.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
S-fid-ucia
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2009


                                             

Pari e patta. Con il voto di fiducia ottenuto oggi alla Camera, il Governo Berlusconi IV raggiunge il Prodi II nel numero di fiducie imposte al Parlamento nei primi 19 mesi: ben 27. Allora l'attuale maggioranza lanciava strali e accuse contro il Governo, che "stroncava la discussione"; ora sono loro a stroncarla, in tutta coerenza. Qualcuno dirà che anche l'attuale opposizione non si comporta coerentemente rispetto al passato, ma almeno il centrosinistra aveva la più che parziale giustificazione di una maggioranza risicatissima al Senato e ulteriormente indebolita dalla presenza di molteplici partiti nella maggioranza, spesso con posizioni totalmente opposte e ugualmente necessarie per la tenuta del Governo. Invece la maggioranza attuale ha un'amplissima maggioranza in ambo le Camere, e soprattutto ha solo due partiti al suo interno: Lega e PDL. Con i loro leader stretti da un patto di fiducia inossidabile.

Eppure, questa maggioranza ricorre ad un numero così sproporzionato di "fiducie". E certo non perchè l'opposizione faccia ostruzionismo: questa, nel bene e nel male, è probabilmente l'pposizione meno "barricadera" di sempre, con alcune delle sue componenti (leggasi Udc) che nemmeno sul lodo Alfano hanno fatto ostruzionismo (anzi). Tant'è vero che, anche questa volta, le opposizioni nel loro complesso avevano presentato solo 49 emendamenti, un numero ridicolo vista l'importanza della legge in questione e che fa sì che il Presidente Fini intervenga nel dibattito alla Camera sottolineando che la responsabilità della "deprecabile" richiesta di fiducia non è affatto imputabile alle opposizioni. Dunque, la richiesta della fiducia può avere solo due giustificazioni: una è quella della paura nei confronti della propria stessa maggioranza che, tra il forte assenteismo del centrodestra e componenti in "subbuglio" (finiani, ma non solo), potrebbe venire meno, indebolendo l'immagine della "compattezza" della maggioranza che si vuole vendere agli Italiani. L'altra, invece, è che in realtà il Governo veda il Parlamento come un inutile e fastidioso "orpello" democratico, il confronto come un potenziale indebolimento. E quindi utilizza senza ritegno la fiducia, quasi come una sfida alla democrazia e alla pazienza dell'opposizione. Paradossale per chi, in questi giorni, sta invitando ad abbattere il presunto "clima d'odio" ed inaugurare un nuovo clima di sano confronto politico.

P.S. Intanto, le gazzette dei berluscones, allarmate dalle possibili conseguenze sull'opinione pubblica delle parole di Fini, provano a far passare il messaggio che la fiducia sulla Finanziaria sia una prassi consolidata, quasi un atto dovuto. Ebbene, dispiace deludere i Feltri e i Belpietro di turno, ma solo due anni fa ci fu un Governo capace di approvare una Finanziaria senza fiducia, affrontando ben oltre 700 votazioni. Sì, era proprio il Governo Prodi, proprio al Senato, nonostante tutti i suoi problemi ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ormai il Parlamento è un optional
post pubblicato in Diario, il 13 gennaio 2009


                                                   

Questione di fiducia. Per l'ennesima volta (la nona). Ormai si è capito: questo Governo, quando agisce, agisce con decreti, e poi alla fine vi mette pure la fiducia. E questo nonostante le elezioni abbiano consegnato al Governo Berlusconi un larghissimo consenso e una larghissima maggioranza in entrambe le Camere, tra l'altro formata da pochissimi partiti (dato che l'Mpa conta pochi parlamentari, sostanzialmente contano solo Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale, questi ultimi tra l'altro dovrebbero fondersi nel PDL) . Il perchè? Semplice, quando si pone la fiducia, due sono le cose: o l'opposizione ha fatto ostruzione, presentando centinaia di emendamenti, oppure non si ha fiducia nella propria maggioranza. Tutti ben sanno, però, che l'opposizione, proprio in questa legislatura, è molto meno ostruzionistica del passato ... tanto che il PD, che costituisce la quasi totalità dell'opposizione parlamentare, viene accusato di fare opposizione "poco dura". Di fatti, l'ostruzionismo c'è stato solo in occasione di provvedimenti come Lodo Alfano e Salva-Rete4 (e ci mancava pure!). Dunque il ricorso ingiustificato a decreti e fiducie è soprattutto dovuto alle difficoltà della maggioranza e alla strafottenza nei confronti dell'opposizione e del Parlamento.

