.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Quella maledetta paura di perdere
post pubblicato in Diario, il 17 settembre 2010


                                      

In queste ore tutte le attenzioni della "galassia democratica" sono rivolte al "documento Veltroni" e alle reazioni piuttosto accese che sta scatenando nel PD. Un giorno dirò sicuramente anch'io la mia, magari quando la gazzarra si sarà spenta, Veltroni & co magari avranno compiuto ulteriori passi, e quindi tutto potrà essere più comprensibile.

La faccenda sta però oscurando qualcosa che invece dovrebbe interessare, e molto, il popolo democratico. Ieri il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, alla Festa Democratica di Palermo ha annunciato che la sua nuova giunta, la quarta in due anni, sarà appoggiata da Mpa, Futuro e Libertà, Udc, Api e, udite udite, Pd. Il tutto dopo il placet di Bersani, in una riunione romana con i capibastone siciliani del PD. E non si tratta di un governo "per fare la legge elettorale" e poi dopo tre mesi si va al voto, come sarebbe ammissibile anche in ambito nazionale, ma un vero e proprio governo fino al termine della legislatura (almeno nelle intenzioni). Un ribaltone in piena regola, con il PD che si ritrova a sostenere un governatore che aveva contrastato alle elezioni regionali. E in una regione come la Sicilia, dove Lombardo, l'Udc e il loro sistema di potere clientelare, con diverse personalità importanti colluse o coinvolte in inchieste sulla mafia, hanno imperversato per anni ed anni. E risulta molto poco credibile una "svolta riformista" di Lombardo&Co.

La domanda è una sola: perchè? Perchè il PD siciliano ha deciso di fare da stampella a Lombardo, invece di fare ciò che qualunque opposizione farebbe, ovvero chiedere le elezioni e sfruttare in campagna elettorale le divisioni nell'armata brancaleone che aveva sostenuto Lombardo? Le risposte che vengono subito in mente alla maggior parte degli elettori del centrosinistra saranno sicuramente: magna-magna, spartizioni, inciucio. Io invece voglio essere buono, voglio concedere ai capetti del Pd siciliano che la loro sia soltanto paura: paura di perdere, paura degli elettori. Molto più comodo un governo sicuro oggi, anche se con chi dovrebbe essere ben poco compatibile con il PD, che correre il rischio delle elezioni. Eppure alle ultime europee il centrosinistra ha ottenuto il 34%, che può sembrare poco ma sarebbe comunque superiore sia alla coalizione di Lombardo che a quella del Pdl (ricordatevi che anche in Sicilia c'è il premio di maggioranza). E di candidati trascinatori ne avrebbe: Rita Borsellino, la più votata in Sicilia alle Europee (oltre 230mila preferenze), oppure Rosario Crocetta, altro recordman di preferenze (oltre 150mila); e si potrebbe puntare pure su Ivan Lo Bello, leader di Confindustria Sicilia, attivo anch'egli contro la mafia, e presente a molte Feste Democratiche. Per non parlare dell'elettorato siciliano: quando lo si è riuscito ad entusiasmare (leggasi "primavera siciliana") non c'è stato bisogno di grandi alleanze (anzi a Catania, ora roccaforte inespugnabile della destra e degli autonomisti, ci fu un ballottaggio a sinistra).

E invece no. La mancanza di coraggio la fa da padrone in Sicilia, ed evidentemente anche nelle stanze romane. Queste sono le questioni sulle quali la segreteria Bersani deve rispondere a Veltroni: non reagire stizziti e insofferenti alle critiche, ma rispondervi coi fatti, di fronte ai quali non c'è documento che tenga. Bersani, e tutta la dirigenza, decida una volta per tutte se la priorità per il PD è essere al governo o governare il Paese. E' semplice.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Riporto Report: i Vicerè
post pubblicato in Riporto Report, il 16 marzo 2009


                                                    

Inizia oggi una nuova rubrica di "Discutendo", dal nome "Riporto Report", in cui ogni lunedì tratterò della puntata settimanale di "Report", l'ottima trasmissione giornalistica condotta dalla bravissima Milena Gabanelli, una delle purtroppo poche che possa davvero definirsi, senza esagerazioni, di "servizio pubblico". Per chi non la conoscesse, Report va in onda ogni domenica in prima serata su Rai Tre e ogni puntata offre un servizio giornalistico "scientificamente" documentato, esaustivo e soprattutto coinvolgente su uno dei tanti piccoli e grandi scandali italiani che putroppo non trovano grande spazio sullo scenario mediatico italiano. E che quindi nel mio piccolo cerco di diffondere.

