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il blog di Francesco Zanfardino
Morte alla pena di morte
post pubblicato in Diario, il 29 luglio 2009


                                        

Arriva il nuovo Rapporto annuale di Nessuno Tocchi Caino, e come al solito porta buone notizie. Buone relativamente al passato, ovviamente, perchè non c'è niente di positivo in migliaia di persone che ogni anno muoiono in nome dello Stato (regimi o democrazie che siano). Però è bello sapere che l'impegno di tante associazioni e singole attivisti stia facendo segnare ogni anno dei piccoli passi in avanti verso la vita e la democrazia, "semplicemente" attraverso il risvegliare delle coscienze.

Nel 2008 le esecuzioni capitali sono state 5.727, ovvero 124 in meno rispetto all'anno precedente. Altri 14 Paesi hanno abbandonato la pratica della pena di morte. E nella stessa "mortifera" Cina, responsabile del 90% delle esecuzioni capitali di tutto il mondo, è stata introdotto per le sentenze capitali un passaggio obbligatorio alla Corte Suprema (che ne ha annullate circa il 15%). Merito certamente anche del clima innescato dalla storica approvazione nel Dicembre 2007 della "moratoria universale sulla pena di morte", frutto di anni di battaglie del movimento radicale e dei Governi Italiani. Eh sì, ogni tanto questo nostro Paese riesce anche a farci inorgoglire per davvero ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Paradossi della culla della democrazia: condannare l'omicidio uccidendo
post pubblicato in Diario, il 3 maggio 2008


                           

La barbara strage non si ferma negli States
. Nonostante la battaglia sulla moratoria sulla pena di morte (approvata dall'Assemblea ONU nello scorso autunno con il decisivo contributo dell'Italia dopo tanti tentativi andati a vuoto, ricordiamocelo), che è riuscita a far fermare il boia in alcuni paesi africani, la "culla della democrazia", come sono spesso definiti gli USA, ancora non riesce a fare a meno dell'omicidio di Stato.

Entro ottobre sono infatti previste 13 esecuzioni. Sembra dunque finita la "moratoria di fatto" che durava da sette mesi, dopo i dubbi avanzati alla Corte Suprema sulla legittimità dell'uso dell'iniezione letale. Dubbi sciolti pochi giorni fa, con la decisione della Corte di ribadire la legittimità dell'iniezione. E dunque è ripartito il boia.

Non sappiamo se quelle esecuzioni ci saranno davvero. Se le future elezioni americane avranno dei risvolti in questa faccenda. E se il sempre più crescente movimento contrario alla pena capitale riuscirà ad ottenere qualcosa, sfruttando il vento favorevole della moratoria. Quel che è certo è che la pena di morte è una barbarie da combattere e da cancellare ovunque nel mondo.

Innanzitutto, perchè c'è il forte rischio di uccidere degli innocenti. Innumerevoli sono i casi di questo tipo: proprio ieri in North Carolina è stato scarcerato un condannato a morte grazie al test del DNA. Ma molti non hanno avuto la sua stessa fortuna.

Secondo, perchè è illogico punire l'omicidio con un altro omicidio.

Terzo, perchè la pena di morte è inefficace come deterrente della criminalità. Possiamo discutere quanto volete, ma i numeri parlano chiaro: ci sono attualmente 3.263 persone condannate alla pena capitale. Dunque, non funzionano molto da deterrente ... e d'altronde tutti sanno come l'America sia uno dei posti a più alto tasso di omicidi nel mondo occidentale.

Quarto, perchè come disse tre secoli fa Beccaria, non servono pene durissime, ma pene certe. E questo dovrebbe far riflettere anche sulla giustizia Italiana...

Quinto, ma questo è più soggettivo, perchè è più punitivo un lungo carcere che la morte.

E inoltre, per quanto riguarda gli USA ...  essere in questo campo in compagnia di Cina, Iran, Sudan, non onora molto chi si dichiara "esportatore la democrazia"....
Primo sì alla moratoria sulla pena di morte
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2007


                            
 
Ieri è stata una giornata storica. La terza commissione dell'Assemblea Generale dell'ONU ha approvato la moratoria delle esecuzioni capitali con 99 sì, 52 no e 33 astensioni. Un grande successo per la giustizia e per l'Italia, che ha presentato la moratoria e che si è battuta per far approvare questa risoluzione. Mai prima d'ora ci si era riusciti: tutti i tentativi precedenti erano falliti. Stavolta, invece, la giustizia è finalmente uscita vincitrice.

Certo, manca ancora il passo decisivo, e cioè l'approvazione dell'Assemblea Generale. Ma se queste sono le premesse, c'è da sperare bene.


"Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestono e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'omicidio, ordinino un pubblico assassinio" (Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene)

Moratoria sulla pena di morte, una battaglia di civiltà
post pubblicato in Diario, il 31 ottobre 2007


                                   

Da qualche tempo il Governo Italiano si sta impegnando in prima linea nella battaglia contro la pena di morte: ha infatti presentato all'ONU una moratoria contro la pena di morte, cioè una richiesta di sospensione in tutto il mondo di questa barbara usanza.
 
Una battaglia di civiltà. Una battaglia contro la quale non si può addurre nessuna critica. Anche coloro che ritengono che la pena di morte serve come deterrente per i crimini più efferati, in realtà non ha capito che il vero deterrente non è la durezza della pena, ma la sua certezza (e in Italia siamo ancora lontani da questo purtroppo, anche se non condivido certe battaglie demagogiche sull'indulto, ma su questo tornerò un altro giorno).

Già nel Settecento Cesare Beccaria, nel suo capolavoro giuridico Dei delitti e delle pene, aveva capito questo concetto fondamentale. E fortunatamente, chi prima chi dopo, gli Stati europei hanno tutti compreso l'inutilità della pena di morte. Ma nel mondo questo ancora non è avvenuto dappertutto: e se ci si poteva aspettare questo da regimi non democratici come quello cinese o quelli africani, certamente appare molto strano che in un paese considerato la culla, il simbolo della democrazia come gli Stati Uniti ancora usi la pena di morte. Fortunatamente, gli eventi degli ultimi mesi stanno accendendo la speranza: le ultime 4 esecuzioni sono state fermate da giudici federali e/o Bush. Adesso, che sia o no una mossa pre-elettorale dei conservatori, questa potrebbe rivelarsi una svolta nell'approvazione della moratoria. Perchè, anche se non è fondamentale l'appoggio del Consiglio di Sicurezza (in cui siedono oltre agli USA anche la Cina) ma quello dei 2/3 dell'Assemblea, l'appoggio americano assicurerebbe certamente il successo.

Una vittoria da tanto tempo sperata ma mai raggiunta. Speriamo sia la volta buona.
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