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il blog di Francesco Zanfardino
Eco-illogicità
post pubblicato in Diario, il 7 febbraio 2009


                                                              

L'altro giorno il Governo ha approvato l'ennesimo "pacchettino-anticrisi" per i settori auto, arredo elettrodomestici. Un totale di 2 miliardi di euro investiti, che si uniscono ai 4 miliardi investiti nel "decreto-anticrisi" approvato pochi mesi fa: 6 miliardi di euro in complesso, totalmente inadeguati a fronteggiare una crisi di questa portata, soprattutto rispetto alle cifre investite dagli altri principali Paesi Europei, che si aggirano intorno ai 40 miliardi (eppure saremo il penultimo Paese per decrescita, con un -2% di PIL nel 2009: peggio di noi solo la Germania, che però ha stanziato 40 miliardi, non 7).

Comunque, entrando del merito del "pacchettino", è impossibile non dare un giudizio positivo per i provvedimenti sull'auto: bonus sostanziosi, da 1.500 euro, il doppio delle ultime rottamazioni; inoltre, mentre la precedente rottamazione valeva solo per le vetture immatricolate fino al '97, ora, passato un anno, non valgono fino al '98, ma fino al '99. Inoltre, se si aquistano macchine ecologiche (a metano o idrogeno), il bonus vale 3.000 euro, mentre vale ben 500 euro per l'acquisto di motorini Euro3 se viene rottamato un Euro 0 o 1. Sull'altro versante, però, non ci sarà alcun esenzione dal bollo auto, che invece c'era (e per vari anni) nella precedente rottamazione. E poi sarebbe stato meglio approvare questi provvedimenti molto prima, e non lasciare il mercato in stati in attesa della rottamazione (e così nel frattempo il settore auto è crollato, con migliaia di casse-integrazioni e licenziamenti).

Sono davvero incompresenbili invece gli altri provvedimenti. Se infatti i provvedimenti dell'auto erano ispirati dal salvaguardare un settore fondamentale ed in forte crisi, legando gli incentivi a criteri di logica ambientale (meno emissioni, dunque meno inquinamento, più salute e meno soldi da pagare per le multe della mancata attuazione dei vari "piani-clima" internazionali), le detrazioni previste per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici sono ben poco fondate e "logiche". Infatti, l'incentivo all'acquisto di elettrodomestici non è legato a nessun standard ambientale, varrà anche per elettrodomestici inquinanti (o meglio poco ecologici). E, siccome le nostre industrie sono più avanzate in queste tecnologie, gli incentivi finiranno per sostenere le economie asiatiche, che offrono prezzi minori (ma standard ambientali minimi). Due danni, insomma, con una fava. E poi le detrazioni per i mobili: ce n'era necessità? Risorse sprecate, o meglio male utilizzate. E poi: perchè legare questi incentivi, entrambi, solo alle ristrutturazioni?

La risposta forse è semplice: non c'erano abbastanza soldi, e invece di fare una cosa bene, si è deciso di fare più cose con pochi euro e senza reale efficacia, giusto per far vedere che si sta facendo qualcosa. E magari nascondendo la cancellazione delle detrazioni del 55% per la costruzione di impianti domestici fotovoltaici e caldaie ecologiche: Tremonti ne aveva promesso il ripristino ... ma non è mai arrivato.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il primo "Walzer" si chiude
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2007


            

Oggi, con l'incontro con Berlusconi, si chiude il primo giro di consultazione con i leader di opposizione, voluto e fatto dal leader del PD, Walter Veltroni, su legge elettorale e riforme costituzionali e regolamenti parlamentari (monocameralismo, riduzione dei parlamentari, revisione della formazione dei gruppi parlamentari). Tiriamo le somme.

Il leader di AN Fini si è dichiarato disponibile, sopratutto sul pacchetto di riforme, meno sulla legge elettorale (che deve avere un carattere assolutamente bipolare).

Anche il leader dell'UDC Casini ha dichiarato la propria disponibilità, sia sul "pacchetto" che sulla legge elettorale, anche se ci devono essere modifiche sulla proposta Veltroni (il "Vassallum").

La Lega Nord, rappresentata da Maroni, ha dichiarato di volere approvare prima la legge, poi il "pacchetto". E, comunque, ha opinioni diverse (d'altronde hanno proposto un loro sistema elettorale; non bastava il "porcellum" di Calderoli...).

Infine, l'incontro di oggi con Berlusconi. Il Cavaliere ha manifestato disponibilità al dialogo, "il Vassalum va bene, ma servono alcune modifiche, fattibili". Invece, il leader di Forza Italia ha manifestato distanza sul "pacchetto", dichiarando che questo governo non è in grado di fare le riforme. In realtà, il "pacchetto" di riforme istituzionali richiede tempo, e il Cavaliere non vuole prolungare più del necessario il tempo a Prodi.

Comunque, adesso comincia il vero round. Se Veltroni vuole davvero far continuare il governo Prodi, deve fare la legge elettorale (perchè se si andasse al Referendum i piccoli partiti della coalizione, come l'Udeur, lascerebbero il governo). Però, non può farla senza l'accordo di tutti i partiti della maggioranza: partiti che hanno opinioni ben diverse dalle sue.
Sta di fatto che la legge elettorale è un'arma a doppio taglio. Può portare o alla morte del governo o alla sua lunga prosecuzione. Non ci sono vie di mezzo.

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