La puntata di ieri di Report, dal titolo "I Vicerè", ha trattato il cosiddetto "modello Catania", dove la città siciliana è stata presa come simbolo del modo di costruire consenso da parte di una certa politica tramite gli intrecci con mafia e certa imprenditoria locale, compresa l'editoria, e tramite una politica clientelare. Un modello politico che ha portato al disastro economico Catania, così come tante altre città italiane, specialmente del Sud, dove tale modello è applicato, e nonostante ciò il consenso non diminuisce, anzi è si rafforza sempre più (Catania è roccaforte da decenni del centrodestra e di Berlusconi). Ora provo a riassumere la complicatissima vicenda, ma è meglio se la seguite il video della puntata su Rai.tv)

I VICERE' (di Sigfrido Ranucci) - La puntata inizia e si focalizza più volte su una intervista a Umberto Scapagnini (Popolo delle Libertà), sindaco di Catania dal 2000 al 2008 ed indagato per il disastro di bilancio causato dalla sua amministrazione che ha portato la città in situazioni da Terzo Mondo, con strade invase dall'immondizia non raccolta e piene di buche per la mancata manutenzione, traffico ingestibile per l'assenza di vigili urbani e penuria di mezzi pubblici, strade al buio e costi idrici alle stelle per bollette non pagate dal Comune. Tuttavia non mancano i voti a Scapagnini e al centrodestra, che qui a Catania vince da anni (l'attuale Sindaco, Raffaele Stancanelli del PdL, ha stravinto le elezioni ad Aprile), sostenendo fortemente Berlusconi e i suoi alleati, come il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo, attuale Governatore della Sicilia, che di Catania è stato vicesindaco e presidente di Provincia.

Il motivo? Semplice, il cosiddetto "modello Catania" della costruzione del consenso. Iniziamo dalla sentitissima e partecipatissima festa patronale di Catania, la festa di Sant'Agata o della "Candelora", dal nome delle candele di cera più o meno grandi che si donano come offerta alla Santa Patrona della città. Ebbene, la festa è gestita da uno strano intreccio fra politica, Chiesa e mafia, visto che non si capisce bene chi gestisca chi e cosa ... probabilmente uno scambio simbiotico. Fatto sta che molti boss o parenti di boss locali sono/sono-stati ai vertici all'organizzazione della festa, e sono fra i portantini delle "candelore" e del carro della Santa. E probabilmente le offerte che gli esercizi commerciali offronto ai "capi della candelora" per far sostare la Santa sui propri marciapiedi sono un astuto sistema di "pizzo mascherato". Così è altamente probabile che sia la mafia a gestire il mercato della cera a Catania. Con una Chiesa locale che senza remore confessa di non dover guardare in faccia ai "buoni o cattivi" quando si tratta di Sant'Agata, e il Comune che generosamente finanzia la festa, nonostante i gravi buchi di bilancio (la giunta Stancanelli ha ereditato 1 miliardo di euro di debiti da Scapagnini, di cui 360 milioni di vero e proprio "buco" finanziario).

Nomi di mafia che ritornano tra quelli di gestori di aziende che hanno avuto appalti dal Comune, tramite assessori amici, per lavori pubblici comunali, sui quali la magistratura sta indagando. E la mafia ripaga tramite l'appoggio politico, dato che secondo i verbali della magistatura i boss coinvolti danno indicazione di voto nelle poitiche 2008 per Berlusconi ed un senatore locale, Pino Firrarello del PdL, ritenuto un "cavallo vincente" (per il quale il Senato ha negato l'autorizzazione a procedere per concorso esterno in associazione mafiosa).

Ma il consenso si costruisce anche attraverso il clientelismo. Che si attua, ad esempio, attraverso l'assunzione (e promozione) indiscriminata di dipendenti pubblici. Che magari avviene sotto le elezioni, come fatto nei giorni prima delle elezioni comunali del 2005 da Scapagnini e alcuni assessori, tra cui l'ex senatore Nino Strano del Pdl (tristemente noto per l'aver dato della "checca squallida" al sen.Cusumano ed aver mangiato mortadella in Senato alla caduta del Governo Prodi), e per i quali sono stati multati (non si possono fare queste cose in campagna elettorale), per una cifra irrisoria. Durante la gestione Scapagnini, inoltre, c'è stata un'ondata di promozioni dei dipendenti pubblici, che ha portato al paradosso di avere circa 4mila dipendenti pubblici che stanno senza fare niente o quasi, ma con mancanze di disponibilità di dipendenti per il catasto, per i vigili urbani, per i giardinieri, per i vigili del fuoco. Non solo: il clientelismo si è attuato anche tramite le tante consulenze chieste e pagate dal Comune a decine di persone, di competenza molto dubbia, in particolare molti politici: infatti, rispetto all'assunzione come dipendente pubblico, che è un posto fisso, la consulenza consente di tenere sotto schiaffo, o "sotto a scopa" come si dice da quelle parti, il politico di turno (e il suo pacchetto di voti).

