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il blog di Francesco Zanfardino
Se questa è civiltà
post pubblicato in Diario, il 29 novembre 2009


                                               

"Ancora una volta dagli Svizzeri ci giunge una lezione di civiltà", sentenzia trionfante la Lega Nord dopo l'uscita dei risultati del Referendum col quale gli elvetici hanno dichiarato il loro netto no a nuovi minareti in Svizzera.

Sarà, ma io di civile in questa decisione non ci vedo nulla. Sicuramente si muoveranno gli organismi internazionali, perchè per quanto vada rispettata la volontà del popolo, non è accettabile un simile sopruso della libertà religiosa. Vietare la costruzione di nuovi minareti, e quindi di nuove moschee, è una palese violazione dei diritti umani, che non trova alcuna giustificazione (nemmeno il fastidio del "suono" dei minareti, perchè altrimenti andrebbero chiusi anche i campanili), E' xenofobia, punto e basta. Alimentata da forze conservatrici che pur di speculare sulle paure della gente (spesso, tra l'altro, ingiustificate: in Svizzera ci sono solo quattro minareti) non si fanno scrupoli di violare i più elementari diritti e di fomentare l'odio religioso, ottenendo il contrario di quello che a chiacchiere si vorrebbe ottenere (cioè la difesa dal fondamentalismo islamico).

Non mi stupisce, quindi, il trionfalismo della Lega. E non mi stupisce che tenti di strumentalizzare questa notizia, proponendo a sua volta iniziative sensazionalistiche come il crocefisso sul tricolore, o magari un referendum sui minareti anche in Italia (d'altronde, ricordiamocelo, Calderoli andava in giro con i maiali a sconsacrare le moschee). Tutti iniziative che non saranno mai messe in atto, perchè sono al Governo e non possono permetterselo, ma intanto già il solo fatto di averle annunciate incrementa il loro favore verso il suo elettorato ed in generale verso l'elettorato italiano, che in quanto a xenofobia a quello svizzero ha ben poco da invidiare.

E' un'indecenza, altro che inciviltà.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sicurezza, meno chiacchiere più fatti: costruire nuove carceri
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2008


                                                        
 
Sulle ultime elezioni si è detto di tutto e di più, ma su una cosa gli analisti sono tutti d'accordo: il centrodestra ha vinto sulla sicurezza. Dunque, era inevitabile che il nuovo Governo dovesse occuparsi di questo tema, per non tradire il mandato degli elettori. Tuttavia, i frutti di questi primi quattro mesi di Governo sono ben poco sostanziosi: quella "svolta" sulla sicurezza che il Paese si attendeva non è arrivata.

I provvedimenti in materia del Governo, infatti, quando non sono stati in continuità con quelli del precedente Governo (come i "sindaci-sceriffi", o meglio i maggiori poteri dati ai sindaci, già presenti nel "pacchetto-Amato"), sono stati poco più che un misto di propaganda e populismo, volti più ad assecondare le paure e gli stereotipi di larga parte degli Italiani che a contribuire fattivamente ad una maggiore sicurezza. L'esempio principe sono le impronte prese ai Rom, delle quali non se ne comprende l'utilità: infatti, o sono prese a Rom "regolari", e quindi inutili e discriminatorie (perchè solo ai Rom e per gli Italiani bisogna aspettare il 2010?), o sono prese a Rom "irregolari", ma comunque inutili, perchè una volta accertata la loro regolarità dovrebbero essere espulsi, no? E allora perchè invece di fare un semplice censimento bisonga aggiungerci pure l'inutile raccolta di impronte? Passando poi per le espulsioni, che dovrebbero essere più facili, ma in realtà non si è fatto altro che cambiare nome ai CTP e tendere ad imbrigliare la clandestinità nelle maglie della macchina giudiziaria italiana, con la conseguenza che in molti casi i clandestini, per le lungaggini dei processi, potrebbero rimanere più tempo e magari non giungere mai ad un giudizio (come la stragrande maggioranza dei procedimenti giudiziari in Italia). Infine, l'esercito delle strade (3.000 unità), che probabilmente agli occhi degli Italiani sarà il provvedimento principe del Governo, ma che in realtà serve unicamente per nascondere i tagli all'organico delle forze dell'ordine (40.000 unità secondo i sindacati). Per non parlare del rischio che si è corso con la norma blocca-processi, che poteva mandare all'aria la già farraginosa macchina giudiziaria italiana e, anche se annacquata dopo che il lodo Alfano ne ha eliminato lo scopo principale (non era utile per tutti gli Italiani?), i suoi danni potrebbe farli lo stesso).

Avrei preferito che si facesse qualcosa di più concreto. Magari prendendo esempio dagli errori del passato, come l'indulto. Se l'insoddisfazione del Paese nei confronti del precedente Governo in materia di sicurezza ha raggiunto vette inverosimili, infatti, non è certo dovuto all'effettivo aumento della crimininalità (in calo da anni e anni), ma ad un notevole aumento della percezione di insicurezza, dovuta sia ad una sovraesposizione mediatica della criminalità, sia a provvedimenti come quelli dell'indulto. In realtà è stata fatta molta demagogia sull'indulto: innanzitutto, è sembrato un provvedimento del solo centrosinistra, ma è stato votato anche da Udc e Forza Italia (senza i cui voti l'indulto non sarebbe mai passato, dato che servono i 2/3 del Parlamento per l'indulto). Ma soprattutto alla sua base c'era un'esigenza reale, ovvero un sovraffollamento esagerato delle carceri i cui problemi si evidenziavano e peggioravano di estate in estate. D'altronde, fu Papa Wojtila in persona a chiederlo in Parlamento; solo giustizialisti e estremisti di destra/leghisti potevano sostenere il proseguimento di questa situazione. La cosa grave, dunque, non è stato l'indulto (oddio, l'indulto è sempre un obrobrio, ma in quel caso particolare era putroppo necessario), anche se andava fatto meglio e meno esteso, ma il fatto che non si sia previsto un bel niente per evitarlo in futuro. Semplicemente, assieme all'indulto andava approvato un piano di edilizia carceraria.

Ebbene, il Governo, invece di giocare a soldatini, dovrebbe costuire più carceri. Questa sì che sarebbe una concreta azione per la sicurezza: il pugno di ferro non serve, se poi non si è in grado di garantire la certezza della pena (e della condanna). Soprattutto quando, secondo il tradizionale rapporto ferragostano dei Radicali, il sovraffollamento sta tornando: 12mila carcerati in più rispetto alla capienza delle carceri. Certo, potranno pure essere dati "di parte", ma sicuramente non molto lontani dalla realtà ...

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