo poi parziali ripensamenti, un incentivo come quello sul fotovoltaico che sta facendo sviluppare quel settore?

Ma il vero problema è un altro. E' che in Italia manca la cultura ecologista, e quando c'è è in mano ad estremisti (i "verdi arcobaleno") che non fanno altro che fare il gioco dei cattivi industriali e della destra italiana. Certo, c'è un ecologismo moderno, rappresentato dagli Eco-Dem, ma purtroppo sono schiacciati dal confronto fra estremisti e anti-ambientalisti. Così solo in Italia abbiamo una destra anti-ambientalista e demagogica, mentre all'estero quasi tutti i leader di centrodestra come Sarkozy, la Merkel e Cameron sono paladini dell'ecologismo al pari dei loro colleghi di sinistra. L'unico era Bush, ma poi ha stravinto Obama con la sua politica fortemente ecologista, grazie alla quale vuole risollevare l'economia Americana.

Bastian contrari unici. Sul piano UE, e come leader di destra. L'ennesima dimostrazione dell'anomalia Italiana.

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