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il blog di Francesco Zanfardino
Rinunciare alla prescrizione, per Statuto
post pubblicato in Diario, il 29 agosto 2011


Alla fine la pressione della stampa ha fatto dire la frase magica alla quasi totalità dei dirigenti del PD: "Penati rinunci alla prescrizione, non possiamo criticare Berlusconi e company quando ne fanno uso se poi noi siamo i primi a farlo". Finalmente anche loro si rendono conto che la diversità non va solo predicata ma anche praticata e che, nel metterla in pratica, non ci si può limitare unicamente al fatto di rispettare l'operato dei giudici (mentre i berluscones ne contestano la stessa legittimità) ma bisogna fare molto di più.

Ovviamente, con la consapevolezza che una persona deve essere ritenuta colpevole solo con una sentenza definitiva (e non solo sulla base di sospetti, per quanto forti). Ma, come dicono anche questi dirigenti del PD, i tempi della politica sono diversi da quelli della giustizia e un Partito deve poter valutare l'opportunità o meno di farsi rappresentare da personaggi che, seppur ancora innocenti fino a sentenza definitiva, sono comunque adombrati da sospetti più o meno forti (e tale opportunità deve per forza di cose essere valutata da una apposita commissione di garanzia interna al partito, a dispetto di quanti deridono tali meccanismi interni al PD senza indicare uno straccio di alternativa ... come potrebbe essere, ad esempio, la consultazione diretta degli iscritti). Per non parlare del fatto che, per essere giudicati in maniera definitiva, bisogna poter essere giudicati, e non invece approfittare della prescrizione per scamparla liscia.

Peccato che, però, gli stessi dirigenti  del PD di cui prima derubrichino la rinuncia alla prescrizione una "scelta personale" che solo Penati può prendere. E se Penati non rinuncia alla prescrizione, che si fa? Ci si lascia rappresentare da persone che ricorrono agli stessi stratagemmi che critichiamo ai berluscones?E' evidente, allora, che va veramente cambiato lo Statuto del PD. Come chiede di fare il presidente della Commissione di Garanzia del PD, Luigi Berlinguer, per tutelare meglio il PD: Berlinguer non spiega bene in che senso, ma certamente la cosa più ovvia da fare sarebbe inserire nello Statuto l'incompatibilità tra il ricorso alla prescrizione e la permanenza nel Partito.

Semplice, no? E questo potrebbe valere anche per altre tante problematiche, per sancire la "diversità" del PD (e magari degli altri partiti del centrosinistra) proprio nelle regole interne al Partito, cioè nel suo "DNA": insomma, sancire tramite Statuto quella "diversità biologica" che pure è stata tanto rinnegata in questi giorni più volte dagli stessi dirigenti del PD ...

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Tra Prato e Sassuolo
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2009


                                                

I risultati dei ballottaggi offrono, come al solito, numerosi spunti di riflessione. Il primo, evidente, è che il Centrosinistra, tutto sommato, ha contenuto l'avanzata della destra, resistendo ove sembrava difficile e giungendo ad un filo dal vincere in realtà come Milano e Venezia, dove anche solo vagamente immaginare una vittoria sembrava folle. E poco conta che ci sia da "ringraziare" il forte astensionismo (che evidentemente deve aver giocato a sfavore della cosiddetta destra): se gli elettori di Berlusconia danno poco importanza al voto e gli preferiscono il mare, fatti loro ... al massimo si può fare qualche riflessione su un certo tipo di elettorato del centrodestra. Ma da qui a dire che "è iniziato a il declino della destra" ce ne vuole. Semmai non si è avuto il trionfo di Berlusconi e del PdL, ed in effetti è gia qualcosa. Non c'è stato il temuto sfondamento di "quota 40" per il PDL alle Europee, anzi è calato al 35%, ed alle amministrative il centrodestra non ha fatto un cappotto totale al centrosinistra.

Ma che dopo un anno di Governo, un anno di profonda crisi economica, nel bel mezzo di un forte scandalo sessuale nei confronti del premier, si ostenti felicità dopo aver mantenuto inalterate le distanze rispetto alle Politiche (come coalizioni, non certo come partiti maggiori ...), e soprattutto dopo aver perso 32 province su 62 senza averne strappata nemmeno una al centrodestra, e 9 comuni capoluogo su 25 (anche qui senza strapparne una), non è certo un bel segnale per il PD. Che deve capire che deve far emergere la sua alternativa al PDL. Perchè magari qualche elettore di Berlusconi si sta accorgendo del suo castello fatto di bugie e propaganda, ma piuttosto di votare quello che a loro sembra una sorta di "branco di invidiosi senza proposte" preferiscono astenersi o perseguire a votare "Zio Silvio".

E, magari, trarre qualche lezione in particolare dal voto amministrativo. Dove la sinistra è sempre stata tradizionalmente più forte, in virtù del principio della "buona amministrazione rossa". Mito che è ormai caduto, sostituito dal mito della "buona amministrazione protezionista". Magari leghista, come accaduto in molte Province e Comuni, con sfondamenti nelle ex "zone rosse", diventate ormai "zone rosè". Oppure con amministratori più vicini al territorio ed alle sue esigenze, e più aperti su certe tematiche dei loro dirigenti nazionali. E' il caso di Filippo Penati, che nel 2004 riuscì nel miracolo di strappare il feudo natio di Berlusconi, la provincia di Milano, e che cinque anni dopo, nonostante i chiari di luna, è riuscito ad arrivare a poche centinaia di voti dall'avversario. O di Zanonato, vincitore in terra desertica per la sinistra (Veneto). E i motivi sono semplici: Penati e Zanonato si sono dimostrati buoni amministratori, vicini al territorio e che hanno preso le distanze dal PD su temi come l'immigrazione e la sicurezza. Riuscendo a sfuggire al bollino del "buonismo" che è stato ormai appiccicato, e forse in alcuni casi ("ronde" e respingimenti) non a torto, al centrosinistra nazionale.

Certamente non tutti i provvedimenti di Penati, Zanonato ed altri amministratori democratici del Nord sono stati giusti. Molti hanno più il sapore della propaganda che quello della pubblica utilità. Però il PD deve capire che su certi temi non può apparire opaco: deve fare delle scelte, magari innovative. Deve saper smentire la vacuità dei provvedimenti del Governo in materia di sicurezza, numeri e buona comunicazione alla mano, e non limitarsi a denunciare i tagli alle forze dell'ordine. Ma soprattutto deve dare delle risposte, un'alternativa alla destra. Altrimenti, tanti elettori "di sinistra" continueranno a seguire le altre risposte, quelle propagandistiche e scellerate della Lega. Come hanno già fatto nelle roccaforti rosse di Prato e Sassuolo (cuori di Toscana ed Emilia, non so se ci siamo spiegati). Altro che inizio del declino.

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