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il blog di Francesco Zanfardino
Infiniterim
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2010


                                       

"Nominerò il Ministro dello Sviluppo economico entro la prossima settimana". Queste le parole che Silvio Berlusconi, richiamato dal Presidente Napolitano, aveva pronunciato il 23 Luglio scorso. Di settimane ne sono passate quasi tre, nel frattempo, e Berlusconi conserva ancora l'interim al Ministero che fu di Scajola, costretto alle dimissioni il 4 maggio scorso dallo scandalo della casa compratagli "a sua insaputa".

Ormai più di tre mesi fa. Mesi durante i quali continua ad imperversare la crisi economica, ed è abbastanza paradossale che l'Italia si ritrovi proprio senza il ministro allo Sviluppo economico. Così come è piuttosto scandaloso che a ricoprire interim sia proprio il principale industriale ed affarista d'Italia, in un enorme conflitto d'interessi reso in questo modo ancora più palese (e che ha trovato l'ultima traduzione in provvedimenti legislativi con la "salva-Mondadori", i cui effetti sono stati ora denunciati da Repubblica).

Probabilmente Berlusconi intende conservare l'interim per una eventuale tregua con i finiani a suon di poltrone (e ricordiamoci che siamo a 23 ministri, a due lunghezze dal "mostruoso" governo Prodi, e 11 in più delle promesse di Berlusconi), ma non si tratta certo di una scusa valida per quello che doveva essere il "governo del fare", capace di prendere decisioni in tempi brevi ... che invece diventa oramai sempre più un governo degli "af-fari" (propri).

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Basta casini
post pubblicato in Diario, il 17 gennaio 2010


                                                 

La mia, sul balletto delle Regionali, l'ho già detta più volte. E' una cosa squallida, e putroppo bipartisan. C'è però un aspetto della vicenda che merita una filippica durissima e speciale, e cioè l'atteggiamento dell'Unione di Centro.

Si tratta di un vero e proprio meretricio politico: Solo così può essere definito l'atteggiamento di un partito che non solo sta un po' di qua, un po' di là, un po' da soli, non solo in alcune Regioni passa da uno schieramento all'altro nel giro di poche settimane (potrebbe accadere in Calabria), ma ha la faccia tosta di appoggiare governatori uscenti cui ha fatto opposizione per anni (accadrà in Piemonte, Liguria, Marche e Basilicata). Il tutto senza cercare accordi sui programmi, altrimenti non si spiegherebbe perchè l'Udc ritiene impossibile appoggiare la Bonino per via delle questioni etiche e poi appoggi la Bresso che la pensa allo stesso modo, anche perchè in fondo un programma vero l'Udc non lo ha. Semplici giochi di convenienza, comuni a tutta la politica, ma che trovano nel comportamento dei "centristi" la più disgustosa rappresentazione.

Ecco, a proposito di "dialogo", io allora chiedo a PD e PDL di stringere l'unico accordo, l'unico "lodo" che dovrebbero attuare: far fuori l'Udc da tutte le alleanze. E' certamente una misura troppo radicale, perchè alcune alleanze con l'Udc sono concepibili (penso all'alleanza col centrodestra nel Lazio, dove c'è una candidata come la Polverini, o a quella con Dellai in Trentino qualche mese fa) ... ma è l'unico modo per porre insieme fine a questo scandaloso meretricio. Altrimenti, si rischia di risvegliarsi dopo le Regionali con un potere enorme dato ad un partito minoritario, senza una linea politica e senza coerenza. Ci pensino bene.

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L'alternativa
post pubblicato in Diario, il 7 novembre 2009


                                               

Oggi è partito ufficialmente il "nuovo vecchio corso" per il PD, con l'inconorazione ufficiale di Pierluigi Bersani da parte dell'Assemblea Nazionale del partito, fresca eletta alle Primarie, riunitasi a Roma. Missione del nuovo segretario, "preparare l'alternativa", come d'altronde sottolineato dal pannello del retro-palco.

Vedremo se Bersani riuscirà davvero nel suo intento. Trovo inopportuno giudicare una persona a priori, sia in un senso che nell'altro. Un giudizio complessivo lo si potrà dare tra quattro-cinque mesi, quando già si sarà capito che "senso" Bersani voglia dare a questa "storia", e si sarà vista già la sua applicazione in campo elettorale (con le Regionali). Io sono un po' pessimista, ma d'altronde non mi sono candidato per la mozione Marino per caso ...

