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il blog di Francesco Zanfardino
La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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Trarre le conseguenze
post pubblicato in Diario, il 21 settembre 2010


                                            

Secondo il sottosegretario Carlo Giovanardi, responsabile del Dipartimento nazionale antidroga, "chi lavora nel servizio pubblico deve dimostrare di non drogarsi. Così come nel calcio i giocatori vengono espulsi per un certo periodo dalle gare, credo che per i conduttori televisivi, soprattutto se lavorano nel servizio pubblico, sia sacrosanto auspicare che la loro immagine pubblica sia in linea con i valori educativi della Rai. Quindi anche loro dovrebbero sottoporsi al test antidroga volontariamente come hanno fatto i parlamentari: in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni".

Tralasciamo pure l'improbabile paragone col calcio, dove i test antidroga si effettuano perchè i calciatori potrebbero trarre beneficio dalle droghe per la loro attività sportiva, non certo perchè si vogliono evitare problemi di pubblica moralità. E tralasciamo anche l'incongruenza fra la necessità di "dimostrare" di non drogarsi e quella di fare "il test come i parlamentari", che era anonimo (!) e dunque non si è dimostrato un bel nulla. Per non parlare della "immagine pubblica" che deve essere in linea con i valori della Rai: drogarsi in privato non è certo una cosa pubblica, no? Quello che conta di questo sproloquio è la frase finale: "in caso di non disponibilità al test, ognuno trarrà le sue conclusioni". Come a dire: cari conduttori, magari comunisti cannaioli che osate ancora dare fastidio al nostro illuminato Premier, state attenti.

Mi domando però quando Giovanardi e company "trarrano le conclusioni" sui tantissimi drogati che ci sono in Parlamento, il "servizio pubblico" per eccellenza. Prima loro, poi gli altri, eventualmente. Ne vedremmo delle belle.

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La carica dei fannulloni
post pubblicato in Diario, il 4 settembre 2010


                                              

I risultati della "lotta all'assenteismo" nella Pubblica Amministrazione messa in campo dal Ministro Brunetta sono uno dei cavalli di battaglia mediatici del Governo Berlusconi, come tutti sanno. Ricordiamo tutti specialmente quando, ad inizio legislatura, non c'era mese che la gran cassa dell'informazione non annunciasse entusiasticamente quei dati portentosi: -20%! -30%! -40%! e così via, in un crescendo di eccitato compiacimento. Poco importa se un po' tutti avanzassero dubbi fondati su quei dati, e non solo chi è portato a farlo ideologicamente (L'Espresso), ma anche leader dei sindacati divenuti nel frattempo molto amici (Bonanni).

Poi, piano piano, questi annunci si sono sempre più diradati. Ed è un vero peccato, per la completezza d'informazione. Perchè negli ultimi mesi l'assenteismo sta tornando sempre più alla ribalta, come sottolineano gli stessi dati di Brunetta:

Febbraio 2010: +3.7% rispetto a Febbraio 2009

Marzo 2010: +5.3% rispetto a Marzo 2009

Aprile 2010: +10.7% rispetto ad Aprile 2009

Maggio 2010: + 8.0% rispetto a Maggio 2009

Giugno 2010: + 12.3% rispetto a Giugno 2009

E questo prendendo sempre per buoni i dati di Brunetta. Qualcuno mi dovrà spiegare ad esempio perchè, nella rivelazione di Giugno 2010, non sono presi in considerazione i pessimi dati della Regione Lazio (+70.9%), o quanto meno non sono inseriti fra i casi "particolari" contenuti nella "appendice statistica" della rivelazione. Ma non importa: già mi basterebbe sapere che qualche TG nazionale riportasse gli aumenti dell'assenteismo, ogni tanto, giusto per par condicio. Chiedo troppo, eh?

P.S. Intanto, l'assenteismo dilaga fra i nostri "primi" dipendenti pubblici, ovvero i nostri parlamentari. Compreso, e soprattutto, i colleghi di partito di Brunetta. Ma questi fannulloni non li tocchiamo, eh Renà?

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E meno male che ci hanno giurato
post pubblicato in Diario, il 16 agosto 2010


                                         

Secondo il ministro Alfano, nonchè numerosi altri esponenti della maggioranza e del Governo, "la Costituzione andrebbe letta, a cominciare dall'articolo 1, che dice che la sovranità appartiene al popolo. Questa è per noi una bussola molto chiara: il popolo decide chi mandare al Governo e qualunque ipotesi che preveda che chi ha vinto le elezioni fa l'opposizione e chi le ha perse sta al Governo è una interpretazione che viola l'articolo 1 della Costituzione".

