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il blog di Francesco Zanfardino
350 milioni di euro
post pubblicato in Diario, il 25 agosto 2010


                                              

In tempo di crisi, e di drastrici tagli a tutti i settori sociali (scuola, sanità, sicurezza, ecc.) sono una cifra che farebbe gola a qualsiasi Governo. Ma non al governo Berlusconi, che "grazie" ad una norma contenuta nel decreto legge n° 40, converito in legge dal Parlamento il 22 Maggio scorso, rinuncia a questa cifra offrendo la possibilità ad una azienda di chiudere il suo contenzioso con il Fisco pagando solo il 5% della somma dovuta (8,6 milioni di euro). Il motivo? L'azienda in questione è la Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi.

L'ennesimo scandalo "ad personam", che anche stavolta ha il suo risvolto negativo per le tasche di tutti i cittadini. 7 euro a testa circa, bambini compresi, per salvare le tasche di uno solo. Roba da manifesti, ed in effetti è sconfortante che dall'opposizioni si alzi solo una voce flebile di dissenso.

Sconfiggere il berlusconismo vuol dire anche renderne palesi i danni che arreca al Paese. Oltre che palesare un'alternativa, e qui forse sto davvero chiedendo troppo.

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Infiniterim
post pubblicato in Diario, il 11 agosto 2010


                                       

"Nominerò il Ministro dello Sviluppo economico entro la prossima settimana". Queste le parole che Silvio Berlusconi, richiamato dal Presidente Napolitano, aveva pronunciato il 23 Luglio scorso. Di settimane ne sono passate quasi tre, nel frattempo, e Berlusconi conserva ancora l'interim al Ministero che fu di Scajola, costretto alle dimissioni il 4 maggio scorso dallo scandalo della casa compratagli "a sua insaputa".

Ormai più di tre mesi fa. Mesi durante i quali continua ad imperversare la crisi economica, ed è abbastanza paradossale che l'Italia si ritrovi proprio senza il ministro allo Sviluppo economico. Così come è piuttosto scandaloso che a ricoprire interim sia proprio il principale industriale ed affarista d'Italia, in un enorme conflitto d'interessi reso in questo modo ancora più palese (e che ha trovato l'ultima traduzione in provvedimenti legislativi con la "salva-Mondadori", i cui effetti sono stati ora denunciati da Repubblica).

Probabilmente Berlusconi intende conservare l'interim per una eventuale tregua con i finiani a suon di poltrone (e ricordiamoci che siamo a 23 ministri, a due lunghezze dal "mostruoso" governo Prodi, e 11 in più delle promesse di Berlusconi), ma non si tratta certo di una scusa valida per quello che doveva essere il "governo del fare", capace di prendere decisioni in tempi brevi ... che invece diventa oramai sempre più un governo degli "af-fari" (propri).

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Gossip & Manganello
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2009


                                          

Finalmente le amenità che quotidianamente vanno in onda nella "premiata ditta Brachino" (Mattino5 e Pomeriggio5) cominciano ad animare il dibattito mediatico e politico. C'è voluto un servizio incredibile, oltre che ridicolo, dedicato al giudice Mesiano del lodo Mondadori: ma non contestando nel merito la sua sentenza, bensì mostrando tre minuti della sua vita tra barbiere, attese fatte camminando "avanti e indietro, avanti e indietro", sigaretta in giardino e calzini ritenuti poco adatti ad un giudice. Tutto accompagnato dal termine "stravaganze".

Ora io mi domando: Brachino e gli altri uomini mediatici del Presidente hanno sempre denunciato che ciò che si diceva su Berlusconi andava ignorato o addirittura nascosto perchè si trattava di puro "gossip". Ma non è questo vero gossip? Cosa c'è di giornalistico nell'invadere la privacy (con un vero e proprio pedinamento) di una persona per mostrare le sue presunte "stravaganze"? Perchè un Premier che mente sulla sua vita privata, che contraddice ciò che dice in pubblico con ciò che dice in privato, sarebbe meno degno di notizia di un giudice che si fuma una sigaretta o indossa calzini turchese?

