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il blog di Francesco Zanfardino
La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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Alemanno se scorda de li amici?
post pubblicato in Diario, il 17 agosto 2010


                                              

Secondo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, andrebbe imposta una tassa sui cortei e sulle manifestazioni di piazza, perchè sporcano e non è accettabile che il Comune debba sorbirsi interamente i costi di un numero di manifestazioni nazionali che negli ultimi sei mesi è stato pari a 525.

Le opposizioni insorgono, ovviamente, poichè la libertà di manifestare non può essere ristretta da una tassa, magari migliardaria. Per non parlare del rischio che in realtà quella di Alemanno non sia che una trovata alquanto demagogica, che tra l'altro cavalca l'insofferenza di molti cittadini ed elettori (di centrodestra, soprattutto) stufi dei cortei che magari gli fanno fare quei cinque "insopportabili" minuti di ritardo, per lanciare l'ennesimo attacco alla libertà di essere contro questo Governo.

Ad Alemanno, tuttavia, sfugge che i cortei non sono solo una spesa per la Città. Il fatto che Roma attragga così tante manifestazioni nazionali significa anche che ogni anno milioni di persone giungono a Roma e quindi spendono a Roma, andando ad alimentare tutto il tessuto economico della Capitale.

Ma soprattuto Alemanno dimentica che lui ne sa qualcosa, di cortei e manifestazioni che danneggiano Roma. Fortunamente ne sa qualcosa anche la procura di Roma, che proprio ieri ha mandato in giudizio 470 tassisti che paralizzarono Roma nel Novembre del 2007 per protestare contro la decisione dell'allora sindaco, ed appena eletto segretario del PD, Walter Veltroni, che aveva deciso di liberalizzare il settore. Capofila della protesta era l'UGL della Renata Polverini, ora governatrice del Lazio, e tra i più accaniti sostenitori c'era proprio Alemanno, da sempre contrario alla liberalizzazione. D'altronde, il popolo dei "tassinari" è quello che ha contribuito in maniera decisiva a farlo diventare Sindaco, e lui non manca mai di restituire il favore: è fresco infatti l'aumento delle tariffe, al quale Alemanno non ha opposto alcuna resistenza, anzi ne ha tessuto le lodi, dato che le tariffe "erano bloccate da troppi anni" (alla faccia del "non mettiamo le tasche nelle mani degli Italiani" ... sembra quasi il "le tasse sono una cosa bellissima" di Padoa Schioppa).

E chissà se Alemanno farà schierare, come sua abitudine, il Comune come parte civile al processo ... me sa proprio de no: Alemano nun se scorda de li amici, me sa.

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Comiche finali / 3
post pubblicato in Diario, il 3 marzo 2010


                                             

Se questo è il popolo che voleva vedersi garantito il diritto al voto, beh, la Bonino vincerebbe anche con dieci liste PDL in gara. Evidentemente, il "popolo" è stanco di sentirsi strumentalizzato per le colpe dei suoi dirigenti ...

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Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

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Basta casini
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


                                                 

La mia, sul balletto delle Regionali, l'ho già detta più volte. E' una cosa squallida, e putroppo bipartisan. C'è però un aspetto della vicenda che merita una filippica durissima e speciale, e cioè l'atteggiamento dell'Unione di Centro.

Si tratta di un vero e proprio meretricio politico: Solo così può essere definito l'atteggiamento di un partito che non solo sta un po' di qua, un po' di là, un po' da soli, non solo in alcune Regioni passa da uno schieramento all'altro nel giro di poche settimane (potrebbe accadere in Calabria), ma ha la faccia tosta di appoggiare governatori uscenti cui ha fatto opposizione per anni (accadrà in Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata). Il tutto senza cercare accordi sui programmi, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'Udc ritiene impossibile appoggiare la Bonino per via delle questioni etiche e poi appoggi la Bresso che la pensa allo stesso modo, anche perchè in fondo un programma vero l'Udc non lo ha. Semplici giochi di convenienza, comuni a tutta la politica, ma che trovano nel comportamento dei "centristi" la più disgustosa rappresentazione.

Ecco, a proposito di "dialogo", io allora chiedo a PD e PDL di stringere l'unico accordo, l'unico "lodo" che dovrebbero attuare: far fuori l'Udc da tutte le alleanze. E' certamente una misura troppo radicale, perchè alcune alleanze con l'Udc sono concepibili (penso all'alleanza col centrodestra nel Lazio, dove c'è una candidata come la Polverini, o a quella con Dellai in Trentino qualche mese fa) ... ma è l'unico modo per porre insieme fine a questo scandaloso meretricio. Altrimenti, si rischia di risvegliarsi dopo le Regionali con un potere enorme dato ad un partito minoritario, senza una linea politica e senza coerenza. Ci pensino bene.

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E mò so' cazzi
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2009


                                                 

La notizia è di qualche giorno fa: dopo tanti tentennamenti, dovuti soprattutto alle guerre interne al PDL, il centrodestra ha ufficialmente candidato Renata Polverini alla guida della Regione Lazio. E per il centrosinistra laziale, ora, so' cazzi.

La Polverini, infatti, è un candidato secondo me imbattibile. Per diversi motivi: è una donna, è un'esponente della società civile, è una sindacalista, è finiana. Quattro motivi che non solo la rendono appetibile proprio all'elettorato di centrosinistra (non a caso Veltroni provò a candidarla alle Politiche), ma che hanno il non trascurabile effetto di dare agli elettori di centrodestra un candidato di cui andare orgogliosi, e non il solito nome discutibile o, al meglio, d'apparato, da dover difendere con malavoglia. In più, la Polverini è molto nota, stimata da tutti, ed ha una storia personale non indifferente che, come insegna Obama, ha la sua notevole importanza nelle campagne elettorali del nuovo millennio.

Insomma, la Polverini ha un fortissimo "appeal elettorale". Al centrosinistra l'arduo compito di tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma secondo me non c'è niente da fare, soprattutto dopo lo "scandalo" Marrazzo (che, immeritatamente, ha affossato le ultime speranze di vittoria nel Lazio). Almeno, però, gli elettori di centrosinistra nel Lazio non si sveglieranno il giorno dopo le elezioni davvero così scontenti ... noi, in Campania, invece, temo di sì. Anzi, se la Polverini l'avessero candidata in Campania, di fronte all'ennesimo prestanome del bassolinismo, non escludo che l'avrei potuta votare. Penso che alla fine, in casi come questi, mi frenerebbe il pensiero di coloro che le stanno dietro ... ma, cavolo, ci dobbiamo ridurre a questo?

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