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il blog di Francesco Zanfardino
Ma và a ciappà ...
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2010


Cosa non si fa per non finire sui giornali. E su questo blog: sì, lo so, sono incoerente, ma non riesco a non parlarne, non riesco a non sottolineare l'indecenza di certe dichiarazioni.

Stavolta mi riferisco all'esternazione uscita dalla cloac... ehm, bocca di Roberto Calderoli, il ministro alla Semplificazione Normativa (!?!), che a proposito della pessima performance di Alonso e della Ferrari all'ultimo GP della stagione ad Abu Dhabi, decisivo per l'assegnazione del campionato piloti, ha così commentato: "Nonostante le capacità dell'ottimo Alonso, la Ferrari è riuscita a perdere un Mondiale di fatto già vinto grazie alla demenziale strategia. E visto che a perdere questo titolo Mondiale sono stati gli strateghi ai box chi è responsabile di questa disfatta deve andarsene e quindi entro sera ci si aspettiamo le dimissioni di Luca Cordero di Montezemolo, il quale, al posto di fare il grillo parlante della politica senza beccarne mai una, dovrebbe invece cercare di imparare dagli altri come si fa a gestire una vittoria nel Mondiale".

Insomma, se Alonso ha perso è colpa di Montezemolo, che non può far politica perchè non è capace di vincere, anzi deve pure dimettersi dalla Ferrari. Per quale motivo non si capisce:
- Montezemolo non ha certo deciso la strategia della Ferrari nel GP di oggi (tecnici e strateghi della Ferrari stavano a guardare le mosche?);
- chi perde nella vita privata ha tutto il diritto/dovere a far politica come tutti gli altri;
- sotto la guida Montezemolo, tra l'altro, la Ferrari ha stra-dominato per anni e anni; 
- la Ferrari non è "statale", come può esserlo, che so, la Nazionale di Calcio, e quindi non si capisce a che titolo il Governo o la Lega dovrebbero chiederne le dimissioni.

Insomma, è come se io dicessi, di fronte ad sconfitta del Milan in una competizione internazionale, che Berlusconi si deve dimettere da presidente del Consiglio. Nemmeno il più antiberlusconiano dei politici ha mai fatto affermazioni del genere ... e non si capisce perchè Calderoli debba farlo, specialmente quando ci sono cose molto più urgenti da affrontare, in questo Paese, di una sconfitta della Ferrari. Che so, a proposito di dimissioni, Calderoli potrebbe cominciare ad eliminare il suo "utilissimo" ministero ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Libertà di espressione
post pubblicato in Diario, il 12 agosto 2010


                                          

Le parole impropriamente attribuite a Luca Cordero di Montezemolo, in realtà una riflessione che la sua associazione Italia Futura ha pubblicato sul suo sito Internet, hanno suscitato immediate polemiche politiche, con tiepidi plausi da centrosinistra e finiani contrapposti allo sdegnato astio da parte del centrodestra. Il che era prevedibile, visto che l'ex leader di Confindustria viene da tanti aleggiato come possibile guida di un "governo tecnico", e da alcuni persino come futuro candidato premier per una "larga intesa" da Vendola a Fini.

In realtà, però, la riflessione di ItaliaFutura-Montezemolo non va certo in questa direzione: anzi, pur non risparmiando critiche al governo Berlusconi, definito tra l'altro come "deludente", in fondo si auspica una riappacificazione tra Fini, Bossi e Berlusconi che porti la legislatura a concludersi nei suoi termini naturali, nel "rispetto del mandato degli elettori". Insomma, un parere da "pompiere" di centrodestra, secondo la formula sdoganata dal ministro Alfano.

Per questo risultano ancora più incomprensibili le piccate repliche dei berluscones, che invitano Montezemolo a "scendere in politica" se vuole avere il diritto di sprimere giudizi. Concetto tra l'altro ribadito persino, seppure in toni meno aggressivi, anche dal finiano d'attacco Bocchino. Come se solo i politici avessero il diritto di partecipare al dibattito civile: una dimostrazione di arroganza che è un ulteriore segnale della paura e della debolezza dei berluscones che vedono avvicinarsi il proprio fine Impero. Speriamo il prima possibile.

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Un'Italia più "rosa"?
post pubblicato in Diario, il 26 febbraio 2008


                      

I "tre saggi" di Confindustra, quelli deputati a consultare tutto il sistema degli associati di Confindustria sulla nuova presidenza, hanno concluso il loro lavoro. Manca l'ufficiliazzazione, che si avrà il 13 Marzo, ma è ormai certo che a Luca Cordero di Montezemolo succederà una donna: Emma Marcegaglia, che ha ottenuto il 95% delle preferenze degli associati.

Gran bella cosa per un paese come l'Italia dove la presenza femminile è ancora troppo bassa nei posti "di potere". Soprattutto in un settore come quello degli industriali.
E, se consideriamo anche le intenzioni dei partiti di candidare molte più donne che in passato, potrebbe davvero essere in atto un inizio di cambiamento.

P.S. Non conosco l'operato della Marcegaglia. Quindi, non so dirvi se farà bene alla guida di Confindustria: ma comunque è un importante segno per l'emancipazione femminile nel mondo gestionale.
Cuffaro si è dimesso. Meno male
post pubblicato in Diario, il 26 gennaio 2008


                          

Finalmente Cuffaro si è dimesso. Il Presidente della Sicilia, condannato in primo grado a cinque anni (e l'interdizione dai pubblici uffici) per favoreggiamento semplice alla mafia, ha rassegnato le dimissioni, dopo le numerose polemiche arrivategli da più parti (non solo centrosinistra, ma anche Montezemolo e vari magistrati, nonchè la società civile siciliana).

"Lo faccio per coerenza, per non tradire quegli ideali ai quali sono stati educato, lo faccio per la mai famiglia e come ultimo atto di rispetto verso i siciliani, che in questi anni ho servito con dedizione, semplicità e con quella onestà che sono certo mi verrà completamente riconosciuta", ha dichiarato il leader del centrodestra siciliana. Sarà: ma qualche sospetto viene, se fino a qualche giorno fa Cuffaro non aveva nessuna intenzione di dimettersi (ricordate: "sono stato condannato solo a 5 anni, e non per favoreggiamento aggravato"), e invece adesso si è dimesso, guarda caso proprio quando il Ministero dell'Interno stava avviando il procedimento di sospensione nei suoi confronti, richiesto dalla procura di Palermo (e dal Ministro Di Pietro in una lettera a Prodi). "Tutt'altro che un atto etico e morale, ma una scelta obbligata", per Di Pietro.

Purtroppo Cuffaro corriamo il serio rischio di ritrovarcelo tra poco al Senato. Sembra infatti che il leader UDC Casini, convito dell'innocenza di Cuffaro e che verrà provata in secondo grado, voglia candidarlo come capolista in Senato. Niente da eccepire, a meno che la sentenza di secondo grado non arrivi prima della formazione delle liste: ma, d'altronde, Cuffaro sarebbe in buona compagnia, visto che non c'è niente che vieti a persone condannate di candidarsi. Se non la morale, ovvio.

La Sicilia, dunque, entro tre mesi andrà a nuove elezioni. Speriamo che il popolo siciliano riuscirà ad eleggere un Presidente tipo la Rita Borsellino (o qualcosa di simile nel centrodestra), o comunque qualcuno che possa governare la Sicilia senza il sospetto di collaborare con il male maggiore di quella terra, ovvero la mafia. E che non festeggi con i cannoli il fatto di essere stato condannato solo a 5 anni e solo per aver favorito singoli boss.

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