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il blog di Francesco Zanfardino
Vive la Francesità
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2011


Alla fine i francesi di Lactalis hanno lanciato la loro Opa totale su Parmalat. Niente paura: anche se la più nota industria alimentare italiana arriverà totalmente in mano francese, da Oltralpe promettono che la sede rimarrà in Italia, il marchio resterà in Italia, bla bla bla. Di fatto, la Parmalat sarà francese, e il suo grado di "italianità" residua dipenderà sempre e comunque dalla volontà dei francesi di mantenere la parola data.

E Berlusconi, e tutti gli altri alfieri della 'Italianità" dei grandi marchi italiani all'epoca della cessione di Alitalia? Certamente si opporranno al progetto di Lactalis, adesso ...  e invece no. Ecco cosa ha detto Berlusconi oggi in conferenza stampa congiunta con Sarkozy, tra una sottomissione e l'altra in cambio di un accordo (forse) sulla gestione dei profughi africani: "L'Opa di Lactalis non è ostile. Sono per il libero mercato. Sarebbe importante creare gruppi franco-italiani e italo-francesi che stiano insieme dentro la grande competizione globale".

Ma come? Ora "l'invasione francese" è positiva? Ora il "libero mercato" esiste? Ma guarda un po' ...

Peccato aver perso, nel frattempo, qualche miliarduccio di euro di soldi pubblici e qualche migliaio di lavoratori per dover difendere "l'italianità" di Alitalia ...

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Per i diritti dei consumatori non c'è mai tempo
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2008


                                                

Niente da fare. Il Governo "decisionista" ha deciso di rinviare per altri sei mesi l'introduzione della class-action. L'azione collettiva doveva entrare nell'ordinamento a Luglio 2008, come deciso dal Governo Prodi, ma il nuovo Governo, fra i suoi primi provvedimenti, subito ne rinviò l'applicazione di sei mesi. Dunque, complessivamente la class-action è slittata di un anno: doveva partire a Luglio 2008, partirà a Luglio 2009. Forse.

Ma la cosa singolare è la motivazione: ovvero che "c'è bisogno di tempo per modificare la norma, per migliorarla e renderla più efficace". Questa è, in sostanza, la posizione espressa dal Governo in entrambi i rinvii. D'altronde, anche alcune associazioni dei consumatori, all'epoca del Governo Prodi, chiesero modifiche per rendere più efficace la nrorma. Ora, a parte che un Governo "decisionista" non dovrebbe aver bisogno di un anno per modificare una semplice norma (manco fosse una riforma generale della Giustizia!), si è subito capito quali sono in realtà le modifiche da effettuare: accontentare lobby e Confindustria rendendo la class-action uno strumento inoffensivo. Con il secondo rinvio, infatti, il Governo ha anche annunciato le "modifiche", ovvero: minori poteri alle associazioni dei consumatori, non più uniche organizzatrici delle class-action; maggiori difficoltà per l'ammissibilità dei ricorsi; utilizzabilità solo per gli illeciti avvenuti dopo il Luglio 2008. Ovvero non saranno possibili class-action su casi come Parmalat, Cirio, bond Argentina, ecc. ecc. Proprio le vicende collettive che hanno causato i maggiori danni al Paese e ai consumatori.

Perchè? Perchè devono sempre essere i consumatori a pagare?

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"Salva-Bancarottieri", l'ennesima norma scandalosa
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2008


                                                         

Non bastavano Lodo Alfano e Lodo Consolo. In tempi di crisi economica e fallimenti disastrosi, la maggioranza ha voluto tendere una mano pietosa anche ai manager, salvando dal carcere i bancarottieri: Tanzi, Cragnotti, Geronzi, Cimoli ... insomma, tutti coloro che negli ultimi anni, a cominciare dagli scandali Cirio e Parmalat,  hanno mandato all'aria lavoratori e contribuenti senza scontare niente.

Il tutto grazie ad un emendamento al decreto Alitalia, approvato al Senato il 2 Ottobre e i cui effetti erano stati denunciati da Repubblica e da Report (in onda domenica sera), grazie al quale non saranno più perseguibili per bancarotta non solo i precedenti amministratori di Alitalia (Cimoli in primis), ma soprattutto tutti quelli di altre società dichiarate insolventi ma non fallite (come Cirio e Pamalat).

Fortunatamente Tremonti si è impuntato, dichiarando: "O si ritira l'emendamento, o si ritira il Ministro dell'Economia". E la maggioranza, per bocca del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ha annunciato l'intenzione di ritirare l'emendamento. Vedremo se davvero sarà così, o se in realtà cambieranno solo qualche virgola: anche perchè, come ha dichiarato il segretario PD Veltroni annunciando il contro-emendamento alla Camera, "qualcuno nella maggioranza quella norma deve pur averla presentata". Pensando bene di fare qualche piacere ai suoi amichetti.

P.S. Comunque, guardiamo in positivo: per la prima volta uno dei tanti scandali denunciati dalla Gabanelli in Report ottiene qualche effetto. Resta comunque il fatto scandaloso che per ottenere questo effetto un Ministro deve minacciare le dimissioni ... ma, in attesa di tempi migliori, onore, almeno stavolta, al Ministro Tremonti.

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