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il blog di Francesco Zanfardino
Sicurezza stradale e limiti incoerenti
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2008


                                               

Gli incidenti stradali sono una delle prime cause di morte in Italia: solo nel 2006 sono stati 5.669 i morti sulle strade italiane. Tuttavia il problema non è avvertito con la giusta attenzione dall'opinione pubblica (che anzi tende a preoccuparsi di più per il trasporto aereo, che nel 2007 ha causato solo 692 morti. Ma non in Italia, in tutto il mondo!).

Questo fa sì che le limitazioni siano viste dai conducenti in maniera negativa, quasi come dei supplizi inutili e spesso anche ridicoli. E fa sì che evidenti incoerenze passino inosservate. Una su tutte: se il limite massimo di velocità è 130 km/h (autostrada), perchè le autovetture possono andare ben oltre i 200 km/h? Sì, è vero, in altre parti del mondo (rare eccezioni) si può arrivare anche a 160 km/h, ma il discorso non cambia. D'altronde, basterebbe una piccola modifica alle autovetture, ovvero rendere obbligatorio un limitatore di velocità, possibilmente non alterabile (come avviene per i motorini ... ) e comunque con il carcere per chi lo modifica.

Non risolverebbe tutti i problemi, però avrebbe certo più effetto di certi provvedimenti-spot che ogni tanto vengono dati in pasto all'opinione pubblica negli episodi più eclatanti. E poi si eliminerebbe un pò di incoerenza.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ora però non torni la psicosi dell'aereo
post pubblicato in Diario, il 20 agosto 2008


                                                  

Certo, 150 morti su 173 sono una cifra spaventosa. L'incidente aereo avvenuto oggi all'aeroporto di Madrid, con un aereo della Spanair finito incendiato fuori pista, oltre ad aver spinto centinaia di famiglie nella disperazione, rischia di provocare conseguenze negative in Spagna ma anche in Italia. Certo, magari ci potrebbe essere una stretta sulla sicurezza degli aerei, sulla manutenzione e sui controlli, sulle autorizzazioni, ma si sa come molti annunci spesso non si concretizzano in realtà. Quel che è molto probabile, invece, è che torni la psicosi dell'aereo, con tutti i suoi effetti negativi dal punto di vista economico, che andrebbe a colpire un settore già in crisi e quindi comportare spiacevoli licenziamenti, se non fallimenti, e soprattutto meno investimenti in sicurezza. Un cane che si morde la coda, insomma.

Simili incidenti provocano infatti un forte impatto emotivo, ma non bisogna lasciarsi prendere dalle proprie paure. Soprattutto se si pensa che, per esempio, in Italia muoiono 5.669 persone l'anno negli incidenti stradali, mentre ne muoiono 692 l'anno in tutto il mondo negli incidenti aerei: eppure nessuno (giustamente) rinuncia per questo alla propria auto.

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