Catania però ha anche la sfortuna di essere una delle zone a più rischio sismico e vulcanico d'Europa (recenti il terremoto del '90 e l'eruzione del 2002). Oltre ad essere una delle città più trafficate d'Italia (anche per la mancanza di vigili urbani di cui sopra). Tanto che il Governo Berlusconi fornisce nel 2002 i poteri speciali a Scapagnini per la sicurezza sismica e l'emergenza traffico. Grazie ai quali la Giunta comunale può gestire una mole di fondi maggiore e da destinare a discrezione del Sindaco, senza troppi problemi. Scapagnini ha finanziato con questi fondi numerose opere, tra cui l'agibilità sismica di numerose scuole catanesi e la costruzione di una ventina di parcheggi. Tuttavia, a tutt'oggi queste opere non ci sono, o sono incomplete, o sono in abbandono. Il tutto a causa di un "sistema" politico-imprenditoriale che, come spiegato da un ingegnere interpellato dal giornalista di Report, fa in modo di ricevere fondi per realizzare opere, per poi destinare tali fondi ad altri scopi e/o non raggiungono del tutto l'obiettivo cui sono destinati: così tali opere andranno comunque realizzate, arriveranno altri fondi, e "avanti Savoia", come riassunto dalla Gabanelli ... e intanto la Giunta ottiene i voti degli imprenditori e dei loro bacini elettorali.

Lo stesso tipo di sistema è stato applicato alla Sidra, la società comunale che gestisce l'acqua e la sua depurazione. Solo che al posto degli imprenditori ci sono gli inquilini delle case popolari, sistemati dal comune (altro clientelismo). Tuttavia, il Comune non richiede ai suoi inquilini le bollette dell'acqua (sempre per guadagnare voti), dunque non può versare i finaziamenti alla Sidra e questa accumula debiti su debiti, rendendosi impossibilitata ad erogare i propri servizi per gli altri catanesi: che hanno richiesto risarcimenti che hanno vinto ma non arriveranno, per probabile fallimento della società, per gli ulteriori debiti provocati da spese e assunzioni folli (sempre per clientelismo).

Per non parlare di Librino, la cittadella-dormitorio alle porte di Catania dove Pdl e Mpa ottengono il 90% dei consensi. Qui tutto un fiorire di parchi e strutture, pagate caro, che dovevano rendere Librino un piccolo paradiso, ma che sono incomplete ed in stato di abbandono: ma che vengono puntualmente inaugurate e/o promesse ad ogni elezione per prendere consenso. Per non parlare delle tante case popolari qui presenti, e del "sistema" delle occupazioni abusive, gestite da mafia e politica: coloro a cui spetterebbero gli appartamenti sono fatti fuori, facendoli occupare a chi di comodo (altro clientelismo). Ma così il Comune rinuncia gli affitti ... ed altri debiti (per non parlare delle miserabili condizioni degli appartamenti).

Ma i cittadini non vengono informati? Beh, a livello nazionale non si parla di queste cose, mentre a livello locale è tutto un monopolio televisivo e giornalistico in mano a Mario Ciancio, editore tra l'altro de "La Sicilia", il più importante quotidiano locale: anzi, l'unico, visto che l'edizione locale di "La Repubblica", stampata dalle aziende di Ciancio, non viene fatta uscire nelle edicole catanesi. Inutile descrivervi in che modo gestisce l'informazione questo signore, in particolare sotto elezioni. D'altronde, lo stesso impero di Ciancio a quanto pare è legato a doppio filo a nomi di mafia e politica di mafia, tanto da essere il punto di riferimento di chi voglia fare affari a limite o oltre la legalità a Catania.