Ecco, io suggerirei ad Alfano e compagnia una bella rilettura della Costituzione, che non solo dovrebbero conoscere ma sulla quale hanno giurato, e dove non c'è affatto scritto che l'unico Governo possibile è quello uscito dalle elezioni. Anche perchè la nostra è una Repubblica parlamentare, dove il popolo, quello che ha la sovranità, elegge il Parlamento, non il Governo. Il Governo è nominato dal Presidente della Repubblica, ed ottiene la fiducia dalle Camere: se i membri di queste ultime la accordano inizialmente, e poi successivamente la negano, il Presidente della Repubblica ha tutto il diritto di verificare se è possibile proseguire la legislatura, nominando un nuovo Governo (che dovrà ottenere la fiducia dalle Camere) o andare a nuove elezioni.

Ma ovviamente questo Alfano e la cricca berluscones lo sa benissimo (d'altronde, il Ministro se ne intende di incostituzionalità). Ne hanno solo paura. O forse semplicemente vogliono inseguire il populismo. In ogni caso, bene ha fatto Napolitano a metterli al loro posto.

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L'ipocrisia
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2010


                                                 

Chiarisco subito: sono d'accordo con la decisione di escludere Morgan da Sanremo. Era improponibile ed altamente diseducativo concedere una vetrina così importante ed "istituzionale" a chi, pochi giorni prima, aveva fatto una dichiarazione così pesante sul suo stile di vita.

Quello che non mi sta bene, invece, è il trionfo dell'ipocrisia che sta dominando il dibattito intorno all'affaire Morgan, come se i tanti critici di Morgan non sapessero che nei loro ambienti, quelli dello spettacolo e della politica, la droga scorre a fiumi, persino in coloro che in pubblico fanno i moralisti più sfegatati. Se facessimo un test anti-droga a tutti i parlamentari o ai partecipanti a Sanremo, chissà quanti ne scopriremmo. Magari, anche qualcuno che oggi si mette sul piedistallo.

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Eppur si muore
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2009


                                         

"Non voglio augurare nien­te a nessuno anzi, spero che non capiti mai a nessuno quello che è ca­pitato a me. Però se un politi­co si rendesse conto della sof­ferenza che abbiamo noi qua a letto, che non possiamo ne­anche grattarci un orecchio, non lo so se tanti la pensereb­bero lo stesso nel modo in cui ne stanno discutendo in que­sti giorni. Vogliono togliere la possibilità e l’autonomia alla persona di decidere della pro­pria vita. Per questo a tutte le persone che mi conoscono e che mi vedono, chiedo di fare qualcosa. Di aiutare non tanto me, che non so quanto mi ri­marrà ancora da vivere, ma tutti quelli che verranno do­po di me". Questo è Renzo Betteti, 62, malato di SLA, giusto un mese fa. Oggi è morto, dopo aver rifiutato la tracheotomia che lo avrebbe tenuto in vita ancora per un po', in condizioni però sempre peggiori.

Lui ce l'ha fatta a vedersi realizzata la sua volontà, la sua lecita (giusta o no, dipende dalla coscienza di ognuno di noi) volontà. Ma tanti altri Italiani non possono fare altrettanto, perchè non hanno la fortuna di poter respingere questi trattamenti, perchè incoscienti. A questo servirebbe il testamento biologico, ma la politica, dopo le promesse successive all'ondata di commozione colletiva per la vicenda Eluana, in questi dieci mesi non è riuscita a fare un bel niente. Ecco, a proposito di "riforme condivise" ... cominciare da qui, anzichè dai problemi giudiziari di Berlusconi, non sarebbe male.

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S-fid-ucia
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2009


                                             

Pari e patta. Con il voto di fiducia ottenuto oggi alla Camera, il Governo Berlusconi IV raggiunge il Prodi II nel numero di fiducie imposte al Parlamento nei primi 19 mesi: ben 27. Allora l'attuale maggioranza lanciava strali e accuse contro il Governo, che "stroncava la discussione"; ora sono loro a stroncarla, in tutta coerenza. Qualcuno dirà che anche l'attuale opposizione non si comporta coerentemente rispetto al passato, ma almeno il centrosinistra aveva la più che parziale giustificazione di una maggioranza risicatissima al Senato e ulteriormente indebolita dalla presenza di molteplici partiti nella maggioranza, spesso con posizioni totalmente opposte e ugualmente necessarie per la tenuta del Governo. Invece la maggioranza attuale ha un'amplissima maggioranza in ambo le Camere, e soprattutto ha solo due partiti al suo interno: Lega e PDL. Con i loro leader stretti da un patto di fiducia inossidabile.