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Eppure "Panorama" è suo ...
post pubblicato in Diario, il 29 agosto 2008


                                                     

Oggi è scoppiata un'ennesima polemica politica sulle intercettazioni. Stavolta nel mirino c'è l'ex-premier Romano Prodi, che secondo lo "scoop" di Panorama sarebbe implicato in una rete di "amicizie", ovvero avrebbe fatto e ricevuto favori per alcuni suoi parenti sfruttando la sua posizione pubblica. "Fatti di nessuna rilevanza nè giuridica nè penale", si è difeso Prodi; in effetti, le intercettazioni sono state trasmesse alla procura di Roma, che però ha aperto un fascicolo privo di ipotesi di reato e indagati. Il che è tutto dire sulla consistenza delle "accuse".

Ma, a prescindere dal discorso giuridico-penale, che spetta alla magistratura, vorrei fare un semplice ragionamento sulle dichiarazioni in merito del premier Berlusconi. Il quale è intervenuto in difesa di Prodi, dichiarando: "La pubblicazione di telefonate che riguardano Romano Prodi, a cui va la mia assoluta solidarietà non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto. E' grave che ciò accada e il Parlamento deve sollecitamente intervenire per evitare il perpetuarsi di tali abusi che tanto profondamente incidono sulla vita dei cittadini e sulle libertà fondamentali". Difesa prontamente respinta da Prodi, che replica al premier dichiarando: "Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo o la tentazione di dare vita, nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che in molti casi si è dimostrato indispensabile per portare in luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche".

Ebbene, la domanda è semplice semplice: se davvero Berlusconi crede che questo tipo di intercettazioni non debba essere pubblicato, perchè non prende provvedimento contro Panorama, di sua proprietà? Perchè, per chi non lo sapesse, Panorama è di proprietà della Mondadori, a sua volta di proprietà della famiglia di Berlusconi. Il che lo si poteva capire anche dal nome del suo direttore, ovvero il fido Belpietro, già direttore de "Il Giornale" (sempre "di famiglia") e conduttore di una trasmissione di "approfondimento" su Canale5, e dei suoi editorialisti, tra cui gli onorevoli PDL Fiamma Nirestein, Bruno Vespa, Lino Jannuzzi, Paolo Guzzanti, oltre al fido consigliere Giuliano Ferrara e a Giorgio Forattini.

Coerenza vorrebbe che Berlusconi, promotore di un decreto ad hoc che vieta la pubblicazione delle intercettazioni e prevede il carcere per chi le pubblica (oltre al vero danno, ovvero l'impossibilità anche per la magistratura di effettuare intercettazioni per reati inferiori ai 10 anni), dia il "buon" esempio licenziando subito Belpietro e il giornalista autore dello "scoop". Volendo il discorso si potrebbe ampliare anche alle riviste di gossip di proprietà Berlusconi, o non sono forse quelle invasioni della privacy? Ma non è stato e a questo punto non sarà così, e quindi non posso non dar ragione a chi sostiene che il tutto rientri in una strategia del premier per far accettare universalmente "l'urgenza" di un decreto anti-intercettazioni, tentando di nascondere che così facendo si elimina un preziosissimo strumento d'indagine per la magistratura e quindi diminuisce il già precario sistema di lotta alla criminalità. Altro che Governo della sicurezza.

P.S. Da notare, poi, la correttezza istituzionale di Prodi che a differenza del premier non dice nemmeno una parola di rimprovero alla magistratura e anzi "autorizza" la pubblicazione di tutte le sue intercettazioni. Evidentemente non ha scheletri nell'armadio a differenza di qualcuno ... ah, ma no, ovviamente lui gode della protezione delle toghe rosse ...

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Sign for Si alle intercettazioni, difendiamo l'efficacia dell'azione della magistratura.

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