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il blog di Francesco Zanfardino
Giustizia
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2009


                                         

150 anni di carcere per una maxi-truffa da 46 miliardi di euro. Un processo durato appena 7 mesi. Migliaia di vittime finalmente pronte ad un risarcimento.

E, tranquilli, ovviamente non siamo in Italia.

P.S. Niente "follie", almeno per ora.

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Per salvare le banche sfrattano le famiglie
post pubblicato in Diario, il 3 febbraio 2009


                                                              

Una notizia che ha dell'incredibile. E che stupisce che a doverla rivelare sia il Codacons, e non una qualsiasi delle forze dell'opposizione (anche coloro che si vantano di fare "opposizione dura" ... ma de che!). Nel decreto "anticrisi" (sì, quello da 5 miliardi contro i 30-40 stanziati mediamente dagli altri paesi europei), all'art.32 comma 7, infatti, Tremonti ha inserito una norma che comporta l'abbassamento della soglia minima di morosità del mutuo per lo sfratto da 8.000 a 5.000 euro. Ovvero se una famiglia in difficoltà con il mutuo salta qualche rata ed arriva ad una morosità di 5000 euro, la banca potrà pignoragli la casa. Prima invece bisognava arrivare ad 8.000 euro.

Ci hanno raccontato che salvare le banche non costa nulla, che sono sbagliati i ragionamenti del tipo "salvano le banche, che salvassero prima le famiglie". Bè, sarà, ma questa è palesemente una norma per far recuperare liquidità alle banche sulle spalle delle povere famiglie italiane.

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Quando i tassi scendono
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2008


                                               

Vero che ormai ci siamo abituati. Quando il prezzo della benzina aumenta, schizza subito il prezzo. Quando diminuisce, si va con calma, c'è tempo. E così per luce, gas ... e mutui.

Già. Come infatti denunciano Adusbef e Federconsumatori, i mutuatari italiani pagano uno 0.54% in più sui mutui variabili rispetto alla media europea. Valore che sale allo 1.1% sul credito al consumo. Questo perchè nonostante i tassi sui mutui siano decisamente calati nell'ultimo periodo, i differenziali sui mutui variabili "faticano" a seguirli. E la Confindustria delle banche, l'Abi, cosa dice? "Non è incoerente che in una fase come questa, caratterizzata da rischi elevati per le banche, i differenziali siano rivisti al rialzo".

Come come come? Cioè, siccome sono in crisi, è giustificabile questa palese ingiustizia? E poi ai rischi delle famiglie chi ci pensa? Cosa dovrebbero quelle famiglie italiane che sono con l'acqua alla gola o che hanno perso le case a causa della truffa del tasso variabile, grazie alla quale le banche hanno fatto affari miliardari? O vogliamo parlare della truffa dei derivati, "grazie" alla quale le banche hanno e stanno sottraendo miliardi allo Stato (cioè a noi tutti=?

Ma per favore.

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Intervento statale? Sì, ma a sostegno dei consumatori
post pubblicato in Diario, il 4 ottobre 2008


                                             

Un intervento dello Stato come in USA per fronteggiare la crisi della finanza? Per Emma Marcegaglia è non solo "necessario, ma anche l'unica soluzione". E' quanto ha dichiarato la Presidente di Confindustria alla kermesse dei Giovani Industriali a Capri.

Ora, non sono un espertone di economia. Ma mi fa molto effetto sapere che ad invocare lo statalismo è chi in questi anni non ha fatto altro che lodare il libero mercato. E il fatto poi che si dica che l'intervento dello stato è "necessario", "ma poi dobbiamo tornare al mercato", dovrebbe far venire molti sospetti sulla giustezza di questa richiesta, senza essere per forza degli economisti. Come a dire: "mercato sempre e comunque, ma lo Stato si accolla i danni".

Mi dispiace. Ma non può funzionare così. Lo Stato non può e non deve essere più il salvagente dei finanzieri, e i cittadini, già distrutti dalla crisi, non possono pagare le conseguenze dei fallimenti di chi spesso specula sul rischio. Per carità, non sto invocando il fallimento delle imprese: ma l'intervento dello Stato deve essere limitato, e solo in casi in cui il costo sociale dei fallimenti sia particolarmente rilevante. Negli altri casi, si ascolti il libero mercato fino in fondo, e non solo quando conviene. Ma, comunque, qualora debba esserci un intervento statale, questo deve essere innanzitutto un intervento a favore delle famiglie, dei consumatori. Una politica a sostegno di salari, stipendi e pensioni, per far ripartire i consumi e quindi l'economia. Non il contrario.

