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il blog di Francesco Zanfardino
La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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L'indulgenza
post pubblicato in Diario, il 2 ottobre 2010


                                                

Secondo l'arcivescovo Rino Fisichella, già presidente della Pontificia Accademia per la Vita e ora presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, la bestemmia pronunciata da Berlusconi ("porco D..") non va strumentalizzata dalla politica, ma "contestualizzata". Che il contesto, tra l'altro, sia un'ennesima barzelletta offensiva nei confronti di una persona (Rosy Bindi), evidentemente poco importa al Fisichella, d'altronde già noto per altre affermazioni filo-berlusconiane e persino di una clamorosa quanto inspiegabile posizione assunta qualche mese fa per giustificare l'assunzione della comunione da parte del divorziato Berlusconi al funerale di Raimondo Vianello.

A me sembra paradossale che un così altro prelato della Chiesa possa, senza smentite o precisazioni di alcun tipo, di fatto concedere una "indulgenza" ad un determinato "fedele" su un determinato peccato. Perchè non mi pare che il secondo Comandamento reciti "Non nominare il nome di Dio invano, salvo giuste contestualizzazioni". E mi viene da pensare a quei tanti fedeli che, magari, d'ora in poi in confessionale diranno "Padre, ho bestemmiato ... ma il contesto lo richiedeva!".

Per piacere, siamo seri. E non capisco sinceramente perchè gente di Chiesa come Fisichella debbano ridicolizzarsi a questo punto per difendere un uomo che con lo spirito cristiano non ha nulla a che fare. Certo, è capace di portare di bloccare la distribuzione della pillola abortiva, di impedire l'introduzione del testamento biologico, di imporre il crocefisso nei luoghi pubblici, di salvaguardare l'8 x mille e tutti i privilegi fiscali della Chiesa ... ma alla Chiesa, quella "apostolica", dalla parte dei bisognosi e degli afflitti, dovrebbe interessare altro, no?

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Riciclaggio di Stato
post pubblicato in Diario, il 15 luglio 2009


                                            

Utilizzo l'efficace espressione usata da Di Pietro sul suo blog per descrivere quello che è effettivamente un provvedimento con il quale lo Stato si sostituisce alla Mafia: ovvero "ripulire" dall'illegalità patrimoni miliardari frutti dell'evasione fiscale (e spesso proprio di provenienza mafiosa), di loschi figuri che hanno ben pensato di trasferire i propri patrimoni nei paradisi fiscali per evadere le tasse italiane. E' il cosiddetto "scudo fiscale", ovvero l'ennesimo condono perpretato dalla mente di Tremonti e soci.

Il bello è che tale elogio dell'impunità arriva dopo che il Governo, alla luce delle indiscrezioni dei giorni scorsi, aveva fermamente negato tale possibilità ("voci destituite di ogni fondamento"). Il bello è che arriva a pochi giorni da quel G8 in cui l'Italia avrebbe posto la questione delle "regole per l'economia che non possono prescindere dai valori e dall'etica". Il bello è che arriva a poco più di un anno dalla promessa elettorale che Tremonti fece in materia: "I condoni sono una cosa del passato. Ora non ci sono più le condizioni per farli". Il bello è che Tremonti prova a giustificarsi dicendo che l'importante è svuotare i paradisi fiscali (ammettendo quindi la natura del provvedimento), ma facendo finta di ignorare che niente vieterà ai malfattori di riempirli di nuovo, con nuovi soldi (anzi, visto che non è la prima volta che ricevono l'impunità, sono pure incentivati, tanto non vanno mai in galera). Il bello è che Tremonti tirando in ballo presunte intenzioni simili di Obama, quando semmai gli unici casi esistenti sono di alcuni paesi della Germania che hanno sì fatto scudi fiscali in passato (nessuno adesso, nonostante la crisi), ma con tassazioni del 25% da pagare per il rientro (e non le briciole imposte da Tremonti, ovvero il 5%). Il bello è che ad un giornalista americano che osa rimarcare queste contraddizioni (evidentemente l'americano non sa che in Italia non si fanno queste domande), Tremonti risponde con un'offesa che in qualsiasi Paese del mondo costringerebbe alle dimissioni immediate, mentre in Italia stenterà a provocare delle scuse o a finire nei Tg della sera.

Il brutto è che l'Italia sembra assuefatta a questo stato di cose. E' l'ora di finirla.

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