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il blog di Francesco Zanfardino
Quel popolo arancione
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2011



 

 
Già due settimane fa, all'indomani dei risultati del primo turno, scrissi che si sarebbero vinte tutte le principali sfide del secondo turno, anche a Napoli. Ormai era nell'aria ma, diciamoci la verità, nessuno tre settimane fa avrebbe previsto tutto questo. Colpa di anni passati a discutere di alleanze, strategismi, compromessi, del nulla insomma; il tutto inseguendo le tematiche della destra, svendendo la propria anima.

 
Le mie considerazioni, sostanzialmente, restano quelle del post precedente. Aggiungo che uno degli aspetti fondamentali delle vittorie del centrosinistra in queste elezioni è stato il grande entusiasmo popolare e giovanile, come le bellissime immagini delle piazze di Milano e Napoli hanno chiaramente dimostrato. Un popolo "arancione", come il colore scelto da Pisapia e De Magistris per le loro campagne, dal quale deve trarre diverse lezioni la classe dirigente del centrosinistra e specialmente del Partito Democratico.
 
I trionfi nella "inespugnabile" Milano e nell'emblema del "malgoverno di sinistra" Napoli dimostrano che nulla è impossibile se il centrosinistra riscopre la sua vera radice, ovvero quella del cambiamento, contrapposto al conservatorismo delle destre. E' ora che lo capisca il Partito Democratico (che pure ai suoi inizi aveva saputo interpretare il cambiamento) se non vuole rischiare di disperdere il "vento" favorevole, come in effetti fecero i suoi dirigenti già nel 2005 dopo i trionfi delle Regionali. Servono programmi innovativi, radicalmente innovativi, e candidati credibili, che credibilmente possano interpretarli.
 
L'altro segnale da cogliere per il PD è che è assolutamente necessario il ricambio della classe dirigente. Non per questioni anagrafiche, ma semplicemente perchè la classe dirigente del PD e dei partiti che lo hanno preceduto in questi 15 anni ha fallito su tutti i fronti: in termini elettorali ma, sopratutto, in termini di visione della politica, che è risultata fin troppo antiquata rispetto alle esigenze degli elettori. Spero che abbiano capito che le primarie si devono fare sempre e comunque, e farle svolgere nella legalità (non come a Napoli, dove le vere primarie le hanno fatte gli elettori); spero che abbiano capito che per governare non è necessario svendere la propria anima sull'altare dei conservatori del Terzo polo; spero abbiano capito che il primo alleato è lo straordinario popolo del centrosinistra; spero abbiano capito che bisogna spalancare le porte del Partito alla partecipazione degli elettori in tutte le proprie scelte, includendo questo popolo nella sua classe dirigente, innestando dunque nuove idee e un po' di vita reale nei processi politici del Partito. Spero lo abbiano capito, ma mi sa che continueranno a perseguire le solite scelte da vecchia politica: e sarebbe un peccato.

Un peccato, perchè se il principale partito del centrosinistra non torna alla sua essenza rischia di gettare al vento tutto il sostegno popolare che sta ricevendo quest'area politica. E poi anche perchè un'altra cosa che ci insegna quel "popolo" è che le divisioni in tante sigle non hanno senso: in fondo il Partito Democratico doveva nascere per unire tutte le sigle post-ideologiche in un unica grande comunità democratica. Non credo che tra gli elettori di Sinistra e Libertà, Pd e Italia dei Valori corrano talmente tante differenze da giustificare l'appartenenza a partiti diversi: evidentemente è la classe dirigente di questi partiti a mantere questa separazione.
 
E qui torniamo al solito punto: questa classe dirigente o capisce tutto ciò o è meglio che se ne vada a casa. Il che equivale a dire che dobbiamo mandarla a casa noi.
Il parlamercato e il mandato del "ppopolo"
post pubblicato in Diario, il 14 settembre 2010


                                           

A quanto pare, il gruppo dei deputati "salva-Berlusconi" (ora abbiamo anche il gruppo parlamentare "ad personam"!) sta miseramente naufragando, com'era prevedibile. E forse è persino un bene per Berlusconi, perchè pensare di governare bene dovendo di volta in volta trattare con grupetti di due-tre parlamentari sarebbe stata una mossa suicida, o quantomeno estremamente logorante (e quindi, alla lunga, avrebbe fortemente favorito le opposizioni). Qualcuno potrebbe replicare dicendo che a Berlusconi non interessa governare bene, ma unicamente salvarsi il culo, ed in effetti non avrebbe tutti i torti.

