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il blog di Francesco Zanfardino
Imeneplastica
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2010


Rifarsi una verginità. E' l'intento palese del centrodestra che si cela dietro la decisione del ministro Gelmini di inviare gli ispettori in una scuola dell'infanzia di Livorno, dopo una denuncia del "Giornale". Infatti, dopo l'indecente epopea della scuola "leghista" di Adro, cosa meglio di una bella accusa ai comunisti di strumentalizzare anch'essi un istituto pubblico?

Peccato che le due faccende non siano affatto confrontabili. Da una parte, ad Adro, avevamo centinaia di simboli di partito disseminati ovunque nell'istituto, con i suoi studenti a continuo contatto visivo e manuale con questi simboli. Da questa parte, a Livorno, ci sono due bandiere comuniste ad affiancare una targa, quella che ricorda la fondazione del PCI nel 1921 (la famosa "scissione di Livorno", al congresso del Partito Socialista), posta su ciò che resta del teatro che ospitò l'evento e che ora fa parte, come retro, dell'istituto scolastico. Da sottolineare l'enorme differenza quantitativa della presenza dei simboli e anche l'enorme differenza qualitativa: la targa e le bandiere sono esposte dal lato strada, quindi invisibili a chi frequenta l'istituto dall'interno; inoltre, su questo retro non ci sono entrate.

Ma per Gelmini & Co questo è sufficiente per inviare, immediatamente, gli ispettori. Peccato che ci abbiano messo una settimana, dopo ondate di polemiche crescenti, per prendere provvedimenti sulla scuola di Adro. Come si dice: quando commetti un errore, fai credere che lo commettano anche tutti gli altri. Tutti devono sembrare uguali.

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Sfiduciatelo
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2010


                                             

'Sta semmana ancora adda passà. E siamo a tre settimane dall'annuncio. Oltre che al 145° giorno senza Ministro dello Sviluppo Economico, come ricorda il contatore di Repubblica.it che ho inserito sul blog.

A questo punto, si presenti questa benedetta mozione di sfiducia a Silvio Berlusconi come ministro ad interim dello Sviluppo Economico: sfido che persino davanti a questo si ostini a non nominare il Ministro e continuare a prendere per i fondelli Napolitano. Che, comunque, farebbe bene a battere i pugni ogni tanto, specialmente quando viene stuprata la dignità di un Paese e delle sue istituzioni.

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Adda passà a semmana
post pubblicato in Diario, il 11 settembre 2010


                                         

Che strano, credevo che le settimane in politica finissero il Venerdì, o al massimo di Sabato.

Certo che 'ste settimane berlusconiane sono proprio lunghe. Avranno modificato il calendario.

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Il premio
post pubblicato in Diario, il 30 gennaio 2010


                                                    

Berlusconi ha deciso: ancora uno. Ovvero arriva l'ennesimo ministero: sarebbe il ventiquattresimo, a solo uno di distanza dai tanto vituperati  e pletorici 25 ministri di Prodi. Stavolta l'assegnatario della promozione è il Guido Bertolaso, già sottosegretario all'emergenza rifiuti, ai "grandi eventi" e alla Protezione Civile, ma soprattutto uomo-factotum del Governo Berlusconi.

Secondo il Premier, infatti, farlo ministro "è il minimo che possiamo fare dopo l'exploit straordinario che abbiamo visto in questi mesi". Bè, conoscete la mia opinione sui presunti "miracoli" di San Bertolaso, ma mi duole sottolineare ancora una volta che mentre San Silvio e San Guido si lodavano l'un l'altro a L'Aquila, secondo i dati della stessa Protezione Civile ancora 10mila sfollati su 25mila non hanno la "casetta" promessa, nonostante i trionfalismi attuali e le promesse dispensate a piene mani (e a piene televisioni) negli scorsi mesi sul "case per tutti" entro Dicembre scorso.

Evidentemente quei 10mila Aquilani non faranno parte della "gente che ama": lo fanno apposta a non prendersi le case allestite prontamente con un "exploit" dal Governo, pur di dare notizie negative ai giornali "fabbriche di odio".

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Sindaco weekend
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2010


                                               

Renato Brunetta si candida a Sindaco di Venezia, ma nel caso vincesse non si dimetterebbe da Ministro. Anzi, ha il coraggio di dire che l'essere contemporaneamente sindaco e ministro sarebbe un "vantaggio" per Venezia. Motivo? Così da Roma sarebbe più facile fare arrivare i finanziamenti. E infatti il Ministro promette una "Gran Venezia", piena di opere e investimenti faraonici calati da Roma.

