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il blog di Francesco Zanfardino
Va tutto bene, madama la marchesa
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2009


                                             

Ennesima polemica su Annozero. Stavolta sotto il mirino è la puntata di Giovedì scorso sul terremoto in Abruzzo, giudicata da Fini "semplicemente indecente", da Berlusconi "non da tv pubblica", e similmente giudicata a ruota da numerosi esponenti del centrodestra, della Vigilanza, del Cda Rai, ecc. ecc

Ma cosa ha scatenato "l'ira funesta"? Semplice: che ad Annozero abbiano semplicemente fatto il loro dovere. Ovvero sottolineare le mancanze del sistema dei soccorsi e di aiuto alla popolazione colpita, le colpe della politica e dell'imprenditoria disonesta nel crollo delle abitazioni e degli edifici pubblici (persino quelli strategici come Ospedale e Prefettura), l'inascolto degli allarmi denunciati, i timori per la ricostruzione (visti i precedenti, uno su tutti l'Irpinia, dove ci fu un grande "magna magna" ai danni della popolazione, che dopo 30 anni in parte è ancora baraccata; ma anche i più recenti, come il terremoto di San Giuliano, dove sono arrivati fiumi di soldi, molte opere inutili, ma ancora non è completata la ricostruzione delle case). Senza tra l'altro dimenticare di sottolineare, come più volte fatto da Santoro stesso, che comunque l'opera di soccorso ai terremotati d'Abruzzo ha funzionato bene (ma doveva funzionare meglio).

Ma, evidentemente, per certi politici ed opinionisti in simili tragedie non si può parlar male di nessuno. Altrimenti si specula sui morti, si offende chi ha fatto un lavoro straordinario, bla bla bla ... Poco importa che 12 ore dopo il sisma alcuni paesi ancora non dovevano essere raggiunti non dico dagli aiuti, ma dai soccorsi stessi; poco importa che le prime notti moltissime famiglie non avessero ancora una tenda; poco importa che una settimana dopo manchino le stufe e vari generi di necessità in quasi tutte le tende. Siccome migliaia di volontari animati da spirito di servizio sono venuti da tutta Italia a prestare la loro opera straordinaria, siccome decine di eroi hanno consentito di salvare molte vite, siccome i soccorsi sono arrivati (abbastanza) presto, eccetera, bisogna dire che è andato tutto alla perfezione. E il primo che contesta qualcosa che è andato storto nell'organizzazione, o mette in evidenza le malefatte della politica e dei poteri forti nelle passate, presenti e probabilmente future gestioni dei terremoti, viene accusato di attaccare il lavoro dei volontari, capovolgendo la realtà dei fatti.

Va tutto bene, madama la marchesa, insomma. Mai disturbare chi comanda. E allora vai con gli "accertamenti", anche se non si capisce cosa debbano accertare: perchè, come ha detto la Bonino, "non capisco cosa si contesta: è una questione di tono? Perchè la libertà d'espressione ha un unico limite, quello della menzogna". E di menzogne, in quella trasmissione, non sono state dette. Semmai tante omissioni, ma altrove.

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Eppure "Panorama" è suo ...
post pubblicato in Diario, il 29 agosto 2008


                                                     

Oggi è scoppiata un'ennesima polemica politica sulle intercettazioni. Stavolta nel mirino c'è l'ex-premier Romano Prodi, che secondo lo "scoop" di Panorama sarebbe implicato in una rete di "amicizie", ovvero avrebbe fatto e ricevuto favori per alcuni suoi parenti sfruttando la sua posizione pubblica. "Fatti di nessuna rilevanza nè giuridica nè penale", si è difeso Prodi; in effetti, le intercettazioni sono state trasmesse alla procura di Roma, che però ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e indagati. Il che è tutto dire sulla consistenza delle "accuse".

Ma, a prescindere dal discorso giuridico-penale, che spetta alla magistratura, vorrei fare un semplice ragionamento sulle dichiarazioni in merito del premier Berlusconi. Il quale è intervenuto in difesa di Prodi, dichiarando: "La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto. E' grave che ciò accada e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". Difesa prontamente respinta da Prodi, che replica al premier dichiarando: "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche".

Ebbene, la domanda è semplice semplice: se davvero Berlusconi crede che questo tipo di intercettazioni non debba essere pubblicato, perchè non prende provvedimento contro Panorama, di sua proprietà? Perchè, per chi non lo sapesse, Panorama è di proprietà della Mondadori, a sua volta di proprietà della famiglia di Berlusconi. Il che lo si poteva capire anche dal nome del suo direttore, ovvero il fido Belpietro, già direttore de "Il Giornale" (sempre "di famiglia") e conduttore di una trasmissione di "approfondimento" su Canale5, e dei suoi editorialisti, tra cui gli onorevoli PDL Fiamma Nirestein, Bruno Vespa, Lino Jannuzzi, Paolo Guzzanti, oltre al fido consigliere Giuliano Ferrara e a Giorgio Forattini.

Coerenza vorrebbe che Berlusconi, promotore di un decreto ad hoc che vieta la pubblicazione delle intercettazioni e prevede il carcere per chi le pubblica (oltre al vero danno, ovvero l'impossibilità anche per la magistratura di effettuare intercettazioni per reati inferiori ai 10 anni), dia il "buon" esempio licenziando subito Belpietro e il giornalista autore dello "scoop". Volendo il discorso si potrebbe ampliare anche alle riviste di gossip di proprietà Berlusconi, o non sono forse quelle invasioni della privacy? Ma non è stato e a questo punto non sarà così, e quindi non posso non dar ragione a chi sostiene che il tutto rientri in una strategia del premier per far accettare universalmente "l'urgenza" di un decreto anti-intercettazioni, tentando di nascondere che così facendo si elimina un preziosissimo strumento d'indagine per la magistratura e quindi diminuisce il già precario sistema di lotta alla criminalità. Altro che Governo della sicurezza.

P.S. Da notare, poi, la correttezza istituzionale di Prodi che a differenza del premier non dice nemmeno una parola di rimprovero alla magistratura e anzi "autorizza" la pubblicazione di tutte le sue intercettazioni. Evidentemente non ha scheletri nell'armadio a differenza di qualcuno ... ah, ma no, ovviamente lui gode della protezione delle toghe rosse ...

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