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il blog di Francesco Zanfardino
L'indulgenza
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2010


                                                

Secondo l'arcivescovo Rino Fisichella, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita e ora presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, la bestemmia pronunciata da Berlusconi ("porco D..") non va strumentalizzata dalla politica, ma "contestualizzata". Che il contesto, tra l'altro, sia un'ennesima barzelletta offensiva nei confronti di una persona (Rosy Bindi), evidentemente poco importa al Fisichella, d'altronde già noto per altre affermazioni filo-berlusconiane e persino di una clamorosa quanto inspiegabile posizione assunta qualche mese fa per giustificare l'assunzione della comunione da parte del divorziato Berlusconi al funerale di Raimondo Vianello.

A me sembra paradossale che un così altro prelato della Chiesa possa, senza smentite o precisazioni di alcun tipo, di fatto concedere una "indulgenza" ad un determinato "fedele" su un determinato peccato. Perchè non mi pare che il secondo Comandamento reciti "Non nominare il nome di Dio invano, salvo giuste contestualizzazioni". E mi viene da pensare a quei tanti fedeli che, magari, d'ora in poi in confessionale diranno "Padre, ho bestemmiato ... ma il contesto lo richiedeva!".

Per piacere, siamo seri. E non capisco sinceramente perchè gente di Chiesa come Fisichella debbano ridicolizzarsi a questo punto per difendere un uomo che con lo spirito cristiano non ha nulla a che fare. Certo, è capace di portare di bloccare la distribuzione della pillola abortiva, di impedire l'introduzione del testamento biologico, di imporre il crocefisso nei luoghi pubblici, di salvaguardare l'8 x mille e tutti i privilegi fiscali della Chiesa ... ma alla Chiesa, quella "apostolica", dalla parte dei bisognosi e degli afflitti, dovrebbe interessare altro, no?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ennesimo imbroglio del Governo: stavolta sull'8 x mille
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 24 settembre 2008


                                                             

Dopo il doppio imbroglio sull'inflazione programmata di cui ho parlato ieri, ecco un nuovo imbroglio di Tremonti e del Governo. Stavolta si tratta dell'8 per mille destinato allo Stato, che dovrebbe essere utilizzato per finalità solidaristiche, e invece è stato usato per finanziare il decreto ICI.

D'altronde c'eravamo abituati alla "finanza creativa" di Tremonti. Già nel 2004 e nel 2006 Tremonti depredò il fondo dell'8 per mille, fino a ridurre al 6% le risorse destinate a finalità solidaristiche. Nel 2007 e nel 2008 Prodi invertì la rotta, riportando queste risorse al 72%, dirottando solo 24,5 milioni degli 88 disponibili. Ma poi Tremonti, tornato al Ministero, torna alle vecchie abitudini, e utilizza i restanti 60 milioni per finanziare parte del decreto ICI, destinando solo 3,5 milioni per finalità solidaristiche. In particolare, solo 7 progetti sui 808 già approvati e che quindi ora non vedranno nemmeno un euro. Tra l'altro 7 calamità naturali, quindi niente fondi ai beni culturali, alla fame nel mondo, all'assistenza, alle associazioni di volontariato. Quando poi sarebbe bastato non levare l'ICI a qualche riccone con la casa nel centro di Roma.

Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche se nel caso di Tremonti bisognerebbe parlare di "volpe".

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