Comunque, questo indegno mercato delle vacche, un "parlamercato" insomma, mi ha fatto ripensare a tutta la retorica utilizzata da Berlusconi e dai suoi lacchè per attaccare i finiani: in particolare, al fatto che bisognasse "rispettare il mandato popolare", che "i finiani sono stati eletti nel simbolo del PDL, dove c'era scritto Berlusconi presidente", "che se i finiani sfiduciassero Berlusconi sarebbero dei traditori del popolo", eccetera eccetera. Poi gli stessi non dicono un'acca quando Berlusconi incarica Nucara di trovare nuovi adepti per la maggioranza: non sarebbero forse i deputati "siciliani" dell'UDC, i sudtirolesi dell'SVP o i transfughi del PD dei traditori del "mandato popolare"? O la volontà popolare è proprietà di Berlusconi?

E poi, diciamocela tutta: ma di quale mandato popolare stiamo parlando, se il "ppopolo" non ha nemmeno il diritto di sceglierseli, 'sti parlamentari?

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E meno male che ci hanno giurato
post pubblicato in Diario, il 16 agosto 2010


                                         

Secondo il ministro Alfano, nonchè numerosi altri esponenti della maggioranza e del Governo, "la Costituzione andrebbe letta, a cominciare dall'articolo 1, che dice che la sovranità appartiene al popolo. Questa è per noi una bussola molto chiara: il popolo decide chi mandare al Governo e qualunque ipotesi che preveda che chi ha vinto le elezioni fa l'opposizione e chi le ha perse sta al Governo è una interpretazione che viola l'articolo 1 della Costituzione".

Ecco, io suggerirei ad Alfano e compagnia una bella rilettura della Costituzione, che non solo dovrebbero conoscere ma sulla quale hanno giurato, e dove non c'è affatto scritto che l'unico Governo possibile è quello uscito dalle elezioni. Anche perchè la nostra è una Repubblica parlamentare, dove il popolo, quello che ha la sovranità, elegge il Parlamento, non il Governo. Il Governo è nominato dal Presidente della Repubblica, ed ottiene la fiducia dalle Camere: se i membri di queste ultime la accordano inizialmente, e poi successivamente la negano, il Presidente della Repubblica ha tutto il diritto di verificare se è possibile proseguire la legislatura, nominando un nuovo Governo (che dovrà ottenere la fiducia dalle Camere) o andare a nuove elezioni.

Ma ovviamente questo Alfano e la cricca berluscones lo sa benissimo (d'altronde, il Ministro se ne intende di incostituzionalità). Ne hanno solo paura. O forse semplicemente vogliono inseguire il populismo. In ogni caso, bene ha fatto Napolitano a metterli al loro posto.

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Comiche finali / 3
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2010


                                             

Se questo è il popolo che voleva vedersi garantito il diritto al voto, beh, la Bonino vincerebbe anche con dieci liste PDL in gara. Evidentemente, il "popolo" è stanco di sentirsi strumentalizzato per le colpe dei suoi dirigenti ...

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Carta alla mano
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2010


                                             

Di sicuro, non è affatto consono che i magistrati protestino così platealmente contro un Governo. In una democrazia che funziona, questo non accadrebbe mai. Il problema è che la nostra non lo è, e non perchè, come blaterano i berluscones, i magistrati hanno troppo potere, ma perchè la macchina giudiziaria non funziona e da anni si parla solo di riforme ad personam o ad castam, senza risolvere i reali problemi della Giustizia italiana.

Per questo quelle immagini dei magistrati che sfilano, Costituzione alla mano, ed escono dalle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, sono preoccupanti. Ci dovrebbero far riflettere su quello che sta accadendo nel nostro Paese, dove non solo i più banali principi costituzionali stanno venendo meno, ma sta lentamente scomparendo la capacità del "popolo", pilastro della democrazia, di reagire. Dovrebbero essere gli Italiani, con centinaia di manifestazioni spontanee, a fare quello che i magistrati stanno facendo. Magari semplicemente per difendere il nostro diritto ad una Giustizia che funzioni, se proprio ce ne sbatte dei principi costituzionali (dove siamo arrivati!).

E invece ci ritroviamo con un Governo che per fini personali va sempre più dritto sulla sua strada dello sfasciamento della democrazia, arrivando fino al punto di aprire, con un lapsus froidiano, l'anno giudiziario. Chissà se è un giorno non sarà solo un lapsus.

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"Chi vota Berlusconi è ignorante"
post pubblicato in Diario, il 5 marzo 2009


                                                   

Causa fretta e assenza di vere notizie interessanti per il blog, oggi post "quiz-soft". Provate ad indovinare chi ha pronunciato questa frase, orgogliosamente: "Il movimento di Berlusconi è nato con un appello rivolto al popolo, ma al popolo non colto. La sinistra ha il monopolio della cultura in Italia". Ecco le opzioni:
- un comunista;
- uno snob che si sente "superiore intelettualmente";
- uno del PD che non ha capito niente e continuerà a perdere per i prossimi 10 anni;
- uno dei consiglieri di Berlusconi.

La risposta? Qui.

Questi comunisti ... si infiltrano proprio dappertutto.

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