Bè, innanzitutto, c'è da dire che se Brunetta volesse davvero far questo, e queste opere sono davvero necessarie per Venezia, non si capisce perchè non l'ha fatto fare in questi quasi due anni di Governo ... o Venezia va finanziata solo se è della propria parte politica? Ma, comunque, il problema è un altro: ci vuole una bella faccia tosta per dire che un Sindaco part-time, o "Sindaco del week-end" come ha detto qualcuno, sia un vantaggio per i lagunari. Fare il Sindaco di un capoluogo di Regione e di una città così importante come Venezia non è un optional, ma un lavoro cui dedicarsi full-time. Altrettanto per il Ministro della Funzione Pubblica, specialmente se Brunetta intende fare quella "rivoluzione" che promette da tempo (fin troppo tempo, aggiungerei).

Insomma, Brunetta deve scegliere, se davvero pensa all'interesse dei Veneziani e degli Italiani, e se non è attaccato alle poltrone. Anche se, in realtà, il Ministro non dovrebbe proprio essere messo in condizioni di scegliere: la legge, infatti, dovrebbe impedire i doppi incarichi, specialmente in questi casi di palese incompatibilità. Va bene la lotta ai fannulloni, ma i "fantuttoni" non sono poi tanto meglio.

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Ministro dopo ministro
post pubblicato in Diario, il 15 dicembre 2009


                                              

Col giuramento di Ferruccio Fazio, già sottosegretario con delega alla Salute, poi viceministro (sempre con delega alla salute), oggi torna il Ministero della Salute. In effetti, questa è una notizia positiva, visto che, tra Ministeri "per l'Attuazione del Programma" e "per al Semplificazione Normativa", la mancanza di uno per la Sanità non solo si notava, ma era un vero scandalo.

Tuttavia, il fatto negativo c'è, ed è un altro. Con il nuovo ministero di oggi, infatti, il Governo Berlusconi IV sale a ventitrè ministri, a due soli ministeri dal tanto vituperato governo Prodi. Eppure, in campagna elettorale Berlusconi aveva promesso un Governo fatto di soli 12 ministri.

Meno male che lui mantiene sempre le promesse ...

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Scala nascosta
post pubblicato in Diario, il 8 dicembre 2009


                                             

Alla fine, della "prima" della Scala abbiamo conosciuto solo le polemiche e gli applausi. Le contestazioni dei lavoratori dello spettacolo fuori il teatro, le aspre critiche di Zeffirelli ad una interpretazione "indiavolata" della Carmen e i contrapposti complimenti alle due esordienti protagoniste, l'attrice georgiana dal cognome impronunciabile e la regista Emma Dante. Ma la rappresentazione della Carmen, quella no, non ce l'hanno fatta vedere. Almeno in chiaro.

Infatti, mentre in mezzo mondo la Rai faceva affari d'oro vendendo i diritti della "prima" alle tv estere, con diversi Paesi che l'hanno trasmessa in diretta (Francia, Germania, Belgio), in Italia non trovava alcuno spazio per trasmetterla: ci hanno concesso solo l'ouverture, tra l'altro trasmessa su RaiNews24, visibile in chiaro attualmente solo dal 30% degli Italiani (quelli che sono già passati al digitale terrestre), e comunque un canale sconosciuto ai più.

Si dirà: la cultura non fa audience, ed anche il servizio pubblico deve rispettare le regole del mercato. Certo, ma comunque la RAI deve ricordarsi che non è una televisione come tutte le altre, in quanto svolge una funzione di servizio pubblico, e quindi almeno in queste principali occasioni, seguite persino all'estero, ha il dovere di rischiare qualche punto in meno di audience, mandando la "Carmen" in diretta almeno su RaiTre (che tra l'altro è la rete RAI deputata ad avere più trasmissioni culturali). Ma nessuno se n'è fregato.

Però, cavolo, almeno potevano avere la decenza di trasmetterla per intero, su RaiNews24 o su uno qualsiasi degli innumerevoli canali che la RAI possiede sul digitale terrestre. Certamente avrebbero fatto più ascolti degli zerovirgolapercento che ottengono questi canali ...

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E grazie
post pubblicato in Diario, il 23 novembre 2009


                                                   

Oggi ha avuto una notevole ribalta mediatica l'affermazione fatta dal Ministro Rotondi a Klauscondicio, la nota trasmissione YouTube di Klaus Davi, a proposito della sua contrarietà alla pausa-pranzo. Secondo Rotondi, infatti, "la pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciutà questa ritualità che blocca tutta l'Italia, proprio nelle ore più produttive". E così il Ministro è stato dipinto come uno "stakanovista", un lavoratore instancabile al servizio degli Italiani. Sarà, ma per me, e penso per tanti Italiani, lavorare per 8-10 ore senza interruzioni e senza nemmeno il diritto di gustarsi un panino in santa pace è qualcosa di molto stressante, e che quindi danneggia fortemente proprio la produttività del lavoratore. Poi, ovviamente, ci sarà sicuro chi riesce a farne a meno.

