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il blog di Francesco Zanfardino
Complottismi
post pubblicato in Diario, il 2 agosto 2009


                                         

Le polemiche odierne relative alle commemorazione delle vittime della "strage di Bologna" di 29 anni fa devono far riflettere. E da ogni punto di vista.

Puntualmente, ad ogni commemorazione di una strage terroristica degli anni Settanta, si ripete sempre lo stesso scenario: se la strage è "rossa", estremisti (e non solo) di sinistra ne mettono in dubbio l'attribuzione politica, vagheggiando più o meno fondati "complotti" o "strategie occulte" (in primis la cosiddetta "strategia della tensione"), mentre estremisti (e non solo) di destra contestano, magari anche con fischi, le personalità di sinistra che commemorano la strage. E viceversa. Magari con toni diversi, con ragioni diverse, ma è sempre così.

Come è successo oggi. Gli ambienti di destra estrema faticano a commemorare la strage, mentre persino politici del centrodestra (persino l'ex radicale Capezzone, oggi portavoce PDL), chiedono di rivedere il "dogma" dell'attribuzione "fascista" della strage. E, d'altronde, l'ex sindaco di centrodestra di Bologna, Guazzaloca, abolì la dicitura "fascista" dal suo discorso di commemorazione per tutto il suo mandato. Mentre la platea della commemorazione, ovviamente a prevalenza "rossa" (d'altronde, si è a Bologna), fischia i rappresentanti del Governo venuti a commemorare con loro. Rappresentanti che magari non hanno mai messo in dubbio (almeno in pubblico) l'attribuzione fascista della strage (perlomeno da quanto ne so io, da ben poco informato: se non fosse così, allora hanno fatto bene, anzi benissimo a fischiarlo).

Il problema è questo: finchè non ci sono non dico verità ufficiali, ma sufficienti argomenti per mettere in dubbio l'attribuzione politica di alcunchè, perlomeno gli uomini delle istituzioni non dovrebbero farlo. Posso ancora ancora comprendere (e non condividere) gli altri: ma, cavolo, perlomeno un po' di coerenza. Non si può fischiare chi contesta di denominare "nera" una strage, e poi contestare a propria volta che una strage venga definita "rossa". E viceversa.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Mediaset ieri, oggi, domani
post pubblicato in Diario, il 18 giugno 2009




Oggi posto di fretta, dunque un bel video post, sull'uso politico di Mediaset.

Il primo dei due video allegati è un bel collage di YouDem di spezzoni di trasmissioni Mediaset, di tutti i tipi, all'epoca della campagna elettorale del '94. Ogni descrizione sarebbe insufficiente, comunque sono tutta una serie di sfacciate dichiarazioni di voto per Berlusconi, e osannamento delle sue capacità impenditoriali e di uomo che "mantiene sempre le promesse". Sfiorando e, anzi, sfondando il limite del ridicolo. Ma, d'altronde, all'epoca non c'era la legge sulla par condicio.
 
Il secondo è un video tratto da un fuori onda di Studio Aperto dello scorso Maggio, nel giorno dell'uscita delle motivazioni della sentenza Mills che, di fatto, riteneva Berlusconi un corruttore (anche se non poteva condannarlo per via del Lodo Alfano). Ebbene, non solo lo pseudo-tg di Italia Uno non mise la notizia fra i titoli di testa, non solo non parlò apertamente del contenuto delle motivazioni della sentenza, ma l'inviato incaricato del dare la notizia ebbe l'ardire di dire: "Nel giorno in cui escono le motivazioni del processo Mills, in cui Berlusconi fu assolto (...)". Assolto, capite, mentre la posizione di Berlusconi è stata invece stralciata e rinviata per via di una legge ad personam (il Lodo Alfano) che lo mette al di sopra della legge! Il video del servizio fece molto scalpore su Internet (e solo lì, visto che le Tv non parlano di queste cose ... un po' come in Iran, però qua nessuno s'indigna). Tuttavia, si poteva sempre dire che l'inviato si era confuso. Ebbene, il video che vi ho allegato, che mostra l'inviato ripetere ciò che doveva dire poi in diretta, dimostra come l'inviato ripeta più volte "in cui Berlusconi fu assolto" (dunque non era una confusione momentanea), e che nessuno di Studio Aperto lo ha corretto. Il bello è che invece gli hanno detto di correggere tutt'altro, ma non quella frase! Due sono le cose: o a Studio Aperto sono molto impreparati, o sono molto "addestrati". A voi la scelta. In ogni caso, non sono degni di chiamarsi giornalisti.

E quella di Studio Aperto è solo una cosuccia, di fronte alle immondità che si sentono e vedono nei Tg e nei programmi Mediaset (e non solo) tutti i giorni. Io, però, preferisco una Mediaset stile '94: all'epoca, almeno, ti facevano vedere chiaramente che erano schierati e, anche se era sbagliato, perlomeno mettevano il cittadino in possibilità di mettersi in guardia. Ora, invece, fanno di peggio, ma in maniera subdola, facendoti credere che sono obiettivi. Viva il Bongiorno che esaltava il Berlusconi che non aveva licenziato mai nessuno (e per ringraziamento ora è stato trombato), viva la Ambra Angiolini giovane ed incosciente che ancora doveva rinsavire e diventare anti-berlusconiana. Ormai in Mediaset hanno perso anche la trasparenza.

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