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il blog di Francesco Zanfardino
La "pacificazione"
post pubblicato in Diario, il 6 maggio 2008


                           

Qualche giorno fa, nel suo discorso per l'elezione a Presidente della Camera, Gianfranco Fini affermò che "nonostante siano pochi e isolati coloro che ancora alzano steccati di odio, bisogna continuare a impegnarsi verso una pacificazione nazionale". Questa bella frase, inserita in un altrettanto condivisibile discorso, ha ricevuto i complimenti e gli auspici di tutti (tranne qualche eccezione dei "soliti noti", suoi alleati di governo, sull'importanza del Tricolore).

Ebbene, lo spirito di "pacificazione" di Fini sembra essere durata pochissimo. E' successo che ieri, nel salotto di Porta a Porta, Fini ha commentato così i fatti di Verona (cinque giovani estremisti di destra hanno massacrato il loro coetaneo Nicola Tommasoli, reo di non aver loro reso una sigaretta, deceduto nel primo pomeriggio di ieri): "Verona? Sono più gravi i fatti di Torino". Di fronte alle ovvie polemiche (strumentali quelle della sinistra radicale), Fini ha cercato di chiarire (fallendo): "I naziskin di Verona sono dei pazzi criminali assassini, ma la violenza che c'è in alcune frange della società nei confronti dello Stato di Israele è una violenza di tipo politico-ideologico, non perchè i naziskin non avessero una distorta ideologia nazista nella testa, ma i due fenomeni non sono paragonabili fra loro". Il riferimento a Torino è sull'episodio di quel gruppo dei centri sociali che, durante le manifestazioni del Primo Maggio, hanno bruciato le bandiere israeliane (l'ho descritto in uno dei post recenti).

Ora, le opinioni sono opinioni. Ma vi sembra normale che una carica istituzionale come il Presidente della Camera definisca più grave una "violenza di tipo politico-ideologico" che, seppur gravissimo segno di irrispettosità e di inciviltà, non ha certo causato la morte di qualcuno, a differenza di una violenza fisica e mortale? Soprattutto, quando questa violenza è causata comunque da una ideologia, in questo caso una "distorta ideologia nazista"?
Non so voi, ma da una carica istituzionale mi aspetterei che non si preferisca la morte di un ragazzo alla "morte" di una bandiera. Non doveva essere Lei, caro Fini, colui che si impegnava per la "pacificazione", per eliminare anche quei "pochi e isolati" che ancora alzano steccati di odio?

P.S. Sulla vicenda aggiungo anche un'altra considerazione: il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi ha invitato la sinistra radicale a non strumentalizzare l'accaduto. "Verona non è una città fascista nè neofascista". "Non si possono confondere questi episodi con la nostra giunta". Sarà, ma forse inserire alle elezioni comunali nel proprio listino personale persone come Andrea Miglioranzi, esponente del Veneto Fronte Skinheads (lo stesso dei cinque aggressori), e li si rende anche capigruppo in consiglio comunale, forse forse una qualche legittimazione la sentono questi imbecilli. Forse forse, quando il capo del partito di Tosi inneggia all'uso dei fucili, anche qui si potrebbe sentire qualche legittimazione all'uso della violenza.

Ed inoltre basta ipocrisie. Tosi è l'ultimo a poter dire "basta strumentalizzazioni": le dichiarazioni, sue e dei suoi colleghi di partito e alleati, sulla totalità dei romeni e degli extracomunitari, non sono forse strumentalizzazioni?

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