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il blog di Francesco Zanfardino
Resurrezione
post pubblicato in Diario, il 12 aprile 2009


                                                

Oggi è la Pasqua. Massimo momento, dai molteplici significati, del percorso religioso dei credenti. Ma, a pensarci bene, anche per i non credenti questa festa ha un significato simbolico non da poco: e' quello della Resurrezione. Del bene che vince contro il male, se chi interpreta il bene dona tutto se stesso al raggiungimento di tale risultato.

Ecco, magari anche senza dover per forza donare la vita, possiamo e dobbiamo donare tutto ciò che possiamo di noi stessi, del nostro impegno, per sconfiggere il "Male", ovvero tutte le ingiustizie, di qualsiasi tipo, che affliggono la nostra società, e il mondo intero. Consapevoli che a differenza del Cristo non potremo salvare da soli il mondo, ma che possiamo fare tanto anche se nel nostro piccolo sforzo. E sconfiggere, cambiare anche ciò che sembra impossibile, ed avere anche noi la nostra Resurrezione.

Buona Pasqua a tutti.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Auguri di Buona Pasqua (con riflessione su P.Pilato)
post pubblicato in Diario, il 23 marzo 2008


                 

Nel farvi gli auguri di una Serena e Felice Pasqua, vi invito a riflettere su questo passo del Vangelo riguardante la passione di Cristo:

A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: «Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua». Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò loro: «Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?». Quelli risposero: «Barabba!». Chiese loro Pilato: «Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?». Tutti risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli disse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora gridavano più forte: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi!»

Da questo passo si possono trarre molteplici insegnamenti. Innanzitutto, la volubilità e facile influenzabilità della folla, capace di chiudere gli occhi sui criminali se influenzata e indottrinata in quel verso, con la totale assenza di una volontà propria. Ma, sopratutto, la decadenza della classe dirigente, ridotta a semplice esecutrice della volontà (si fa per dire) popolare, incapace di prendere provvedimenti impopolari. Decadenza segnata da quel gesto del "lavarsi le mani" (in realtà comune sia a Pilato che alla folla), divenuto simbolo di quell'annullamento della dignità umana che è l'ignavia.

E pensare che nel frattempo sono passati 2000 anni..........
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