Tra questi non ho certo fatica a credere che ci sia Gianfranco Rotondi. D'altronde, che impegni stressanti può avere un Ministro "per l'attuazione del programma"? Ci credo che non ha bisogno di pause ...

P.S. Ma non sarebbe meglio un bel Ministro della Sanità al suo posto?

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Aggiungi una poltrona a tavola ...
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2009


                                                     

... che c'è una Brambilla in più! "Faremo presto un Ministero del Turismo, credo nel giro di un mese". Così il premier Silvio Berlusconi, qualche giorno fa, al forum della Confcommercio a Cernobbio. La Michela Vittoria Brambilla "non molla l'osso", e così il povero Silvio deve fare un nuovo Ministero, salendo a quota 22 Ministeri.

Eppure, se non è un caso di ononimia, Berlusconi in campagna elettorale aveva promesso solo 12 Ministri. Impegno ribadito anche nei primi giorni delle elezioni. D'altronde, come aveva detto, "c'è una legge che dice che debbono esserci 12 ministeri, noi rispetteremo questa legge". La legge in questione è una legge approvata nell'ambito della Finanziaria 2008 dal Governo Prodi, che prevedeva l'obbligatorietà per i successivi governo di rispettare un'altra legge, il dlgs 300/99, anche detto "decreto Bassanini", che riduceva i dicasteri a 12 e ne indicava anche la destinazione (Esteri, Interni, eccetera). Legge che fino ad allora non era mai stata rispettata, dato che puntualmente ogni Governo approvava fra i suoi primi provvedimenti un "decreto spacchetta-ministeri" che ne aumentava il numero.

D'altronde, l'elevato numero dei Ministeri del Governo Prodi aveva destato varie critiche, per i costi maggiori che ne derivano. Critiche da parte del "movimento anti-casta", allora fortissimo (che fine ha fatto, a proposito?), e soprattutto da parte dell'allora opposizione di centrodestra. Eppure con il Ministero del Turismo Berlusconi è a soli tre ministeri dal record di Prodi (25 ministeri). Ed è ad un solo ministero dal suo record personale (23 Ministeri, Berlusconi III).

Prodi perlomeno aveva una maggioranza risicata e ultra-spezzettata, con ogni partitino che esigeva il proprio ministero pena la caduta del Governo. Berlusconi ha solo tre partiti che lo sostengono, ed una maggioranza amplissima in Camera e Senato. Figuratevi se non l'avesse avuta ... una cinquantina di ministeri e via, alla faccia della crisi.

P.S. Ma Berlusconi l'ha fatto il decreto "spacchetta-ministeri"? Io non ne ho trovato traccia. Certo che un "Governo illegale" sarebbe il colmo ...

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Taglia-leggi: bene ma bisogna fare molto di più
post pubblicato in Diario, il 19 dicembre 2008


                                                  

Una volta tanto Calderoli l'ha combinata giusta. Oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri, tra le altre cose, ha approvato il cosiddetto decreto "taglia-leggi", presentato appunto dal Ministro della Semplificazione Normativa. Con il decreto vengono tagliate ben "29mila leggi antecedenti al 1948", più una serie di leggi superate o svuotate dalla legislazione sopravvenuta nel corso degli anni. Viene inoltre attivato un archivio on-line, "Normattiva", con tutte le leggi attualmente in vigore.

Ora, premesso che bisogna controllare se in quelle leggi tagliate non ci siano pure norme giuste (l'essere antecedenti al 1948 non è di per sè garanzia che siano "obsolete"), e che probabilmente quel 29mila non è fatto solo di leggi (l'Italia ha, nel complesso, poco più di 21mila leggi.. numero abnorme rispetto agli altri Paesi, comunque) ma prevalentemente di regolamenti vari (vabbè, poco importa), il provvedimento del Ministro Calderoli è un positivo passo avanti verso una "delegificazione intelligente", che riduca la burocrazia e aumenti l'efficienza. Tuttavia, bisogna fare molto di più.

Tagliare norme "obsolete", infatti, per quanto utile, cambia ben poco: tanto erano obsolete, e quindi non funzionavano. Risparmieremo un bel po' di carta, e un bel po' di ricorsi azzardati, ma niente di significativo. La versa svolta deve essere semplificare, razionalizzare il quadro normativo "attivo", ovvero quel complesso di norme che, a differenza delle leggi tagliate da Calderoli, sono attive e pesano burocraticamente sull'apparato statale, imprenditoriale, e in generale sui cittadini Italiani. Bisogna impedire che per aprire un'attività, per richiedere un servizio, per iniziare qualsiasi cosa si debba passare settimane e settimane a compilare moduli su moduli, consultare leggi su leggi, quando invece basterebbero dei "moduli unici", dei "testi unici", insomma un sistema legislativo razionale, come tutti gli altri Paesi. Senza dimenticare che, in tempi di crisi occorre sottolinearlo, questa è una riforma "a costo zero".

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