La magistratura sta indagando su tutte queste vicende, ma nel frattempo per tutto ciò il Comune è a rischio fallimento. Ma Berlusconi non lascia la città legata a lui da doppio, triplo filo, così fa una cosa che non si potrebbe fare: regala a Catania ben 140 milioni di euro, sottrati dai fondi Fas (fondi aree sottosviluppate), con la scusa di destinarli a determinate opere per lo sviluppo di cui Catania avrebbe tanto bisogno (come quelle per evitare la "piccola Venezia" che si realizza nei pressi dell'aeroporto di Catania ... da vedere le immagini delle periodiche "alluvioni" che si creano ad ogni pioggia un po' più abbondante; oppure per far funzionare la giustizia a Catania, dove gli archivi sono strapieni e sena protezioni e necessiterebbero di nuove strutture). Ma i soldi non vanno a queste opere, ma al bilancio, tanto che il Cipe, che si occupa dei fondi Fas, non ha ancora pubblicato il verbale della seduta in cui sono stati destinati questi fondi (ad opere che non ci saranno) ... e lo stesso Sindaco Stancanelli ha ammesso lo stratagemma. E così, mentre i comuni virtuosi stringono la cinghia, le città amiche del Premier possono fare quello che vogliono, tanto paga Pantalone. E poi ci vengono a parlare di federalismo!

A proposito di Lega Nord e della sua coerenza: indovinate chi finanzia il Movimento dell'Autonomia di Raffaele Lombardo, Governatore della Sicilia ed ex vicesindaco e presidente di provincia di Catania? Ma sì, proprio la Lega Nord. Con centinaia di migliaia di euro. Bella coerenza, per coloro che dicono di voler combattere gli sprechi che vengono fatte dalle amministrazioni del Sud a scapito dei comuni virtuosi del Nord ...

P.S. Report, oltre ai Vicerè, ha anche trattato altri argomenti nelle sue rubriche: in quella classica, "Good News", ha parlato degli effetti positivi che una sana alimentazione può avere sull'allungamento della vita (con tanto di "spesa" suggerita da un professore dell'Istituto dei Tumori di Milano). In quella nuova, "L'emendamento", invece, Report ci ha spiega gli effetti di una norma, in questo caso del "decreto ICI" (con tutti i suoi lati oscuri). Vi invito a seguire i due video (questo e questo).

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ormai il Parlamento è un optional
post pubblicato in Diario, il 13 gennaio 2009


                                                   

Questione di fiducia. Per l'ennesima volta (la nona). Ormai si è capito: questo Governo, quando agisce, agisce con decreti, e poi alla fine vi mette pure la fiducia. E questo nonostante le elezioni abbiano consegnato al Governo Berlusconi un larghissimo consenso e una larghissima maggioranza in entrambe le Camere, tra l'altro formata da pochissimi partiti (dato che l'Mpa conta pochi parlamentari, sostanzialmente contano solo Lega, Forza Italia e Alleanza Nazionale, questi ultimi tra l'altro dovrebbero fondersi nel PDL) . Il perchè? Semplice, quando si pone la fiducia, due sono le cose: o l'opposizione ha fatto ostruzione, presentando centinaia di emendamenti, oppure non si ha fiducia nella propria maggioranza. Tutti ben sanno, però, che l'opposizione, proprio in questa legislatura, è molto meno ostruzionistica del passato ... tanto che il PD, che costituisce la quasi totalità dell'opposizione parlamentare, viene accusato di fare opposizione "poco dura". Di fatti, l'ostruzionismo c'è stato solo in occasione di provvedimenti come Lodo Alfano e Salva-Rete4 (e ci mancava pure!). Dunque il ricorso ingiustificato a decreti e fiducie è soprattutto dovuto alle difficoltà della maggioranza e alla strafottenza nei confronti dell'opposizione e del Parlamento.

Il classico esempio è la giornata di oggi, ben descritta dall'On. Andrea Sarubbi (PD) sul suo blog (che aggiorna quotidianamente e non solo con interviste e dichiarazioni, come fanno gli altri parlamentari). Il Governo ha infatti posto la fiducia sul cosiddetto "decreto-anticrisi". Con grandissimo stupore di tutti, dato che l'opposizione aveva presentato solo 20 emendamenti, contro i 63 della maggioranza. La totale infondatezza del ricorso alla fiducia ha fatto incavolare anche il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, che pure è uno dei maggiori leader della maggioranza: "In tanti anni ho avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il Governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia. È la prima volta che ascolto il rappresentante del Governo porre la questione di fiducia in onore del lavoro della Commissione ed è la prima volta che sento dire che la questione di fiducia viene posta in omaggio alla centralità del Parlamento (...) La centralità del Parlamento e la sua funzione nel processo legislativo non si possono liquidare con un omaggio alla Commissione, salvo poi porre la questione di fiducia, impedendo di fatto ai deputati di pronunciarsi in Aula". Gli applausi sono venuti solo dai gruppi dell'opposizione, mentre il centrodestra è rimasto evidentemente risentito dalle parole di un loro leader. La reazione di Berlusconi? "Abbiamo giudicato che la fiducia sul dl anticrisi fosse indispensabile". Ma Fini replica subito: "La fiducia era certamente indispensabile, ma per problemi politici connessi al dibattito interno alla maggioranza".

