.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
E no, Presidente
post pubblicato in Diario, il 3 ottobre 2009


                                                      

Alla fine ieri il Governo ha ottenuto la fiducia sullo scudo fiscale. Dato che sarebbe il terzo post sull'argomento in una decina di giorni, tralascio il giudizio di merito sul provvedimento, che ho già abbondantemente discusso (ricordando, però, che la Gdf negli ultimi 8 mesi ha recuperato con la lotta all'evasione gli stessi soldi che Tremonti punta di guadagnare con lo scudo). Tralascio anche il commento sulle assenze nell'opposizione, anche se inviterei una maggiore prudenza nel criticare il gruppo parlamentare meno assenteista, in piena fase congressuale e comunque non certo l'unico a presentare assenti ingiustificati.

Concentro, invece, l'attenzione su una risposta data dal Presidente Napolitano ad un cittadino che gli chiedeva di non firmare lo scudo fiscale, per difendere "le persone oneste". Il Presidente ha infatti risposto, tra l'alterato e lo stanco, che "non firmare non significa niente. Nella Costituzione c'è scritto che il Presidente promulga le leggi. Se non firmo oggi, il Parlamento vota un'altra volta la stessa legge ed è scritto che a quel punto io sono obbligato a firmare. Questo voi non lo sapete? Se mi dite di non firmare, non significa niente".

E no. Anche qui, non entro nel merito della decisione di Napolitano, e anzi critico la polemica pretestuosa inscenata ogni volta da Di Pietro. Ma il Presidente ha detto una cosa grave. Ha certamente ragione sul piano dei fatti, poichè effettivamente se Napolitano non firmava, il Governo avrebbe potuto far votare di nuovo la stessa legge ed aggirare il Quirinale, nel pieno rispetto della Costituzione; potrei obiettare che, comunque, la non firma del Presidente è un segnale di fronte al quale difficilmente si può fare spallucce, ma sorvoliamo. Il problema è un altro: anche se "potrebbe non servire a nulla", una legge non va firmata dal Presidente, se ritiene che non vada promulgata. Poi la cosa potrebbe avere effetti sicuri, come nel caso Eluana, o no, ma non va firmata.

Dunque, Napolitano a quel cittadino avrebbe dovuto rispondere con le motivazioni che lo hanno spinto a firmare la legge, non dicendogli praticamente che il Presidente della Repubblica è impotente. Sicuramente sarà stata una risposta dettata dalla fretta, ma il Presidente farebbe bene a precisare il significato di quelle parole. Ne va della sua stessa credibilità.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

L'intermediario
post pubblicato in Diario, il 22 agosto 2009


                                            

Il caldo tunisino deve avergli dato alla testa. Nella sua visita a Tunisi, infatti, il premier Berlusconi ha confessato di voler passare alla storia come "il premier che ha sconfitto la Mafia".

Ottimo sogno, e mille auguri. Davvero. Intanto, però, potrebbe limitarsi a rispondere alle domande contenute ne "L'odore dei soldi" di Travaglio e Veltri, che invece Berlusconi portò davanti al tribunale per diffamazione, perdendo come al solito la causa (e se non fu diffamato, dunque le cose ivi scritte sono vere). Oppure spiegarci tutte le cose contenute nelle motivazioni della sentenza Dell'Utri, quella che ha condannato il senatore Pdl (e braccio destro di Berlusconi fin dall'epoca di Publitalia) per concorso esterno in associazione mafiosa, in cui vengono dettagliamente descritte le prove a carico dell'intreccio di interessi tra le aziende del premier e Cosa Nostra, e addirittura si condanna Dell'Utri per essere stato "l'intermediario" fra gli "interessi di Berlusconi" e quelli Cosa Nostra. Giusto per fare qualche esempio, eh ...

Si attende una risposta. Prima del Giudizio Universale, possibilmente ...

P.S. Oddio, può sempre essere che il Premier abbia voluto fare una delle sue battute ... in tal caso, sarebbe la migliore delle sue. In assoluto.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia settembre        novembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca