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il blog di Francesco Zanfardino
Se fosse stato Fini
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2010


Ma cosa avrebbero fatto Belpietro o Feltri, Libero o il Giornale, Gasparri o Storace se fosse stato Fini, e non Berlusconi, ad aver acquistato, tramite una società offshore riconducibile alla banca di cui si è il primo e principale correntista, una megavilla ad Antingua e, contemporaneamente, aver cancellato da premier il debito di questo Paese nei confronti nell'Italia, nonostante la propria politica fosse quella di tagliare i fondi per la cooperazione internazionale e comunque ci fossero Paesi ben più "inguiati" economicamente da dover essere aiutati ben prima di Antigua? Non ci avrebbero montato un caso mediatico-politico ben peggiore dell'appartamentino di Montecarlo?

E allora perchè ora sbraitano, denunciano, querelano e gridano all'ennesimo attacco a "Silvio"?
 
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Ma va là
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2010


Domenica è stata l'ennesima giornata penosa per la RAI e il servizio pubblico. Assistere alla censura preventiva chiesta, di fatto, dall'avvocato di Berlusconi e dal mondo politico di centrodestra per la prima puntata stagionale di Report, oltre che alle ennesime insofferenze della dirigenza RAI, è stato davvero degradante.

E non solo perchè Milena Gabanelli e tutto lo staff di Report ha sempre lavorato secondo i più scrupolosi criteri giornalistici, senza mai essere di parte ma semplicemente evidenziando i fatti; cosa, d'altronde, fatta anche per quello spezzone di puntata dedicato alla megavilla di Berlusconi ad Antigua e ai lati oscuri della vicenda. E non solo perchè quelli che Report ha messo in evidenza sono fatti del tutto comparabili a quelli, riguardanti la casa di Fini, che hanno dominato il dibattito "politico" di questi mesi nonchè il lavoro giornalistico dei media vicini al Premier.

Quello che più fa rabbia, infatti,  è che Report è una trasmissione giornalistica che realizza decine e decine di inchieste ogni anno, tutte di altissimo livello e soprattutto scottanti, che il giorno dopo dovrebbero scatenare la reazione di tutto il mondo socio-politico. E invece queste reazioni si hanno solo quando ad essere toccato nel vivo è Berlusconi.

Che Italia.

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Comunicazione unidirezionale
post pubblicato in Diario, il 25 settembre 2010


                                             

Confesso: ho qualche difficoltà a commentare il videomessaggio di Fini sulla faccenda di Montecarlo. Come fin dall'inizio di questa squallida vicenda, delle sue parole e dei suoi comporamenti si è già detto di tutto e di più (e il peggio è che si può dire di tutto e di più, visto che la chiarezza in questa vicenda è ben lontana dal profilarsi).

Quel che ho notato, però, è che entrambi i protagonisti di questa diatriba, ovvero Fini e Berlusconi, hanno usato lo stesso mezzo per esporre le proprie ragioni: un videomessaggio. In effetti è da un bel po' che entrambi comunicano entrambi per messaggi e comizi, insomma in maniera unilaterale: al massimo, si fanno intervistare da persone amiche.

Paura delle domande scomode? Probabile. Fatto sta che di questa unilateralità ci ha un po' stufato. E non è affatto democratica, o innovativa, anche se fatta via Internet: sa fin troppo di politica vecchia, stantia, elitaria.

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