Santa verità. Finalmente qualcuno della maggioranza che non è ipocrita, e mette in evidenza le forti divisioni interne (sulla questione Malpensa, con i malumori di Moratti-Formigoni-Lega; sulla questione tagli-al-Sud, per la quale l'MPA forse non voterà la fiducia; sulla questione giustizia-federalismo, tra la Lega e Berlusconi; sulla questione immigrati, con Maroni che vuole la tassa sugli immigrati e il Governo no) ad una maggioranza che, pur avendo maggioranze molto, ma molto più ampie, e meno partiti al suo interno, non è poi così distante dal grado di rissosità del Governo Prodi. Certamente ha la stessa tendenza al ricorso alla fiducia.

P.S. Per la cronaca: il decreto anti-crisi, già esiguo (6.3 miliardi), è stato ridotto a 5 miliardi. Sarebbe meglio chiamarlo placebo anti-crisi, a sto punto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Presentate le liste: riecco "magnamortadella" e "lama"
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2008


                    

Quella sera del 24 Gennaio 2008 la politica italiana ha registrato uno dei suoi punti più bassi. Non per la caduta del Governo, ma per il comportamento indecente e diseducativo di molti senatori. Sarà ricordato come il "Senato dell'osteria", dove si brinda e si mangia mortadella. Si disse: "Non saranno più ricandidati": e invece rieccoli qua.

Cominciamo da Lamberto Dini e Giuseppe Scalera. Loro non hanno fatto niente di indecente, ma hanno sfiduciato il governo grazie al quale erano stati eletti. Dini, tra l'altro, era già passato dal centrodestra al centrosinistra nel '95. Era proprio necessario ricandidarli? Era proprio necessario "imbarcare" l'ennesimo partitino? E invece sì: i due esponenti liberaldemocratici sono stati candidati rispettivamente al Senato (Lazio) e alla Camera (Campania 1), e li rivedremo sicuramente in Parlamento. Il partito? Ovviamente, il Popolo delle Libertà.

Poi, le chicche. Il senatore Nino Strano, quello della mortadella, è stato ricandidato, nonostante le promesse di non farlo: precisamente, al 14esimo posto in Sicilia al Senato. Si è detto: "Lo abbiamo ricandidato, però è stato punito e non sarà eletto". Allora dovremmo credere che Berlusconi pensa di perdere in Sicilia, perchè chi vince là ottiene 15 senatori: quindi, a meno che l'MPA non prenda due senatori, Strano ci sarà.

Infine, il non-plus-ultra. Tommaso Barbato, quello dello "sputo", è stato ricandidato. Non dal PDL, ma dal suo alleato, l'MPA di Lombardo (al Senato in Campania). Aveva sputato e ricoperto di ingiurie il suo ex collega di partito, il senatore Cusumano, "reo" di aver tradito il suo leader Mastella (trascurando la lealtà a Prodi, capo della coalizione in cui Mastella e Udeur erano stati eletti). Salvo poi lasciare pochi giorni fa egli stesso l'Udeur con questa dichiarazione: "Dopo quindici anni di impegno intenso e vero nel partito di Clemente Mastella, durante i quali non mi sono mai risparmiato in Campania, per la mia gente, e, da ultimo, nell'aula parlamentare del Senato, giungo alla dolorosa decisione di lasciare il partito. Un partito nel quale ho dato fino ad oggi il massimo di lealtà e per il quale non mi sono mai tirato indietro, anche nei momenti più difficili".

Anche nei momenti più difficili...... Ridicolo.

Alla fine, solo Mastella, dei protagonisti in negativo di quella serata al Senato, non è stato ricandidato. Povero Clem.
"Sette missioni per il rilancio dell'Italia": Berlusconi presenta il programma
post pubblicato in Diario, il 1 marzo 2008


                       

Ieri a Roma il candidato premier di Popolo delle Libertà, Lega Nord, Autonomia Sud, Democrazia Cristiana (il partitino di Pizza con lo "scudocrociato" con cui è stata annunciata ieri l'alleanza), ovvero Silvio Berlusconi, ha presentato il suo programma. All'Auditorium erano presenti tutti, tranne la Brambilla, polemica con il Cavaliere per aver avuto solo 3 parlamentari per i suoi Circoli. Arrivato in ritardo di mezz'ora, attorniato da un gruppetto di giovani in felpa blu con scritto "Con Silvio Presidente", si scusa dichiarando: "Oggi ho fatto disinformazione anch'io. Ho detto che iniziavamo alle 12, invece era per le 12.30", dopodichè accenna, evidentemente per scherzo, al gesto dell'ombrello.

