.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Il fanatismo e l'intolleranza
post pubblicato in Diario, il 30 novembre 2008


                                                    

In questi giorni siamo rimasti tutti sconcertati dinanzi alle immagini della tragedia in India, dove quasi 200 persone sono morte a causa della follia di qualche gruppo di fanatici organizzati. Simili tragedie ci fanno infatti chiedere come sia possibile che tanta crudeltà, tanta violenza, tanta follia possa insinuarsi nell'animo umano, tanto da portare a gesti di tale estremità e tale odio verso "l'altro".

Tuttavia, trovo altrettanto irragionevoli le reazioni alla tragedia. Nonostante il progresso della civiltà, nonostante avvenimenti come la vittoria di Obama, infatti, ancora in molti di fronte a queste tragedie rispolverano vecchie e stupide paure: torna l'equazione Islam=terrorismo, torna la paura dell'altro. Vengono rivalutate le "guerre al terrorismo", nonostante che non abbiano portato alla fine del terrore, viene addirittura visto un "cambiamento di strategia" nelle politiche estere di Obama (da quali cose, poi, non si capisce ...). Ma la violenza non ha nè colore nè religione: magari possono cambiare le forme, ma i morti sono tutti uguali, e putroppo simili eccidi sono stati, sono e saranno fatti da tutti, indù, cristiani, musulmani, ecc. ecc. in una logica perversa in cui fanatismo e interessi economici sono spesso intrecciati. Senza considerare che all'intolleranza non si può certo rispondere con l'intolleranza, a meno di non voler essere incoerenti.

Forse, però, se i media fossero più cosmopoliti e meno a caccia di sensazionalismo, simili rigurgiti di intolleranza non ci sarebbero: ne è una dimostrazione il caso degli scontri fra cattolici e musulmani in Nigeria, 400 morti, avvenuti contemporaneamente ai tragici fatti indiani ma di cui nessuno ha parlato, o quasi.

P.S. Intanto, però, una buona notizia che mi ha scaldato il cuore. Ieri i pescatori di Mazara del Vallo hanno sfidato il mare in tempesta per salvare 650 clandestini in difficoltà. Complimenti vivissimi a questi "angeli del mare", come sono stati soprannominati, che dimostrano come non tutti si lascino dominare da questo pensiero unico di intolleranza che, tra l'altro, sta aggravando e non risolvendo il problema degli sbarchi di clandestini (che sono raddoppiati).

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Eppure tutti dovremmo avere un cuore, da qualche parte
post pubblicato in Diario, il 9 novembre 2008


                                                   

Oggi avrei voluto parlare della grave esternazione di Cossiga sui "consigli" alle forze dell'ordine per "tenere a bada" gli studenti ("servirebbe un morto, per poi intervenire massicciamente e pesantemente"), che mi fa venire sempre più dubbi sul fatto che sia consapevole di ciò che dica, ma poi ho letto quest'altra notizia che mi ha talmente sconvolto che non posso fare a meno di parlarne.

Ovvero che in Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini", ovvero una clinica dove una ventina di donne erano ripetutamente violentate e forzate alla gravidanza, e i cui figli venivano poi venduti al traffico internazionale di bambini per 2-3mila euro. Come se non fosse già abbastanza, questa pratica, sconosciuta fino al 2006, è già molto diffusa in Nigeria: secondo l'Unicef, almeno 10 bambini al giorno vengono venduti in Nigeria per sfruttarli come schiavi da manodopera o da prostituzione.

Insomma, l'ennesima dimostrazione che davvero non c'è limite alla bassezza umana. Evidentemente non bastano un cuore ed un cervello per preservare certi esseri umani (?) dal commettere simili crudeltà e fare miseri profitti sui corpi di donne e bambini.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia ottobre        dicembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca