.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Memoria
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2010


                                             

Ogni anno in occasione della Giornata della Memoria pubblico la prefazione a "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Probabilmente perchè è probabilmente il libro che più mi ha scosso nella mia vita, probabilmente perchè in quelle poche righe è sunta tutta la tragedia umana dell'Olocausto, con lo scientifico tentativo di dis-umanizzazione di un intero popolo, ben più grave dell'omicidio di massa in sè. In ogni caso, una lettura che consiglio a tutti.

"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi"
.

Non bisogna dimenticare, perchè la storia può ripetersi. Magari non nelle stesse forme, ma nello stesso senso sì, purtroppo.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Hiroshima e Nagasaki
post pubblicato in Diario, il 9 agosto 2009


                                          

Ovunque si parli di fine del mondo si finisce sempre per parlare di "olocausto nucleare". E non è certo un caso, dato che tra gli scenari "apocalittici" è certamente quello più probabile, almeno nel breve termine. Una guerra atomica, finora fermata solo dal timore di una reciproca distruzione, o un attacco terrorista nucleare, finora fermato solo dagli attuali limiti stessi della rete terroristica globale, potrebbero davvero scatenare una spirale di auto-distruzione senza fine. D'altronde, l'arsenale atomico mondiale è sufficiente per estinguere al vita su questo pianeta ed altri, ove ve ne fosse. E l'avvento di una rete terroristica più potente di quelle attuali, capace di impadronirsi dell'atomica, oppure di un governante instabile capace di compiere la follia atomica, non sono eventi da ritenere così improbabili.

Ecco perchè, almeno in questo periodo, occorre ricordare quei giorni d'Agosto, il 6 ed il 9 Agosto 1945, nei quali una insana decisione portò la morte e la devastazionein Hiroshima e Nagasaki, ed il terrore in tutto il mondo (e pensare che quelle atomiche erano molto meno potenti di quelle attuali). Quelle stragi ci ricordano cosa può combinare, in uno qualsiasi dei secondi che abbiamo davanti, la follia umana. E quindi di quanto sia importante che i potenti illuminati del mondo cerchino di compiere ogni sforzo per giungere al disarmo nucleare più completo possibile.

Per farlo, però, occorre intelligenza. Non serve fare la voce grossa con l'Iran e la Corea del Nord, se poi si è i primi a possedere arsenali atomici potentissimi. Non si è credibili, e si da un motivo a quei Paesi per dotarsi essi stessi dell'atomica. D'altronde, perchè loro no e Pakistan, India e Israele sì? Dunque, occorre dare il buon esempio e continuare a ridurre gli arsenali atomici (e l'accordo Usa-Russia di qualche giorno fa è un ottimo passo avanti), ma soprattutto occorre cominciare a ripensare l'intero sistema, indirizzandolo verso una gestione globale dell'arma nucleare. L'atomica, infatti, sarebbe meglio che non fosse mai esistita, ma ora che esiste, ed è alquanto improbabile che i potenti del mondo le facciano scomparire tutte e con esse anche la loro tecnologia, deve essere garantita la sua esistenza, per due motivi: di difesa preventiva contro altre atomiche, e per utilizzi non militari (tipo distruzioni di asteroidi, ed altre amenità fantascientiche che però potrebbero diventare reali). L'obiettivo ideale deve dunque essere questo: zero atomiche in mano ai singoli Paesi, ma un discreto arsenale (il minimo indispensabile) in mano ad un organismo internazionale. Così da conciliare gli interessi globali con le esigenze di difesa dei singoli Paesi.

E' una strada lunga e difficile, mi sa, ma è quella che andrebbe percorsa. E se magari si cominciasse dall'Unione Europea, con Francia e Gran Bretagna che demandano la gestione delle loro atomiche alla UE, non sarebbe male.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Giorno della Memoria. Dell'Olocausto, e non solo.
post pubblicato in Diario, il 27 gennaio 2008


                      

Oggi è il 27 Dicembre, ovvero il "Giorno della Memoria"
. Ovvero il giorno in cui in tutto il mondo si ricorda la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che si sono opposti al progetto di sterminio ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Un giornata davvero importante, perchè con il passare del tempo certe tragedie sbiadiscono ancora di più. Perchè, ancora più dello stesso sterminio, è una tragedia aver costretto milioni di persone ad annullarsi come uomini. Perchè, come disse Primo Levi, "se speri nella morte del tuo simile per rubargli un pezzo di pane, allora non sei un uomo" (non è una citazione esatta, ma più o meno la frase è così). Dunque, "comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario" (sempre Primo Levi): perchè proprio perchè non riusciamo a comprendere le ragioni di una simile nefandezza, dobbiamo ricordare per evitare di commettere di nuovo gli stessi errori.

Perchè sbaglia chi pensa che quelle dei lager o delle foibe siano pagine chiuse. Dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, simili errori si sono ancora fatti. Gli eccidi di Pol-Pot in Vietnam, il genocidio armeno, la pulizia etnica in Ruanda. Ma anche realtà più vicine a noi, sia temporalmente che fisicamente, come i programmi di pulizia etnica nell'ex-Jugoslavia.

Mai più. Mai più. Mai più.


"Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi."

(Primo Levi, Se questo è un uomo)

Sfoglia dicembre        febbraio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca