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il blog di Francesco Zanfardino
Il parlamercato e il mandato del "ppopolo"
post pubblicato in Diario, il 14 settembre 2010


                                           

A quanto pare, il gruppo dei deputati "salva-Berlusconi" (ora abbiamo anche il gruppo parlamentare "ad personam"!) sta miseramente naufragando, com'era prevedibile. E forse è persino un bene per Berlusconi, perchè pensare di governare bene dovendo di volta in volta trattare con grupetti di due-tre parlamentari sarebbe stata una mossa suicida, o quantomeno estremamente logorante (e quindi, alla lunga, avrebbe fortemente favorito le opposizioni). Qualcuno potrebbe replicare dicendo che a Berlusconi non interessa governare bene, ma unicamente salvarsi il culo, ed in effetti non avrebbe tutti i torti.

Comunque, questo indegno mercato delle vacche, un "parlamercato" insomma, mi ha fatto ripensare a tutta la retorica utilizzata da Berlusconi e dai suoi lacchè per attaccare i finiani: in particolare, al fatto che bisognasse "rispettare il mandato popolare", che "i finiani sono stati eletti nel simbolo del PDL, dove c'era scritto Berlusconi presidente", "che se i finiani sfiduciassero Berlusconi sarebbero dei traditori del popolo", eccetera eccetera. Poi gli stessi non dicono un'acca quando Berlusconi incarica Nucara di trovare nuovi adepti per la maggioranza: non sarebbero forse i deputati "siciliani" dell'UDC, i sudtirolesi dell'SVP o i transfughi del PD dei traditori del "mandato popolare"? O la volontà popolare è proprietà di Berlusconi?

E poi, diciamocela tutta: ma di quale mandato popolare stiamo parlando, se il "ppopolo" non ha nemmeno il diritto di sceglierseli, 'sti parlamentari?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il soccorso ai partini
post pubblicato in Diario, il 9 marzo 2008


                            

Non c'è limite all'indecenza
. Prima si è stabilito che i partiti appoggiati da almeno due parlamentari non dovevano raccogliere le firme. E così movimentini come l'Unione Democratica dei Consumatori, dei senatori Bordon e Manzione (ex Ulivo), SInistra Critica del senatore Turigliatto e dell'onorevole Cannavò (ex Rifondazione) sono potuti sopravvivere.
Ora, si cerca di aggirare anche questo misero "paletto", per salvaguardare liste e listine che non hanno rappresentanti in Parlamento.

E' notizia di oggi, infatti, che la lista di Ferrara ("Aborto?No grazie") e il Partito Liberale Italiano non hanno dovuto raccogliere le firme. Il perchè? Semplice: la lista di Ferrara è stata appoggiata dai senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi (Forza Italia), quella del PLI dai deputati Nucara e La Malfa (Partito Repubblicano Italiano). I primi non sono stati ricandidati dal PdL di Berlusconi, e quindi hanno deciso di appoggiare Ferrara. E sta bene. Ma i secondi, i due leader del PRI, confluito nel Popolo delle Libertà, hanno appoggiato il PLI pur essendo candidati nel PDL.

E' normale che un partitino possa scampare al pericolo della "raccolta firme" grazie al soccorso di parlamentari candidati da altri partiti?

Bah. Spero vivamente che nella prossima legge elettorale ci siano criteri più restrittivi per porre limite al proliferare di liste e listine, e soprattutto per impedire loro di accedere ai rimborsi elettorali. Che spesso arrivano anche a loro.
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