Dopodichè l'ex premier presenta il suo programma, un "impegno morale che noi assumiamo nei confronti degli Italiani" (e che, annuncia, sarà forse formalizzato con un altro "contratto con gli Italiani" da Vespa), che però non devono aspettarsi "miracoli"
Ecco le "sette missioni per rilanciare il Paese" contenute nel programma:

"Rilanciare lo sviluppo". Innanzitutto, un "nuovo fisco per le imprese", con detassazione di straordinari e incentivi legati alla produttività, graduale detassazione delle tredicesime, graduale abolizione dell'IRAP (dopo i primi tagli del governo Prodi), graduale riduzione dell'IVA sul turismo.
Poi le infrastutture: priorità a Ponte sullo Stretto, Pedemontana Lombarda e Veneta, TAV; valorizzazione degli HUB di Malpensa e Fiumicino, realizzazione dei rigassificatori e, ed è la notizia più clamorosa, un "ritorno al nucleare".
Inoltre, il ritorno alla piena attuazione della Legge Biagi (lavoro "flessibile") e maggiori tutele per i lavoratori. E un pallino di Berlusconi, la riforma degli "studi di settore" (quelli che vanno a determinare i parametri per l'evasione fiscale) dal "basso" (cioè calcolati proprio insieme ai soggetti fiscali).
Infine, sostegno al Made in Italy ("lotta" con la UE per imporre dazi sulle merci provenienti dall'Asia).

"Sostenere la famiglia". Subito l'eliminazione dell'ICI sulla prima casa (o meglio completamento dopo il taglio al 40% delle famiglie nella Finanziaria 2008), abolizione della tassa sulle successioni (reintrodotta da Prodi), graduale diminuzione della pressione fiscale sotto il 40%.
Poi, un "piano casa" per giovani e famiglie in difficoltà, attraverso lo scambio di proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. Inoltre, ripristino del "bonus bebè" e aumento delle pensioni minime.
Rientra in questo capitolo anche un "rilancio" del ruolo dei consultori (aborto) e l'esclusione di qualsiasi possibilità di "eutanasia", anche pratiche mediche assimibilabili alla stessa (il riferimento è al PD, nel cui programma è valutata la possibilità di introdurre il "testamento biologico").
Anche una serie di incentivi a favore dei giovani che, in realtà, già sono previsti nella Finanziaria 2008, come il credito d'imposta alle imprese che assumo giovani e convertono contratti a tempo determinato in indeterminato, nonchè il "bonus affitti".

"Più sicurezza, più giustizia". Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza; più carabinieri e poliziotti di quartiere; allontanamento dei nomadi, clandestini e non, che non hanno adeguati mezzi di sostentamento; iniziative in UE contro nuove sanatorie per i clandestini, e apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea; ristrutturazione e costruzione di nuove carceri, più certezza della pena, inasprimento delle pene per i reati di violenza su minori e donne, istituzione del Tribunale della Famiglia. Infine, abolizione delle intercettazioni, tranne che per reati "gravi" (mafia e corruzione).

"Servizi agli Italiani". Sanità: eliminazione delle liste d'attesa (???), incentivi al rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere, maggiore repressione contro le droghe. Istruzione: ripresa nella scuola delle "3 i" (inglese, internet, impresa), aiuti agli studenti in difficoltà economica, rafforzamento della competizione fra atenei. Ambiente: "5 per mille per l'ambiente", valorizzazione del territorio.

"Sud". Potenziamento delle infrastutture, creazione di porti "franchi", valorizzazione del patrimonio, realizzazione della Banca del Sud, fisco solidale per le aree svantaggiate.

"Federalismo". In sostanza, attuazione del "federalismo fiscale" (maggiori competenze agli enti locali).

"Un piano straordinario di finanza pubblica". Riduzione del debito pubblico, attraverso l'immissione sul mercato di una parte del patrimonio pubblico. 

Il finanziamento? Non è evidenziato questo aspetto, ma comunque il Cavaliere pensa di finanziare il programma (ricordiamo la promessa di far scendere la pressione fiscale di ben 3,3%!) con l'immissione sul mercato di una parte del patrimonio pubblico (missione 7) e con la lotta all'evasione fiscale (abbandona i condoni fiscali, dunque), ma "senza mettere paura agli Italiani". E circa 20 milioni di euro (notare che le Finanziarie si contano in miliardi) all'anno derivanti dalla digitalizzazione della P.A.