Eppure, questa maggioranza ricorre ad un numero così sproporzionato di "fiducie". E certo non perchè l'opposizione faccia ostruzionismo: questa, nel bene e nel male, è probabilmente l'pposizione meno "barricadera" di sempre, con alcune delle sue componenti (leggasi Udc) che nemmeno sul lodo Alfano hanno fatto ostruzionismo (anzi). Tant'è vero che, anche questa volta, le opposizioni nel loro complesso avevano presentato solo 49 emendamenti, un numero ridicolo vista l'importanza della legge in questione e che fa sì che il Presidente Fini intervenga nel dibattito alla Camera sottolineando che la responsabilità della "deprecabile" richiesta di fiducia non è affatto imputabile alle opposizioni. Dunque, la richiesta della fiducia può avere solo due giustificazioni: una è quella della paura nei confronti della propria stessa maggioranza che, tra il forte assenteismo del centrodestra e componenti in "subbuglio" (finiani, ma non solo), potrebbe venire meno, indebolendo l'immagine della "compattezza" della maggioranza che si vuole vendere agli Italiani. L'altra, invece, è che in realtà il Governo veda il Parlamento come un inutile e fastidioso "orpello" democratico, il confronto come un potenziale indebolimento. E quindi utilizza senza ritegno la fiducia, quasi come una sfida alla democrazia e alla pazienza dell'opposizione. Paradossale per chi, in questi giorni, sta invitando ad abbattere il presunto "clima d'odio" ed inaugurare un nuovo clima di sano confronto politico.

P.S. Intanto, le gazzette dei berluscones, allarmate dalle possibili conseguenze sull'opinione pubblica delle parole di Fini, provano a far passare il messaggio che la fiducia sulla Finanziaria sia una prassi consolidata, quasi un atto dovuto. Ebbene, dispiace deludere i Feltri e i Belpietro di turno, ma solo due anni fa ci fu un Governo capace di approvare una Finanziaria senza fiducia, affrontando ben oltre 700 votazioni. Sì, era proprio il Governo Prodi, proprio al Senato, nonostante tutti i suoi problemi ...

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Inopportuno a metà
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2009


                                           

Dopo che è finalmente arrivata la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, relativamente ai suoi rapporti con il clan dei Casalesi denunciati da almeno cinque diversi pentiti, e secondo uno dei quali Cosentino è "un uomo a disposizione dei Casalesi", la politica italiana ha scoperto il valore della "insospettabilità".

Infatti, ora tutti dicono, compresa la maggioranza, che anche se Cosentino sarà innocente fino al giudizio definitivo, è "inopportuno" che si candidi alla Presidenza della Regione Campania. Meglio tardi che mai, visto che la richiesta di arresto era in fondo solo una formalità, di fronte ad un quadro indiziario già chiaramente emerso ... comunque, era una posizione sopportabile. Mentre candidare alle elezioni una persona che se non era parlamentare sarebbe stata arrestata per concorso esterno in associazione mafiosa non è affatto sopportabile, e sarebbe stato uno schiaffo alla decenza e alla dignità della Campania.

Vedremo se Cosentino davvero non verrà candidato. E vedremo chi verrà candidato al suo posto, visto che la camorra non ha certo in Cosentino l'unico suo riferimento nel centrodestra (e il centrosinistra campano certo non è immune da collusioni). Intanto, il centrodestra, e anche certi settori dell'opposizione sempre pronti a collaborare quando si tratta di salvaguardare i propri interessi, avranno il primo banco di prova alla Camera, quando si discuterà dell'autorizzazione per l'arresto di Cosentino, che è anche parlamentare. Lì vedremo se c'è davvero volontà di andare fino in fondo a questa vicenda. Resta un dubbio: se ora Cosentino non può candidarsi alla guida della Campania, perchè può invece continuare a gestire i nostri soldi come sottosegretario all'Economia?

P.S. Intanto, aderiamo in massa a "Vogliamo Roberto Saviano Governatore della Campania", gruppo nato su Facebook e che in pochi giorni ha raccolto ben oltre 3mila iscritti. Sicuramente non dovremmo doverci affidare a dei "simboli" per avere una buona amministrazione della cosa pubblica: ma, visto il livello della politica campana, forse è meglio che a guidarci ci siano scrittori coraggiosi anzichè politici di professione ma senza coraggio.