Il classico esempio è la giornata di oggi, ben descritta dall'On. Andrea Sarubbi (PD) sul suo blog (che aggiorna quotidianamente e non solo con interviste e dichiarazioni, come fanno gli altri parlamentari). Il Governo ha infatti posto la fiducia sul cosiddetto "decreto-anticrisi". Con grandissimo stupore di tutti, dato che l'opposizione aveva presentato solo 20 emendamenti, contro i 63 della maggioranza. La totale infondatezza del ricorso alla fiducia ha fatto incavolare anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che pure è uno dei maggiori leader della maggioranza: "In tanti anni ho avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il Governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia. È la prima volta che ascolto il rappresentante del Governo porre la questione di fiducia in onore del lavoro della Commissione ed è la prima volta che sento dire che la questione di fiducia viene posta in omaggio alla centralità del Parlamento (...) La centralità del Parlamento e la sua funzione nel processo legislativo non si possono liquidare con un omaggio alla Commissione, salvo poi porre la questione di fiducia, impedendo di fatto ai deputati di pronunciarsi in Aula". Gli applausi sono venuti solo dai gruppi dell'opposizione, mentre il centrodestra è rimasto evidentemente risentito dalle parole di un loro leader. La reazione di Berlusconi? "Abbiamo giudicato che la fiducia sul dl anticrisi fosse indispensabile". Ma Fini replica subito: "La fiducia era certamente indispensabile, ma per problemi politici connessi al dibattito interno alla maggioranza".

Santa verità. Finalmente qualcuno della maggioranza che non è ipocrita, e mette in evidenza le forti divisioni interne (sulla questione Malpensa, con i malumori di Moratti-Formigoni-Lega; sulla questione tagli-al-Sud, per la quale l'MPA forse non voterà la fiducia; sulla questione giustizia-federalismo, tra la Lega e Berlusconi; sulla questione immigrati, con Maroni che vuole la tassa sugli immigrati e il Governo no) ad una maggioranza che, pur avendo maggioranze molto, ma molto più ampie, e meno partiti al suo interno, non è poi così distante dal grado di rissosità del Governo Prodi. Certamente ha la stessa tendenza al ricorso alla fiducia.

P.S. Per la cronaca: il decreto anti-crisi, già esiguo (6.3 miliardi), è stato ridotto a 5 miliardi. Sarebbe meglio chiamarlo placebo anti-crisi, a sto punto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

A chi andrà il Tapirone del 2007? Prodi o Berlusconi?
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2007


     

Purtroppo, la sfida sulla Finanziaria non si è conclusa. Mancavano solo 4 articoli da votare, ma l'attesa "resa dei conti" di mercoledì 14, tanto vagheggiata da Berlusconi, non ha avuto luogo. Infatti, il centrodestra ha scatenato un violento ostruzionismo, grazie al quale in 8 ore di seduta sono stati approvati solo due articoli (91 e 92). Mancano due articoli, quindi per domani il cammino della Finanziaria dovrebbe terminare. Dovrebbe: mai porre limiti all'ostruzionismo.

Certo oggi si è assistito ad uno spettacolo indecente. Per cosa poi? Per salvare Berlusconi dalla figuraccia del fallimento della spallata, costringendo il governo a porre la fiducia che aveva promesso di non mettere? Se è così, Prodi ha dichiarato che non ci sarà fiducia. Oppure la CdL cerca di guadagnare tempo, sperando di convincere qualche senatore? In ogni caso, il centrodestra ha dimostrato incoerenza. Non sono lontani i tempi in cui l'allora governo di centrodestra criticava il centrosinistra proprio su questo punto. Poi, una volta all'opposizione, fanno lo stesso.

Certo è che comunque dopodomani uno fra Prodi e Berlusconi dovrà andare a casa, alquanto "attapirato". A chi andrà il Tapiro d'oro? A Prodi, che illuso di avere una maggioranza mai così compatta, si vedrà tradito da qualche senatore, o a Berlusconi, che dei 14 senatori pronti a passare all'opposizione, non ne vedrà nemmeno uno? Ai senatori l'ardua sentenza.
Sfoglia novembre        gennaio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca