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il blog di Francesco Zanfardino
Annozero
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2009


                                                  

Quando il protagonista è Michele Santoro, le polemiche sono immancabili. Qualcuno addirittura pensa che le monti apposta per dare visibilità ai suoi programmi. Se fosse vero, non sarebbe il primo ... ma le polemiche che ha portato avanti in queste ultime settimane sono sacrosante.

Si può sostenere quel che si vuole, infatti, ma non si possono negare i fatti: AnnoZero parte domani e non c'è stato nemmeno uno spot che ne annunciasse l'inizio. AnnoZero parte domani e le troupe sono state messe a disposizione l'altroieri. AnnoZero parte domani e il contratto di Marco Travaglio deve ancora arrivare (mentre altri contratti sono arrivati solo qualche giorno fa). E questo nonostante AnnoZero sia una delle punte di diamante di RaiDuecon il suo share medio del 18% (il giovedì, quando va in onda, è infatti l'unico giorno nel quale RaiDue nel prime time va ben oltre il 10%), e che sia una trasmissione che si ripaga da sola, proprio grazie alla pubblicità ottenuta con i grandi ascolti.

Invece, tutti i dirigenti della RAI sembrano fare a gara a chi dimostra più insofferenza nei confronti della loro gallina dalle uova d'oro. D'altronde, il neo-direttore di RaiDue Liofredi, di fresca nomina berlusconiana, lo ha detto chiaramente nella conferenza stampa di presentazione (fatta due giorni prima dell'inizio del programma!): "Di AnnoZero ne farei a meno. Preferirei un bel confronto politico". Sono le nuove regole del mercato: non contano gli ascolti, conta ciò che vuole il Padrone. Che, guarda caso, è anche proprietario della concorrenza. Auguri.

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Senza tutela
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2009


                                        

Apprendo da questo articolo di Aldo Grasso per il Corriere di ieri che il nuovo direttore generale della Rai, Mauro Masi, imposto, ricordiamolo, da Berlusconi in persona (in enorme conflitto d'interessi), abbia deciso di togliere la tutela legale ai giornalisti di Report.

E' una notizia scandalosa, passata purtroppo ancora più sotto silenzio della censura dello spot di Videocracy, e gravissima: la trasmissione di di RaiTre è probabilmente la migliore del servizio pubblico, o comunque una delle poche davvero degne di definirsi tale. E una delle pochissime che fa vera informazione, quella basata su documenti, prove e ricerche sul campo, senza far sconti a nessuno: per questo fa paura, e non solo dalle parti di Berlusconi. E per questo, anche se i giornalisti di Report hanno sempre vinto tutte le cause e le querele intentate contro di loro (il che dimostra la qualità del loro giornalismo), quegli ambienti, attraverso il dg Masi, hanno voluto dare un segnale ben preciso: forse per ora è meglio non censurarvi direttamente, ma state "attenti", o vi ritroverete a fronteggiare da soli maree di querele (infondate).

Chissà dove andrà a finire questa faccenda. Intanto, mi consolo con PresaDiretta, altra ottima trasmissione di giornalismo d'inchiesta condotta da Riccardo Iacona e che da stasera e per le prossime quattro domeniche andrà in onda su RaiTre. Dopo dovrebbe iniziare Report. Almeno si spera.

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LottizzeRai
post pubblicato in Diario, il 19 aprile 2009


                                               

Ieri hanno fatto tanto scandalo le indiscrezioni di stampa sul vertice a casa Berlusconi sulle "nomine Rai". Su due nomi "non ci piove", come detto da un partecipante al vertice, ovvero il passaggio di Mauro Mazza dal Tg2 alla direzione di RaiUno, e il gran ritorno al Tg1 di Clemente Mimun, attualmente direttore del Tg5 (e, inutile da dire, fido del Cavaliere, assieme a Mazza). Poi vari nomi dall'incerta collocazione: al Tg5 in pole position c'è Maurizio Belpietro, fidatissimo direttore berlusconiano del berlusconiano Panorama, che però è anche in corsa per il Tg2, insieme ai più moderati ma comunque vicini al premier Orfeo (direttore Il Mattino), Napoletano (direttore Il Messagero) ed anche l'altro berlusconianissimo Minzolini (editorialista La Stampa), quest'ultimo in corsa anche per sostituire Belpietro a Panorama. Persino le croniste di Tg1 e Tg2 al seguito del premier, la Petruni e la Colucci, trovano posto in questo scacchiere, come probabili direttore e vice direttore di RaiDue (e comunque diventerebbero vicedirettori dei rispettivi Tg). Ed altre nomine simili, tutte caratterizzate dalle "inclinazioni" (lascio a voi l'interpretazione del termine...) verso Sua Emittenza, Berlusconi. Che, da proprietario dell'altro membro del duopolio televisivo, Mediaset, sceglie a casa sua chi deve comandare nelle reti avversarie.

Nemmeno tanto indiscrezioni, visto che, nonostante "a caldo" l'onnipresente Bocchino smentiva dichiarando "ma quale Rai, abbiamo parlato di Abruzzo", oggi Berlusconi stesso ha confermato, sostenendo che la riunione si è fatta a Palazzo Grazioli "per risparmiare". Anche se ha detto che i nomi circolati sono inesatti, e che ha in mente una "sorpresa". Già, magari oltre a Belpietro a completare il quadretto ci troveremo Feltri, Ferrara e Mario Giordano.

Sinceramente però non capisco perchè ci si stupisca: siamo pur sempre nel Paese dove la RAI nei secoli immemori è stata sempre totalmente gestita dalla politica e dalle sue spartizioni; siamo pur sempre nel Paese dove si ritiene un "finto scandalo" che un Premier agisca sui direttori dei Tg della RAI per controllare il consenso, o che telefoni il direttore generale per segnalare attricette in cerca di carriera; siamo pur sempre nel Paese dove il conflitto d'interessi è considerato un'invenzione dei maligni; siamo pur sempre nel Paese dove il giornalismo indipendente è una nettissima minoranza, e dove perfino nelle trasmissioni della domenica si ha paura a nominare il nome di Sua Emittenza invano (assolutamente da vedere il video che vi ho allegato, riferito alla puntata di Domenica In di Pasqua, e l'irriverente articolo che Gramellini della Stampa ha scritto sul fatto). Ci si finisca di stupire, e chi di dovere, giornalismo indipendente e partiti meno coinvolti, comincino a battagliare sul serio per la libera e buona informazione. E per un vero servizio pubblico.

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RAI: "piazza pulita" sì, ma di partiti
post pubblicato in Diario, il 13 febbraio 2009


 

Un nuovo "editto bulgaro". Almeno stando alle parole di Maurizio Gasparri, noto più per le sue esternazioni al limite della decenza e per una legge sulle telecomunicazioni ben oltre questo limite, che per la sua linea politica (ha delle idee politiche???). Il presidente dei senatori del PDL, infatti, ha dichiarato: "Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano".

Insomma, parole che ricalcano molto quelle pronunciate da Fini nel 2001 ("Quando saremo noi al Governo in Rai faremo piazza pulita"), applicate poi da Berlusconi pochi mesi dopo con il famoso "editto bulgaro", con il quale Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi furano cacciati dalla RAI solo per aver parlato nei loro programmi del libro "L'odore dei soldi" di Marco Travaglio, nel quale veniva fatta luce documentata, tra le altre cose, sui rapporti tra Berlusconi e la Mafia. Da notare che poi Biagi, Santoro, Luttazzi e Travaglio hanno poi vinto tutte le battaglie giudiziarie (per quanto riguarda Travaglio, perchè non c'era diffamazione: non erano cose inventate!) costringendo RAI e Berlusconi a risarcirli (infatti, se Annozero va in onda e in prima serata è perchè la RAI è obbligata da una sentenza, non perchè lo fa per piacere).

Insomma: eliminare tutte le voci fuori dal coro. Questo è il credo di questo Governo "liberale", e soprattutto del suo Leader "liberale" che non sopporta chiunque si differenzi dai restanti pseudo-giornalisti accomodanti ed adulanti, senza indipendenza intellettuale ma piegati a 90° dinanzi al potere del Premier ... sono arrivati perfino a cacciare, prima dal Tg5 e poi da Mediaset in toto, Enrico Mentana ... "noto" stalinista ed anti-berlusconiano, vero? E soprattutto non sopporta che questo avvenga in TV, dato che è perfettamente consapevole, avendo sfruttato appieno tale principio per diventare quello che è, che "tutto ciò che non è in TV, non esiste".

Io invece voglio un'altra "piazza pulita" in Rai. Voglio una Rai libera dai partiti, amministrata da persone competenti e non da politici messi lì dai partiti per controllare la loro quota televisiva; gestita da un amministratore delegato indipendente e non da un Presidente scelto dal Premier; con un consiglio d'amministrazione formato da esponenti della società civile, dalle migliori menti del giornalismo e del sistema televisivo; con il rispetto del pluralismo e dell'obiettività dell'informazione; con un senso spiccato del "servizio pubblico", e con un offerta di qualità. Qualcuno ha già lanciato questa sfida, si è già fatto avanti con le proprie proposte: sta a Berlusconi accettare. Ma tanto si sa già come andrà a finire: mettere sempre di più le mani sull'azienda concorrente, e sul 90% del mercato televisivo dell'informazione, è un interesse molto più grande.

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