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il blog di Francesco Zanfardino
L'opposizione nei TG? Un optional
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2010


Mentre Masi e Berlusconi pensano a censurare Santoro, i telegiornali nostrani fanno il bello e il cattivo tempo. Periodicamente pubblico queste tabelle con i dati dell'Agcom, l'Autorità statale deputata, fra le altre cose, alla sorveglianza del pluralismo socio-politico nei mezzi di comunicazione: e da questo punto di vista i dati peggiorano sempre di più, con uno squilibrio sempre più evidente tra gli spazi dedicati alle forze di maggioranza rispetto a quelle d'opposizione. Anzi, stavolta lo squilibrio (i dati sono riferiti a Giugno 2010) arriva a coinvolgere, spero casualmente, tg di solito più equilibrati come La7 e RaiNews (arrivando "pari con Tg1 e Tg2, che invece sono squilibrati come sempre). Niente a che vedere, comunque, con gli scandalosi tg Mediaset, dove su Tg4 e Studio Aperto ogni minuto dedicato all'opposizione è affiancato da otto minuti dedicati alla maggioranza.

E questo senza contare gli "editoriali" di Minzolini, tutti squilibratissimi a favore di Berlusconi e soci (e senza contraddittorio, a differenza di quelli di Travaglio, che vengono poi eventualmente discussi dagli esponenti della maggioranza presenti in studio).

Masi, pensi a questo invece che a Santoro ...

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TG Silvio
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2010


I dati riportati nella tabella sono relativi all'ultimo "monitoraggio del pluralismo politico/istituzionale" nei principali Tg italiani (Maggio 2010) effettuato dall'Agcom, l'autorità statale "indipendente" per le garanzie nel sistema delle comunicazioni. "Indipendente" relativamente, dato che è nominata dalla politica: d'altronde, questa agenzia ha una notevole responsabilità nell'aver lasciato passare tutte le irregolarità dell'impero mediatico di Berlusconi e dell'illegale "duopolio" nel mercato televisivo italiano.

Eppure non manca mai di effettuare i suoi "monitoraggi", dai quali emerge una realtà sconvolgente. Verificate voi stessi quale "equilibrio" ci sia tra i vari soggetti politici nei vari TG. Soprattutto in certi TG ...

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Par condicio?
post pubblicato in Diario, il 26 maggio 2009




I dati che leggete nella tabella sono dell'Agcom, l'autorità statale (che dovrebbe essere) garante ed indipendente per le Comunicazioni, ed appartengono al monitoraggio televisivo del pluralismo informativo che l'Agcom fa costantemente nella quasi indifferenza generale. Questi sono i dati relativi a Marzo 2009, che potete trovare insieme agli altri nel sito dell'Agcom (www.agcom.it), alla voce "par condicio", poi "monitoraggio televisivo" (cliccate qui).

Le percentuali si riferiscono allo spazio concesso ad ogni soggetto politico, inteso come "tempo di parola" (l'Agcom monitora anche il "tempo di notizia" ma, siccome si può parlare tanto di qualcosa anche parlandone male, il dato più indicativo per misurare l'imparzialità di un telegiornale è il "tempo di parola"). Ebbene, come potete vedere, nei TG nostrani c'è un evidente squilibrio a favore della maggioranza di Governo, particolarmente evidente nelle reti Mediaset: il Tg4 è il più squilibrato, avendo dedicato alla maggioranza addirittura il 93% degli spazi, contro il solo 4% dedicato alle opposizioni. Seguono il Tg5 (75% contro 19%) e Studio Aperto (75% contro 20%), per un complessivo 83% a 12% per le reti Mediaset. Ma anche la Rai non si risparmia: per il Tg2 66% contro 20%. Più equlibrati Tg1 e Tg3, rispettivamente 55%-32% e 45%-39%, per un complessivo 54% contro 32% per le reti Rai. Ma, passando ai partiti, si nota un diverso trattamento tra le reti Rai e Mediaset: queste ultime cancellano di fatto Udc, Idv e Lega, lasciando i pochi spazi destinati all'opposizione al Pd e destinando enormi percentuali al Popolo delle Libertà. Mediaset, inoltre, destina enormi spazi al solo Presidente Berlusconi, il triplo delle reti Rai.

Ma non si pensi che sia un fenomeno limitato a Marzo 2009: basta controllare i dati sul sito dell'Agcom per verificare che tale immane squilibrio dura da ben prima, fin dall'inizio di questa legislatura. Ora, che siamo in regime di par condicio elettorale, lo squilibrio si è attenuato: e pur abbiamo dovuto assistere a scioperi per la fame affinchè questo avvenisse (il "caso Radicali"), e comunque in ogni caso le reti Mediaset proseguono nello squilibrio, anche se meno eccessivo. Perlomeno, però, il Tg4 si è beccato una multa dall'Agcom: 180mila euro. Pochi spiccioli, che non risolvono certo il problema, anche perchè, quando non c'è par condicio elettorale, l'Agcom non può nemmeno multare, ma solo "richiamare", come fatto varie volte in questi mesi.

E' un vero schifo. Uno schiaffo alle più elementari norme democratiche, che conferma che il conflitto d'interessi e la manipolazione dell'informazione sono realtà, e non invenzioni di una "sinistra senza argomenti". Alla quale, però, va imputato il fatto di non essere riuscita, pur volendo, a cambiare realmente questo stato di cose, quand'era al Governo.

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