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Segreti di Pulcinella
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2009


                                             

In effetti, quel "abbiamo scherzato" sulla faccenda della "nave dei veleni" a Cetraro mi era sembrato sospetto fin dall'inizio. Probabilmente davvero si trattava del relitto del "Catania" affondato durante la prima guerra mondiale, ma lo sgonfiamento dell'attenzione mediatica, da un giorno all'altro, con tanto di accuse da parte dei presunti giornalisti de "Il Giornale", è assolutamente sbagliato.
 
Capisco che l'aver "toppato" possa ora indurre a starsi zitti, però è il segreto di Pulcinella che le mafie smaltiscano illegalmente rifiuti tossici d'ogni tipo, fregandosene del territorio e dei suoi abitanti. Anche attraverso modalità come quelle dell'affondamento delle navi. E le indiscrezioni fatte trapelare da Repubblica, con un documento inedito di una seduta del 2006 della Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti nei quali si parla addirittura di altre tre navi affondate al largo di Cetraro, non fanno che aumentare questa certezza.

Insomma, l'attenzione su queste problematiche non deve mai calare. La salute delle persone è troppo importante per non scrivere di certe cose solo per il timore di "danneggiare" l'immagine di un territorio. Specialmente quando ci sono tanti sospetti ...

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Poi dicono
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2009


                                               

Poi dicono che si parla sempre delle stesse cose.

Sarà, magari, anche colpa di un Governo che, spalleggiato dal non proprio imparziale presidente Schifani, si permette di scavalcare il Parlamento e le sue commissioni di garanzia pur di tentare l'ennesimo abuso del potere sulla trasmissione di Santoro, con un'istruttoria fuori da ogni norma, anche quelle di buon senso, e soprattutto fuori dalla realtà (vorrei tanto capire in cosa la puntata di Annozero abbia "sgarrato" dall'essere servizio pubblico).

Sarà, magari, anche colpa di un centrodestra e dei suoi lacchè che non trovano niente di meglio di lanciare campagne mediatiche per l'evasione del canone Rai, dal pulpito di giornali che ambiscono a rappresentare "la maggioranza degli Italiani" e di trasmissioni gossipare che però non mancano mai di fare lodi al Governo e discrediti all'opposizione. Senza ovviamente dire però che Annozero si ripaga ampiamente da solo con la pubblicità che ottiene grazie ai suoi grandi ascolti.

Ed è proprio qui il punto. La "scandalosa" puntata di Annozero ha totalizzato il 23% di ascolti, contro la media del 10% delle prime serate di Rai Due. Tutto il resto dovrebbe essere noia in un Paese normale ... ma siamo in Italia.

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Aprire gli occhi
post pubblicato in Diario, il 14 agosto 2009


                                               
 
In questi giorni ha fatto "scalpore" un appello di Beppe Grillo per la depenalizzazione delle droghe leggere, lanciato dal suo blog mercoledì scorso, in concomitanza con un'intervista del blog a Marco Pannella, storico leader dei Radicali ed autore da decenni di una battaglia per l'antiproibizionismo (tanto da essere citato dagli Articolo 31 nella famosa e metaforica canzone "Maria Maria", inno della battaglia antiproibizionista). Beppe Grillo l'ha in particolare collegata al problema del sovraffollamento delle carceri, sostenendo che basterebbe depenalizzare l'uso di tali droghe per svuotare le carceri ed evitare i tanti suicidi che ogni anno avvengono per le loro condizioni disumane.

In realtà ci sono anche tanti altri buoni argomenti a sostegno della depenalizzazione. Innanzitutto, la realtà dei fatti: le droghe leggere sono diffusissime ormai nella nostra società e soprattutto dei nostri giovani. Non c'è bisogno di statistiche per saperlo: basta viverci, nella società, per sapere che gli "spinelli" sono diffusissimi, "grazie" alla loro facile accessibilità ed anche al loro basso prezzo. Qualunque adolescente, anche giovanissimo, che voglia farsi uno spinello può farlo tranquillamente. Ormai l'unica discriminante è la volontà o meno di farsi una "canna". E se un adolescente decide di rifiutare tali droghe lo fa perchè la pensa in un determinato modo, oppure perchè ha ricevuto una determinata educazione dalla propria famiglia, eccetera ... certo non perchè è "illegale".