Intanto, saluto con favore l'elezione di Rosy Bindi alla Presidenza del Partito, che fossi stato in un Franceschini vincente avrei nominato ugualmente ... e, in effetti, sarebbe stato meglio se Bersani avesse nominato Presidente uno delle mozioni perdenti, in segno dell'unità del Partito. Ma forse è stata meglio così, visto che in questa ipotesi Presidente sarebbe diventato l'accomodante Franco Marini (che in realtà, secondo me, avrebbe tanto voluto sostenere Bersani, ma non poteva fare uno sgarbo così grande al suo allievo Franceschini), che ha vergognosamente reclamato poltrone per Fioroni e gli altri suoi colleghi "ex popolari".

In fondo non me ne sono stupito più di tanto, e d'altronde la presenza ingombrante di Marini e Fioroni è uno dei principali motivi per il quale non credevo in Franceschini. Ed è il motivo per il quale ho fortemente avversato la mozione Bersani, che di tali presenze ne abbondava molto di più (e che infatti si sono lamentate in questi giorni per le "troppe" poltrone che Bersani sembrava voler concedere ai franceschiniani). D'altronde, questo è il male principale del partito, e la principale sfida per Bersani, se vorrà davvero cambiare questo Partito.

Per preparare l'alternativa, infatti, bisogna essere davvero alternativi al berlusconismo, e quindi cambiare davvero. E per esserlo bisogna essere liberi dai tanti gruppi di poteri ostili ad un vero rinnovamento. A cominciare dalle correnti interne poltronaie e senza ideali. Tanti auguri, Pierluigi.

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Le incompiute
post pubblicato in Diario, il 16 agosto 2009


                                       

Di "incompiute" ce ne sono tante. Quando si tratta di incompiute artistiche, perlomeno concedono alla fantasia di ognuno di noi di completare l'opera a seconda dei nostri sentimenti. Quando invece si tratta di opere pubbliche, non c'è spazio per la fantasia, ma solo indignazione per una delle peggiori dimostrazioni dell'indecenza amministrativa che troppo spesso domina in Italia.

Quelle 395 opere incompiute presenti sul territorio nazionale, tra le quali molte opere perfettamente che anche complete sarebbero state pressochè inutili (se non a far intascare qualche tangente, economica o elettorale, a qualche politico), sono un enorme monumento allo spreco del denaro pubblico. Il peggior reato, probabilmente, per un politico. Eppure nella maggior parte dei casi i nostri soldi sono serviti proprio a consolidare e perpetuare le posizioni di potere di questi spreconi della peggior razza.

D'altronde, 156 su 395 incompiute (il 40%) appartengono alla Sicilia, e non mi pare che in quella terra i colori politici cambino tanto spesso. Anzi.

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Aggiungi una poltrona a tavola ...
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2009


                                                     

... che c'è una Brambilla in più! "Faremo presto un Ministero del Turismo, credo nel giro di un mese". Così il premier Silvio Berlusconi, qualche giorno fa, al forum della Confcommercio a Cernobbio. La Michela Vittoria Brambilla "non molla l'osso", e così il povero Silvio deve fare un nuovo Ministero, salendo a quota 22 Ministeri.

Eppure, se non è un caso di ononimia, Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso solo 12 Ministri. Impegno ribadito anche nei primi giorni delle elezioni. D'altronde, come aveva detto, "c'è una legge che dice che debbono esserci 12 ministeri, noi rispetteremo questa legge". La legge in questione è una legge approvata nell'ambito della Finanziaria 2008 dal Governo Prodi, che prevedeva l'obbligatorietà per i successivi governo di rispettare un'altra legge, il dlgs 300/99, anche detto "decreto Bassanini", che riduceva i dicasteri a 12 e ne indicava anche la destinazione (Esteri, Interni, eccetera). Legge che fino ad allora non era mai stata rispettata, dato che puntualmente ogni Governo approvava fra i suoi primi provvedimenti un "decreto spacchetta-ministeri" che ne aumentava il numero.