P.S. Anche il PdL, dopo quelle del PD, presenta le sue "slide" (diapositive del programma).
N.B. Ho già esposto il programma del PD in questo post (vedi anche la sezione "Verso le elezioni del 13 Aprile").
Yes, We Can...nolo
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2008


                    

Oggi è giunta a conclusione la "questione Sicilia". Infatti, Berlusconi ha trovato l'accordo con Raffaele Lombardo, leader dell'MPA (Movimento per le Autonomie). Lombardo sarà l'unico candidato del centrodestra alle regionali siciliane, scongiurando dunque la possiblità, diventata abbastanza concreta, di perdere contro il centrosinistra, qui unito, guidato dal ticket Anna Finocchiaro - Rita Borsellino. E assicurandosi il premio di maggioranza al Senato nella regione siciliana.

Cose che, più la prima che la seconda, erano abbastanza possibili, in quanto l'accoppiata Casini-Lombardo, UdC-MpA era data in Sicilia sul 20%. Ma l'accordo prevede anche che l'MPA si colleghi alle elezioni nazionali con il PDL di Berlusconi, presentandosi nel Centro-Sud, ovvero in quelle regioni in cui la Lega Nord ha fatto lo "sforzo" di non presentarsi. E, secondo molte indiscrezioni, l'MpA di Lombardo potrebbe presentarsi sotto le insegne della DC di Pizza: dunque, sfruttare lo "scudocrociato" per strappare voti all'UDC dov'è più forte, ovvero al Sud. Una "Lega Nord" e una "Lega Sud" (con indirizzo democristiano) all'interno della stessa coalizione, dunque.

Qualcuno dirà: e Miccichè che fine ha fatto? L'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, membro di Forza Italia, si è arreso. Aveva promesso di candidarsi a qualsiasi costo pur di combattere il "cuffarismo", che per lui avrebbe ritrovato continuità con Lombardo. Lo aveva ripetuto nei giorni scorsi sul suo blog, promettendo una "rivoluzione siciliana". Oggi, invece, sul suo blog rassegna le "dimissioni da candidato", dicendo che "Berlusconi è in buona fede, ma per questioni di marketing doveva fare l'accordo con Lombardo" (insomma, l'ha venduto e lo dice pure!), e quindi ha dovuto ritirarsi, impegnandosi però nel ruolo di "controllore".

E la "rivoluzione siciliana"? A farsi fottere. Anzi, trasformata in lista collegata a Lombardo (al "cuffarismo", stando a quel che dichiara), dichiarando agli utenti del suo blog: "Speravamo di iniziare subito ad avere successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E' difficile ma aiutiamoci a vincere. Yes We Can!".

Yes We Can, Miccichè? No .... Yes, We Cannolo.

P.S. Avrei voluto dire ai Siciliani, da questo piccolo pezzo della blogosfera: se siete di centrodestra, votate Miccichè, e se siete di centrosinistra, votate la Finocchiaro. Ora, invece, non mi resta che dire: votate la Finocchiaro e, con lei, la Borsellino, l'unica speranza per questa terra.
"Cerco un centro di gravità permanente"....
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2008


                    

Con l'accordo fra PD e Radicali (che entreranno nelle liste del PD), l'unico grande dilemma della questione delle alleanze è il "magma centrista". Mancano pochi giorni alla presentazione dei contrassegni elettorali (26 Gennaio), e l'accordo ancora non c'è. Analizziamo la situazione:

UDC: L'UDC, dopo aver subito lo strappo dell'ala anti-berlusconiana (Tabacci e Baccini) e di quella berlusconiana (Giovanardi), ha poi finalmente deciso di lasciare Berlusconi, dopo una tarantella durata molti giorni. Ha deciso dunque di candidare premier il suo leader Pierferdinando Casini e di gareggiare con il suo contrassegno.

Rosa Bianca: I fuoriusciti dall'UDC, Tabacci e Baccini, hanno dato vita insieme a Savino Pezzotta al nuovo movimento della Rosa Bianca, con Tabacci candidato premier. Ora dialogano con l'UDC, ma si oppongono a Mastella e alle candidature non-pulite (ostacolo Cuffaro, dunque, cui però l'UDC sicuro non rinuncerà). Non solo: sembra che pretendano anche che permanga la candidatura a premier di Tabacci e/o il loro simbolo in quello dell'UDC.