Dunque, "depenalizzare" le droghe leggere non creerebbe nuovi "adepti" al clan dei "cannaioli". In compenso, permetterebbe di cominciare a tenere sotto controllo il fenomeno, di portarlo definitivamente alla luce e dunque di convogliarlo verso strumenti legislativi e sociali che ne riducano l'estensione. Inoltre, consentirebbe di strappare ingenti somme di denaro alla malavita organizzata e di consegnarle nelle mani dello Stato (perchè ovviamente lo Stato ne avrebbe il monopolio, come per le sigarette). Si potrebbe, dunque, destinare tali fondi, insieme a quelli provenienti dal fumo e dall'alcool (è indecente che questo non avvenga già ... e soprattutto alimenta le contestazioni di chi dice che, in fondo, lo Stato ci guadagna sulle dipendenze altrui) proprio alla prevenzione ed alla cura delle tossicodipendenze, dell'alcolismo e del tabagismo, oltre che alla lotta al traffico illegale di stupefacenti. Si potrebbe dire: ma, depenalizzando le droghe leggere, cadrebbe quel senso di "trasgressione" che spinge molti giovani a farne uso, e così potrebbe innescarsi un consumo maggiore di droghe pesanti. In effetti, è l'unica obiezione che accetto. Dubito che possa davvero avvenire questo (ciò che comporta la diffusione di un fenomeno del genere è prevalentemente il suo costo, non il "senso di trasgressione") ma, se anche fosse così, allora per la stessa logica dovremmo tornare indietro, proibendo anche fumo ed alcool. In fondo gli effetti non sono così diversi, ed anche loro una volta erano simboli di trasgressione: e allora perchè loro sì e le droghe leggere no?

Ovviamente il consumo "legale" di droghe leggere andrebbe consentito con tutte le limitazioni e le accortenze del caso. Inutile che elenchi qualche esempio: l'importante è il concetto, e cioè che forse è proprio arrivata l'ora di aprire gli occhi e di non far finta che i problemi non esistano. Si trovi una soluzione migliore, oppure la depenalizzazione delle droghe leggere s'ha da fare. Peccato che viviamo in Italia, e per questo motivo ciò non avverrà mai. Troppa paura della politica di essere impopolare, soprattutto presso certi "ambienti". Molto meglio "farsi" in privato e fare professione di proibizionismo in pubblico, no?

P.S. E, giusto per essere chiari, a scrivere è uno che non ha nemmeno mai fumato una sigaretta, figurarsi farsi una canna. Ma anche uno che gli occhi li usa, e non si gira dall'altra parte.

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Impunità ...
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2009


                                                 

Berlusconi ha fatto scuola. Non bastavano gli innumerevoli "Lodi Berlusconi", ovvero leggi ad personam fatte per salvare il premier dai suoi processi (a proposito, ne sta arrivando un altro, il cosiddetto "lodo Bernardo" che renderà il premier immune anche dagli interventi della Corte Costituzionale). Ora anche i suoi Ministri imparano l'arte dello scampare ai processi.

Stavolta si tratta infatti del Ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, sotto la lente della Magistratura per una faccenda relativa al 2004, quando era Ministro dell'Ambiente nel precedente governo Berlusconi: Matteoli aveva avvisato il prefetto di Livorno dell'arrivo di un'indagine a suo carico, e quindi era stato accusato di favoreggiamento. Il Tribunale dei ministri di Firenze si era dichiarato incompetente sul caso, in quanto lo riteneva un reato non ministeriale, da far perseguire quindi dalla magistratura ordinaria. La nuova maggioranza di centrodestra, dunque, ha subito cercato di correre ai ripari, proponendo al Parlamento, pochi mesi dopo l'approvazione del Lodo Alfano, di approvare anche il cosiddetto "Lodo Consolo" per l'impunità dei Ministri. Fortunatamente le polemiche suscitate dall'ennesima norma ad personam riuscirono, stavolta, a far rinviare la norma.

Alla luce dei fatti odierni, probabilmente all'epoca già avevano stabilito come aggirare la legge. E' successo infatti che il 28 Luglio la Giunta per le immunità parlamentari, a colpo di maggioranza, ha negato l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteoli. Questo nonostante la Giunta dovesse attendere dal Tribunale di Firenze la comunicazione dell'archiviazione per non ministerialità del fatto (necessità accertata da una sentenza in proposito della Corte Costituzionale), cosa non ancora accaduta, e dopo la quale, non condividendola, avrebbe unicamente potuto sollevare un conflitto di attribuzione sui poteri dello Stato alla Corte Costituzionale.

Si tratta di un palese voto illegittimo, che non tiene conto delle regole parlamentari e costituzionali. Mi auguro che tale irregolarità venga accertata al più presto, accompagnata da una durissima battaglia delle opposizioni (che già hanno fatto molto in Giunta), e che dopo questa faccenda i parlamentari della maggioranza abbiano la dignità di dimettersi dalla Giunta. Temo purtroppo che siano speranze vane ...

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