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il blog di Francesco Zanfardino
Senza botti
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2009


                                           

No, non mi riferisco alle persone colpite quest'anno dalla disoccupazione, dal terremoto o da altre tragedie e che quindi non avranno granchè voglia di festeggiare stasera. Mi riferisco letteralmente ai "botti di Capodanno", che io trovo una tradizione che sarebbe il caso di abbandonare con l'anno nuovo.

Per carità, i fuochi d'artificio sono uno spettacolo eccezionale. Ma il triste rito che si ripete ogni anno, soprattutto dalle mie parti, non ha alcunchè di spettacolare. Decine, a volte centinaia di euro che ogni famiglia manda letteralmente in fumo, spesso anche quando le condizioni economiche richiederebbero ben altri investimenti, spesso solo per rivaleggiare col vicino di casa. Per non parlare dei folli che non acquistano semplicemente "botti illegali", ma veri e propri ordigni, o si mettere a sparare con la pistola (che cavolo c'entra col Capodanno?). Con quelli che non "sparano" nulla a Capodanno che quasi si devono vergognare per non farlo. Ma soprattutto con il risultato decine di morti e feriti per l'insulso "divertimento" che dovrebbe significare un buon inizio del nuovo anno.

Forse sarebbe arrivato il momento di imporre forti limitazioni, impedendo del tutto i "fuochi" nella nottata di Capodanno, lasciando solo ai Comuni la possibilità di organizzare veri e controllati spettacoli pirotecnici nelle piazze principali. Intanto, un appello, nel mio piccolo mi sento di farlo: alla mezzanotte, abbracciatevi. Quello è il migliore augurio. E il "botto", se volete, fatelo dando i soldi in beneficenza, anzichè mandarli in fumo.

P.S. Buona fine e buon principio a tutti ...

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Non ha tutti i torti
post pubblicato in Diario, il 27 dicembre 2009


                                                

"Sono stufo che i nostri soccoritori muoiano perchè le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi. Basta morire per errore degli altri". Queste le parole, sacrosante, di Guido Bertolaso di fronte alla tragedia delle Dolomiti dove quattro soccoritori hanno perso la vita nel vano tentativo di salvare due turisti triestini travolti da una valanga, dopo essersi avventurati nonostante l'altissimo livello di pericolo segnalato dal bollettino meteorologico.

In effetti, sono stufo anch'io. Forse ci sarà da investire di più sull'informazione, sulla preparazione, sul controllo ... ma forse è anche arrivato il momento di non far più passare l'idea che ci si può avventurare in qualsiasi cosa, consci del pericolo, tanto eventualmente c'è chi ti salva (o prova a salvarti) gratis anche rischiando fortemente la propria vita. Non so come ... forse è troppo ingiusto stabilire che i costi di salvataggio in queste situazioni vengano addebitati al soccorso e non allo Stato, forse è troppo complicato introdurre un sistema di "patenti" per questo tipo di sport estremi e multare chi viene scoperto a praticarli senza "patente". Ma qualcosa va fatto ... non si può sempre fare affidamento sull'eroismo dei soccorritori. Gli eroi non nascono per forza.

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Comunisti!
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2009


                                                

Una delle costanti della propaganda berlusconiana di questo quindicennio è stato lo spauracchio del comunismo, a cominciare dal 1994 e dalla "discesa in campo" per evitare che il comunismo "sconfitto dalla storia" salisse al potere tramite gli ex comunisti di Occhetto. Fino a sfiorare il ridicolo dei giorni odierni, dove i comunisti non stanno nemmeno più in Parlamento e tuttavia si continua ad etichettare come "comunista" chiunque non sia d'accordo con "Zio Silvio", anche se è un fondamentalista cattolico o un estremista di destra.

Eppure, quando poi si passa alla politica estera, i "comunisti" non sono più il pericolo, ma allegri compagni di merende. L'esempio più eclatante è quello di Putin, ex esponente di punta del KGB (!!!), oltre che autocrate di una semi-democrazia come quella russa, ed unico vero leader attuale che tiene in considerazione Berlusconi (l'altro era Bush, ma si sa che fine ha fatto), nonostante ci dicano che con lui l'Italia conta di più a livello internazionale.