D'altronde, l'elevato numero dei Ministeri del Governo Prodi aveva destato varie critiche, per i costi maggiori che ne derivano. Critiche da parte del "movimento anti-casta", allora fortissimo (che fine ha fatto, a proposito?), e soprattutto da parte dell'allora opposizione di centrodestra. Eppure con il Ministero del Turismo Berlusconi è a soli tre ministeri dal record di Prodi (25 ministeri). Ed è ad un solo ministero dal suo record personale (23 Ministeri, Berlusconi III).

Prodi perlomeno aveva una maggioranza risicata e ultra-spezzettata, con ogni partitino che esigeva il proprio ministero pena la caduta del Governo. Berlusconi ha solo tre partiti che lo sostengono, ed una maggioranza amplissima in Camera e Senato. Figuratevi se non l'avesse avuta ... una cinquantina di ministeri e via, alla faccia della crisi.

P.S. Ma Berlusconi l'ha fatto il decreto "spacchetta-ministeri"? Io non ne ho trovato traccia. Certo che un "Governo illegale" sarebbe il colmo ...

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E ora la Lega scenda in piazza contro il Governo
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


                                              

"L'offerta di Luthansa non è mai arrivata". Offerta AirFrance, "nessuna controindicazione dall'esecutivo". Così il premier Berlusconi, parlando ai vertici della Cai, chiude (definitivamente?) il capitolo "partner straniero". Ma la Lega non molla: "E' una stupidaggine", ribadisce quello che però è il principale alleato del premier "stupido", ovvero Umberto Bossi.

Bene, allora la Lega scenda in piazza contro il Governo, come fece contro Prodi. Già, perchè per chi se lo fosse scordato, la Lega, assieme a quello che fu definito "partito del Nord" (principali esponenti: il sindaco milanese Moratti e il presidente lombardo Formigoni, ovviamente del PDL), fu la principale protagonista della battaglia anti-AirFrance per la difesa dell'hub di Malpensa, che la proposta AirFrance voleva tagliare in nome dell'efficienza e soprattutto della logica industriale (dato che l'Hub di Malpensa perde 200 milioni di euro l'anno e di fatto non è un hub, limitato com'è dagl altri scali lombardi e padani in generale che la Lega, in ottica campanilistica, ha tra l'altro contribuito a formare). Ebbene, sempre per chi se lo fosse scordato, la Lega il 17 febbraio portò a Malpensa 75.000 militanti, almeno così disse. Ecco le parole di allora: "Malpensa si salva se vinciamo le elezioni" (Maroni), "Ho parlato con Berlusconi e sa bene che l'infrastuttura è indispensabile e sarà un impegno prioritario del nuovo Governo" (Formigoni) "Malpensa e il suo salvataggio sono nel programma di Governo" (Calderoli) "Nel prossimo Governo conteremo molto perché prenderemo molti voti. La gente darà un sacco di voti alla Lega e quindi avremo tanta forza per sostenere il salvataggio di Malpensa" (Bossi), "Il Nord difende Malpensa dallo schiaffo coloniale romano" (cartelloni esposti nella manifestazione).

Tutto ciò dovrebbe essere ripetuto contro il Governo Berlusconi, dato che la situazione è la stessa. Anzi, ancora peggio, dati i 3-4 miliardi persi nel frattempo fra debiti non pagati, prestiti-ponte non restituiti, almeno 5000 licenziamenti in più (2mila e passa prevedeva la vecchia offerta AirFrance, mentre ora la Cai assumerò poco più di 10mila dipendenti, 7mila in meno rispetto alla vecchia compagnia ... senza contare i dipendenti di AirOne), un progetto industriale molto meno solido, molti voli ed aerei in meno, tanto da far scomparire anche la parola "hub" (perchè rimangono ben poche rotte internazionali). Ah, ma certo, ora abbiamo anche il 75% di italianità ... peccato che sarà il partner straniero a decidere le strategie internazionali, sconfessando il ragionamento del "non potevamo darla ad AirFrance sennò si fregava i nostri mercati esteri". E poi dopo cinque anni, guarda caso dopo la data probabile delle prossime elezioni, arrivederci e grazie: la Cai potrà vendere a stranieri.

Ma d'altronde alla Lega l'Italianità non importa ... o no? O forse rinuncierete alla vostra "padanità", rinuncerete alle vostre "battaglie" politiche, pur di rimanere sulle vostre poltrone romane? Anche quando siete decisivi per il Governo? Certo che sì. Toglietemi tutto, pure la coerenza, ma non la poltrona.

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