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il blog di Francesco Zanfardino
Niente dimissioni, siamo italiani
post pubblicato in Diario, il 16 maggio 2009


                                                  

Terremoto a Westminster. Un ministro costretto a dimettersi, due parlamentari di opposti schieramenti costretti a dimettersi ed altri messi sotto inchiesta per corruzione e l'intera politica britannica sotto l'occhio del ciclone mediatico, e soprattutto popolare, a causa delle rivelazioni fatte dal Daily Telegraph circa le "spese allegre" fatte dai politici inglesi con i soldi dei contribuenti. Ovvero un uso molto improprio dei "rimborsi spesa" di cui i politici d'Oltremanica godevano per "rimpinguare" il già onorato stipendio di 60mila sterline l'anno (che è pur sempre la metà, va detto, di quello percepito dai colleghi italiani): cinema in casa, poltrone per massaggi, riparazioni di piscine e campi da tennis, pranzi al ristorante, bottiglie di vino e persino confezioni di Tampax. Quasi tutto lecito, ma ovviamente moralmente sbagliato. Sbagliatissimo. Tanto da far indignare un Paese interno, che riempie di lettere il Telegraph, e da far sembrare molto concreta l'ipotesi di elezioni anticipate, chieste dai due terzi dei sudditi della Regina (almeno stando ai sondaggi della BBC).

Qualcosa di simile era anche accaduto, anche se con polemiche minori (ovviamente, vista la pronta risposta e soprattutto perchè le nomine dovevano ancora avvenire) nell'America di Obama, che nel nominare i nuovi ministri ha dovuto fare parecchie sostituzioni per via della stampa che di volta in volta ne metteva in evidenza i difetti: uno perchè non aveva dichiarato 400 miliardi di tasse, un altro perchè non aveva pagato i contributi alla colf, un altro ancora perchè indagato, solo indagato, per una tangente. Con un Presidente che si è sentito in dovere di ammettere di aver fatto una "cavolata" davanti alle principali TV americane. E cose simili accadano in tutto il mondo, almeno quello democratico (e "totally free"...), ogni qual volta dei politici sono coinvolti in scandali più o meno gravi.

Non in Italia. Siamo il Paese delle decine e decine di Parlamentari condannati in via definitiva, per reati del calibro di corruzione, ricettazione, banca fraudolenta, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso in bilancio, frode fiscale, finanziamenti illeciti, peculato abusi d'ufficio; e una sfilza infinita di altri politici, più o meno importanti, condannati, indagati, rinviati a giudizio per reati riguardanti la gestione della "cosa pubblica". Anche Ministri indagati, come l'allora Mastella ma anche l'attuale Raffaele Fitto, solo che in Italia invece di pretenderne le dimissioni si fanno inviare gli ispettori dai loro colleghi della Giustizia ai Tribunali che li indagano. Personaggi molto discutibili puntualmente ricandidati anche alle prossime elezioni Europee (Mastella per tutti).

Un'Italia brillantemente rappresentata dal libro "La Casta" di Rizzo e Stella. Un successo editoriale che sembrava preludere ad una "rivoluzione" dei criteri di giudizio anche per gli elettori Italiani. Eppure, a parte una passeggera, seppur forte, ondata di indignazione, di quella "rivoluzione" non s'è vista neanche l'ombra, ed anzi ha finito per danneggiare, contribuendo alla spinta astensionistica del suo elettorato, quella parte di politica che pur è la meno invischiata in questi processi, e pur adotta "codici etici", per quanto molto perfettibili (soprattutto nella loro applicazione). Ed oggi di queste cose nemmeno se ne parla più. Anche se, comunque, non dovrebbe essere l'indignazione dei cittadini e l'attività dei giornali a spingere alle dimissioni i politici compromessi, bensì i partiti stessi ... ah, ma giusto, niente dimissioni, non siamo inglesi.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Il capogruppo c'è, il gruppo no
post pubblicato in Diario, il 25 marzo 2009


                                             

Leggevo sconcertato questa inchiesta di Repubblica.it sul Consiglio Regionale della Puglia e il suo triste record: 22 Gruppi per 70 consiglieri. E quindi non ho potuto fare a meno di commentarlo sul blog.

Ora, già il fatto che una Regione come la Puglia possa avere 70 consiglieri, mi suona un pò strano. D'altronde, fatte le dovute proporzioni di popolazione, con lo stesso criterio l'Italia avrebbe 1030 parlamentari, e in effetti la somma di deputati e senatori è prossima a questo numero (esagerato). Ma che non ci sia un soglia minima per costituire un gruppo consiliare, è proprio assurdo. Dei 22 gruppi (in realtà 21, ma si sta aggiungendo il nuovo gruppo del neo-partitino "Io Sud" di Adriana Poli Bortone, fuoriuscita da AN in polemica per il federalismo), infatti, ben 8 sono costituiti da una sola persona. Inoltre, molti sono rappresentativi di partiti che non ci sono più (Ds, Margherita, Forza Italia, Alleanza Nazionale, ecc.), tanto che l'attuale PDL è smembrato in 7 gruppi e il PD in 5 gruppi.

E voi direte: e che ce frega? Ce frega eccome, perchè è tutto uno stratagemma per sperperare denaro (come sempre, d'altronde). Infatti, un capogruppo riceve una indennità aggiuntiva. Anche se il "gruppo" non c'è, ma si è solo i capigruppo di se stessi ...

E putroppo non solo la Regione Puglia fa questo: l'Italia pullula di consigli regionali, provinciali e comunali dove esistono gruppi di una solo esponente e di partiti inesistenti. E' una indecenza ed una furberia inaccettabile, soprattutto in un momento di difficoltà economica come questo. Si faccia una bella legge che imponga a tutti gli enti locali di stabilire dei limiti ragionevoli per la costituzione dei gruppi: che sò, almeno il 10%, oppure l'8%, oppure il 5% sul totale dei membri del Consiglio ... ma almeno si faccia qualcosa. Che diamine, almeno 3 membri per costituire un gruppo in un Consiglio di 70 membri non mi sembra una pretesa assurda!

P.S. Se poi i partiti che si sono uniti, si unissero anche nei Consigli locali, non ci stracceremmo le vesti, eh!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

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