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Ecco come il Governo deve trovare le coperture
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2008


                           

Passato il clima di entusiasmo successivo al Cdm di Napoli, dopo i provvedimenti su ICI, mutui e straordinari, sono cominciate ad emergere le parti oscure di questi "sgravi". Innanzitutto i forti dubbi sulla loro efficacia, soprattutto per quanto riguarda la Convenzione ABI-Governo sui mutui (definita dal Sole24Ore una "illusione ottica"), e sulla detassazione degli straordinari (che potrebbe semplicemente provocare uno spostamento della retribuzione dal fisso allo straordinario, oltre che una fermata delle assunzioni), ma anche per l'ICI, perchè potrebbe comportare l'aumento di altre tasse comunali (come sta succedendo a Palermo, dove il sindaco PDL sta raddoppiando l'IRPEF).

Ma soprattutto sta emergendo in che modo il Governo sta finanziando i provvedimenti. Ovvero tagliando qua e là: i fondi per le donne violentate, i fondi per l'integrazione degli stranieri e, sorprendemente, più di un miliardo di euro dai fondi per le infrastutture in Calabria e in Sicilia (la qual cosa diventa ridicola se si pensa che questo Governo vuole fare il Ponte sullo Stretto, che rischia di diventare così una "cattedrale nel deserto"). Di fronte a ciò viene da chiedersi: era necessario? Beh, sicuramente si possono trovare altre strade: come la lotta all'evasione fiscale. Magari proseguendo e migliorando ancora di più i risultati (per vederli cliccare qui) dello scorso Governo, che ha portato nel 2007 ad un aumento del 46% dei ricavati dalla lotta all'evasione rispetto al 2006, ovvero 6.3 miliardi di euro.

Niente male per un Governo che non ha lasciato nessun tesoretto, vero Tremonti?

Mutui: il regalo di Tremonti alle banche, non dalle banche
post pubblicato in Diario, il 25 maggio 2008


                               

La convenienza della Convenzione banche-Governo sulla rinegoziazione dei mutui? "Un puro effetto ottico": parola del Sole24Ore. Il riferimento è all'accordo sbandierato da Giulio Tremonti, Ministro delle Finanze, con l'ABI, ovvero i banchieri italiani. "Tassi più umani", "Rate più leggere", "Ora possibile trasformare il tasso da variabile a fisso", "Si torna ai tassi del 2006": questi i commenti entusiastici di Tremonti e dei media. E dei banchieri, sorridenti e felici per l'accordo, mentre le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: adesso capiremo perchè.

La Convenzione ABI-Governo è piuttosto complicata, comunque si può riassumere così (per maggiori dettagli visionare questo , questo e quest'altro articolo del Sole24Ore): le famiglie che hanno un mutuo con tasso variabile possono rinegoziarlo in un altro mutuo, a tasso fisso e ai livelli del 2006: se, aumentando o non scendendo sufficientemente nel frattempo i tassi, il mutuatario avrà acquisito un "vantaggio" sull'importo finale del mutuo, dovrà restituirlo con gli interessi, allungando la durata del mutuo stesso. In soldoni: la rata mensile sarà più leggera, ma il mutuo durerà di più e il suo costo finale sarà maggiore. Anche di molto.

Qualcuno dirà: vabbè, però alle famiglie con "l'acqua alla gola", potrebbe anche convenire: meglio pagare di meno oggi, anche se pagherò di più e in più tempo. Ma siamo davvero sicuri che sia così "conveniente"?

Sempre il Sole24Ore, infatti, mostra in questa tabella come la presunta "convenienza" della Convenzione sia molto dubbia, soprattutto se raffrontata alla gratuita "portabilità" dei mutui introdotta dall'ex Ministro Bersani. Ovvero la possibilità di trasferire il mutuo da una banca ad un'altra che ti offre condizioni più vantaggiose, senza alcun costo. Ebbene, nell'esempio del Sole24Ore, su un mutuo di 100mila euro a tasso variabile stipulato nel Settembre 2005, con una rata mensile attualmente di 700 euro, nell'ipotesi che i mutui rimangano invariati nel tempo, il mutuatario otterrebbe con la Convenzione un risparmio mensile di 87 euro a fronte di un costo finale maggiorato di circa 11.000 euro. Mentre sfruttando la "portabilità", il mutuatario otterrebbe un risparmio mensile di 10 euro e risparmierebbe anche circa 2.000 euro a fine mutuo, in caso di passaggio ad un mutuo a tasso fisso IngDirect. Poca cosa al mese, certo, ma perlomeno si guadagna e non si perde a fine mutuo. Se invece, sempre sfruttando la "portabilità", il mutuatario osasse ancora rischiare passando ad un tasso variabile, otterrebbe un risparmio mensile di 34 euro e uno a fine mutuo di circa 7.000 euro (ma tutto dipende, in questo caso, dall'andamento dei tassi), sempre con IngDirect.

Insomma: le uniche a guadagnarci davvero con la Convenzione sono le banche. Nessun risparmio invece per i mutuatari: al massimo può "convenire" alle famiglie cui sono davvero fondamentali anche poche decine di euro al mese. Ma siamo davvero convinti che sia meglio ottenere un ovetto oggi, per dover poi pagare una gallina (bella grande) domani?

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