Oggi, poi, il premier ha superato ogni limite. andando a visitare Alexander Lukashenko, Presidente della Bielorussia, giustamente definita "l'ultima dittatura d'Europa". La Bielorussia era infatti in isolamento diplomatico fin dalla sua nascista, avvenuta nel 1994 dopo la fine dell'URSS; perchè in quel Paese sono violati i più elementari diritti umani, e la democrazia è ridotta a pseudo elezioni non riconosciute dalla comunità internazionale. Ah, e dove il servizio segreto è ancora chiamato KGB. Eppure Berlusconi ha avuto la faccia tosta non solo di andarci, unico fra tutti i leader occidentali, ma anche di elogiare Lukashenko: "Tanti auguri a lei e al suo governo, e alla sua gente che so che la ama - ha detto Berlusconi - E questo è dimostrato da tutti i risultati delle elezioni che sono sotto gli occhi di tutti, e che noi conosciamo ed apprezziamo".

Belle amicizie, per un "difensore della democrazia" anticomunista.

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Il corruttore c'è, si sa ma non si può punire
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2009


                                                   

Oggi sono successi almeno due avvenimenti importanti: le dimissioni di Veltroni da leader del PD, e la sentenza sul caso-Mills. Delle dimissioni di Veltroni parlerò domani, anche perchè domani diffonderà le sue motivazioni. Passiamo dunque al processo Mills. Copierò un passaggio da Corriere.it:

L’avvocato inglese David Mills è stato condannato a 4 anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dai giudici del Tribunale di Milano. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole ritenendo valido l’impianto dell’accusa secondo cui Mills fu corrotto «con almeno 600mila dollari» da Silvio Berlusconi per testimoniare il falso in due processi al fondatore della Fininvest. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e dovrà risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.

Ovvero: la sentenza stabilisce che Mills è stato corrotto da Berlusconi. Ma Mills è condannato, Berlusconi no. Perchè? Semplice: Berlusconi s'è fatto il lodo Alfano, e dunque non è più processabile/condannabile.

Dunque ci ritroviamo con un Presidente del Consiglio che sappiamo sarebbe stato condannato per corruzione, se non si fosse fatto una legge ad personam per evitare ciò. In un Paese normale, in una democrazia normale, il Premier si sarebbe dimesso (anzi, di solito si dimettono per molto meno). Oppure il popolo sarebbe sceso in piazza finchè non si fosse dimesso. L'Italia invece subisce passivamente. E l'informazione addirittura declassa questa notizia nelle ultime dei TG, oppure non la dice proprio.

Meno male che Berlusconi non ha interesse a trasformare l'Italia in una dittatura (perchè tanto riesce ampiamente già così a realizzare gli interessi propri e dei poteri che lo sostengono, perchè correre questo rischio?). Ma ci rendiamo conto che se al posto di Berlusconi ci fosse una "capa spostata", un folle, l'Italia accetterebbe passivamente e magari con gioia di essere sottoposta ad una dittatura? E ci rendiamo conto di quanto sia "facile" essere nelle posizioni di Berlusconi? Che ci vuole, bastano tre cose: essere un "personaggio", cioè avere un'immagine vincente e piacente; controllare l'informazione (e questo accade in varie parti del mondo, anche se solo in Italia chi controlla è direttamente capo del Governo); saper fare bene propaganda, nascondendo le negatività ed esaltanto le poche positività delle proprie azioni di Goveerno. E farsi sostenere dai poteri forti, dimenticavo, ma tanto i poteri forti sostengono chiunque sia in grado di fare i loro interessi.

Temo per l'Italia. Temo per una Nazione che dimentica se stessa, di una Nazione che "se ne frega", di una Nazione che rinuncia alla lotta politica, che rinuncia ad informarsi, che rinuncia a farsi domande. Di una Nazione che chiede le dimissioni di chi non si dovrebbe dimettere, e mai di chi dovrebbe farlo.

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