Udeur. Il partito di Mastella, artefice della caduta del Governo, sembra davvero destinato a correre, costretto, da solo. Andando così alla sua definitiva scomparsa (al massimo otterrebbe un seggio al Senato grazie alla Campania, ma probabilmente nemmeno quello). Potrebbe essere la cosa migliore di questa tornata elettorale, a meno che Casini e la Rosa Bianca non tornino indietro sulle loro dichiarazioni. Incredibile, forse dopo tanto tempo Mastella non avrà più una poltrona. Povero Clemente.....

Movimento per l'Autonomia. Il movimento di Raffaele Lombardo, radicato nel Sud e forte soprattutto in Sicilia, sembrava destinato all'accordo con il PDL. Tuttavia, tutto è legato alle elezioni regionali in Sicilia: Miccichè, di Forza Italia, non intende ritirare la propria candidatura a favore dello stesso Lombardo (che invece è fortemente sostenuto dall'UDC). Insomma, alla fine l'MPA potrebbe tornare al centro.

E, dietro tutte queste manovre, c'è Ciriaco De Mita. Sì, proprio lui, l'ottantenne ex-segretario e premier della Democrazia Cristiana, il cui governo ha portato all'aumento incredibile del debito pubblico (di cui paghiamo le conseguenze oggi), che ha lasciato il Partito Democratico per aver ricevuto la "grave offesa" di essere stato ricandidato per la sua 12° legilsatura. Ora, dichiara, "lavorerà contro il PD e contro Veltroni". Il suo sogno? La rinascita della Democrazia Cristiana. E, infatti, De Mita sta mediando fra Rosa Bianca e UDC (e magari, vista la vicinanza geografica ma anche clientelare, Mastella).
Mission Impossible / 2
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2008


                   

Continuo a dedicare lo spazio questo esile frammento della blogosfera alla crisi del Governo. D'altronde, non si può parlare d'altro. Anche se ricordo che oggi si sono tenute le celebrazioni per il 60° anniversario della Costituzione Italiana, la nostra carta di valori, quelli ai quali tutti dovremmo aderire per intero.

Celebrazioni alle quali il Presidente della Repubblica ha dichiarato che serve un impegno da parte di tutte le forze politiche per fare le riforme, perchè "se la prima parte è immutabile, la seconda si può modificare, per adeguarla ai tempi". Insomma, Napolitano ha annunciato la sua intenzione, dopo una eventuale (?) caduta del Governo, di lavorare per un "governo istituzionale". Ipotesi osteggiata da tutte le forze politiche (tranne l'UDC). Almeno a parole.

Nel frattempo, il premier-precario Romano Prodi ha ottenuto la fiducia alla Camera: 326 sì contro e 275 no. Astenuti i deputati dell'Udeur. Domani è previsto il voto di fiducia al Senato. Ma è molto difficile che si faccia davvero. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, Prodi stasera dovrebbe rimettere il suo mandato nelle mani di Napolitano. Perchè questo cambiamento di strategia?
Semplicemente Prodi inizialmente pensava di poter fare a meno dei tre senatori Udeur. Infatti, il centrosinistra conta "idealmente" su 164 senatori contro 156: 158 dalle elezioni, più i 6 senatori a vita (che in realtà sono sette, ma Pininfarina è quasi sempre assente). Quindi, la defezione dei tre Udeur avrebbe portato gli equilibri a 161 contro 159. Ma l'uscita dell'Udeur è venuta dopo le defezioni di Fisichella (ex AN e Ulivo, ora Gruppo Misto) e il "comunista ribelle" Turigliatto, passati decissamente all'oppozione (dalle opposte parti, ovviamente). E che hanno confermato il loro no. La notizia di oggi, inoltre, è che anche Dini voterà no, così come il suo "discepolo" Scalera (ma non D'Amico, che voterà sì anche se contro Dini). Insomma, stando alle dichiarazioni, i voti scenderebbero a 157 contro 163: e a questo punto nemmeno clamorosi sviluppi, tipo la "migrazione" dei due senatori del Movimento per l'Autonomia (che è sempre stato abbastanza smarcato dalla CDL, e che non ha completamente chiuso alla possibilità di trattare, se Prodi prometterà di fare il Ponte sullo Stretto), potrebbero portare alla fiducia.

Quindi, Prodi potrebbe decidere di andare da Napolitano per prendere tempo, come in occasione dell'ultima crisi di Febbraio. Certo, il paragone è un po difficile. Ma Prodi potrebbe approfittare di questo tempo per recuperare Dini e Scalera, sfruttando le divisioni interne ai Liberaldemocratici, e magari tentare la "mossa a sorpresa" dei 2 senatori dell'MPA, o altri.

Comunque, sono sempre convinto che sia una "Mission Impossible".
Sfoglia agosto        ottobre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca