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il blog di Francesco Zanfardino
Questione di poltrone
post pubblicato in Diario, il 25 gennaio 2009


                                                

Di tutta la polemica sulla possibile riforma della legge elettorale delle europee, che vede i partiti "minori" aizzarsi contro lo "strapotere" di PD e PDL, che vorrebbero creare un bipartitismo finto, antidemocratico, bla bla bla, mi ha colpito una cosa.

Al di là del merito della questione dello "sbarramento", che tra l'altro mi vede piuttosto concorde con le istanze dei "partitini" (dato che per le elezioni europee non si eleggono governi e quindi non c'è bisogno di favorire maggioranze solide e minore frammentazione; dunque, piuttosto che uno sbarramento al 4%, bisognerebbe agire sui rimborsi elettorali, evitando che vadano dispensati soldi in quel modo, tra l'altro anche ai partitini dello zerovirgola), infatti, ciò che è davvero antidemocratico è l'ennesima restrizione per la libertà di scelta dei cittadini: ovvero la volontà del PDL di abolire delle preferenze.

Oddio, non che l'attuale sistema fosse perfetto: invece di tre preferenze, potevano ridurle a due, magari di doppio genere (una maschile ed una femminile), e, in linea ideale, secondo me andrebbe lasciato un 10-20% di liste bloccate, per dare spazio a quelle energie della società civile che faticherebbero ad esprimersi in una competizione muscolare basata sul semplice numero elettorale (ovviamente, ripeto, in "linea ideale", perchè sappiamo benissimo i partiti, soprattutto certi partiti, cosa ci farebbero con quel 10-20% ... sistemare avvocati personali e soubrette, condannati e impresentabili). Ma certo dare il 100% delle scelte ai vertici di partito è uno schifo.

E allora, quando coloro che in nome della "democrazia" battagliano e strepitano quando si parlano di sbarramento, ma se ne fregano delle preferenze, mi vien da pensare solo una cosa: che in realtà a costoro della democrazia freghi ben poco, e pensino piuttosto alla pagnotta.

Come si dice: a pensar male, spesso ci si azzecca. Ma se non ci avessi "azzeccato", allora voglio una prova: se passerà la legge, cari "partitini", fate le primarie per scegliere i candidati. Viva la democrazia, no?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il soccorso ai partini
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2008


                            

Non c'è limite all'indecenza
. Prima si è stabilito che i partiti appoggiati da almeno due parlamentari non dovevano raccogliere le firme. E così movimentini come l'Unione Democratica dei Consumatori, dei senatori Bordon e Manzione (ex Ulivo), SInistra Critica del senatore Turigliatto e dell'onorevole Cannavò (ex Rifondazione) sono potuti sopravvivere.
Ora, si cerca di aggirare anche questo misero "paletto", per salvaguardare liste e listine che non hanno rappresentanti in Parlamento.

E' notizia di oggi, infatti, che la lista di Ferrara ("Aborto?No grazie") e il Partito Liberale Italiano non hanno dovuto raccogliere le firme. Il perchè? Semplice: la lista di Ferrara è stata appoggiata dai senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi (Forza Italia), quella del PLI dai deputati Nucara e La Malfa (Partito Repubblicano Italiano). I primi non sono stati ricandidati dal PdL di Berlusconi, e quindi hanno deciso di appoggiare Ferrara. E sta bene. Ma i secondi, i due leader del PRI, confluito nel Popolo delle Libertà, hanno appoggiato il PLI pur essendo candidati nel PDL.

E' normale che un partitino possa scampare al pericolo della "raccolta firme" grazie al soccorso di parlamentari candidati da altri partiti?

Bah. Spero vivamente che nella prossima legge elettorale ci siano criteri più restrittivi per porre limite al proliferare di liste e listine, e soprattutto per impedire loro di accedere ai rimborsi elettorali. Che spesso arrivano anche a loro.
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