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il blog di Francesco Zanfardino
Solidarietà a Rita Bernardini
post pubblicato in Diario, il 2 febbraio 2009


                                                                

Oggi, leggendo su Repubblica.it la notizia delle centinaia di insulti, oscenità e minacce rivolte all'onorevole Rita Bernardini, una dei parlamentari radicali eletti nelle file del Partito Democratico, mi sono vergognato. Mi sono vergognato che tanti miei connazionali potessero sfogare in questo modo orribile la propria rabbia, in maniera razzistica e sessista. Perchè poi? Perchè la Bernarardini ha "osato" fare visita ai 4 rumeni arrestati per lo stupro di Guidonia e che avevano denunciato percosse parte delle autorità.

D'accordo, il gesto poteva sembrare inopportuno. Ma i Radicali si sono sempre contraddistinti come accaniti difensori dei diritti civili, e hanno sempre sostenuto battaglie per i diritti dei carcerati. Battaglie difficilissime e coraggiosissime, perchè non è mai facile, specialmente in Italia e in questa Italia, dire "nessuno tocchi Caino". Perchè appena lo si dice, appena si prova a sostenere che anche i criminali colpevoli delle più efferate atrocità hanno dei diritti, innanzitutto quello ad esser trattati (pur nella pena) con dignità, si viene accusati di essere dalla parte dei criminali contro le vittime. Ma quando mai! Ma come si può ragionevolmente pensare che la giusta rabbia nei confronti di chi ha brutalmente stuprato quella povera donna, deve farci godere dei maltrattamenti altrui? Ma come si può ragionevolmente pensare di mettere da parte i diritti dei carcerati, pensando cose del tipo "quelle bestie dovevano essere trattate pure peggio", come ha detto Maurizio Battista in "Effetto Sabato" su Rai Uno, la principale rete TV pubblica, applaudito dal pubblico e sostenuto dalla conduttrice? Caro Battista, "In Italia, non esiste ancora una legge che sancisca che gli arrestati debbano essere presi ripetutamente a calci e a pugni qualsiasi delitto abbiano commesso. Chi ritiene, invece, che una legge così debba essere approvata, deve avere l'onestà di proporla. Io, da radicale, ho sempre pensato che uno Stato non si deve porre allo stesso livello dei criminali che deve combattere" (risposta della Bernardini ad una delle poche mail "civili" che ha ricevuto).Ma cosa vogliamo insegnare ai nostri bambini? Ma dove sono finiti i nostri valori, la nostra centenaria tradizione di civiltà? Noi, inventori dell'abolizione della pena di morte, ridotti ad un popolo di aspiranti torturatori e gognatori ... un popolo che lincia, che mette alla gogna, e tra l'altro solo quando si tratta di stranieri che violentano italiane, perchè quando invece vengono violentate le straniere, oppure quando i violentatori sono italiani, nessuno si strappa le vesti, nessuno organizza linciaggi, nessuno se ne strafotte ... quasi fosse che "noi Italiani possiamo stuprarci le nostre donne", gli altri no ... ma che fine ha fatto la nostra coscienza? Perchè i linciatori di Guidonia non hanno linciato quei quattro deficienti loro quasi-conterranei che hanno bruciato il marocchino che non c'entrava niente? Perchè ci sentiamo incazzati solo quando ci toccano "a noi", come se le sofferenze altrui non contassero?

Insomma, come possiamo sentirci migliori di quei criminali di Guidonia se godiamo (anche se non lo si ammette) quando picchiano "gli altri"? Come possiamo sentirci migliori di loro se diciamo "Fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. Crepa puttana di merda" a chi semplicemente denunciava una possibile tortura, senza ovviamente condividere la loro violenta atrocità?

Solidarietà a Rita Bernardini. E a tutti coloro che, specialmente se politici, assistendo alla deriva razzistica e/o ghigliottinistica dell'opinione pubblica, ha il coraggio di assumere decisioni tremendamente impopolari ma ispirati dalle più elementari norme di democrazia e convivenza civile. Certamente 100mila volte meglio di chi promette sicurezza e poi si trova di fronte una situazione ingestibile, 100mila volte meglio delle false indignazioni e delle solidarietà vuote, 100mila volte meglio di chi non prende un accidente di decisione per salvare la vita e la dignità delle nostre donne ma poi va in TV a prendere i consensi con le parole e la propaganda.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Quello che fa davvero paura alla camorra
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2008


                                         

Rosaria e Roberto. Due nomi, due barlumi di speranza e di coraggio in una terra che non ha nemmeno più la forza, oltre che la volontà, di denunciare, asfissiata com'è dalla stretta della camorra. Due nomi che fanno paura alla camorra, perchè hanno il coraggio di parlare, di denunciare e di far notizia su argomenti che non conviene, ai camorristi, che vengano a galla. L'una con le cronache di camorra, l'altro con un libro. Niente di eccezionale altrove, ma qualcosa di straordinariamente coraggioso in una terra dove, chi parla, muore.

Ripeto, la camorra ha paura di loro. La dimostrazione sta nelle dichiarazioni dei pentiti, che negli ultimi giorni hanno rivelato l'esistenza di un piano dei Casalesi per eliminare sia Rosaria che Roberto.

Ciò non deve assolutamente accadere. Sarebbe un colpo durissimo che farebbe sprofondare ancora più sottoterra le speranze dei campani onesti. Ovvero quella moltitudine silenziosa che avrebbe tanto voglia di parlare ma, comprensibilmente, non altrettanta voglia di essere costretti a fare la vita di Rosaria e Roberto. E allora aumentiamo la scorta, inaspriamo la vigilanza e diciamo tutti chiaramente: "Nessuno tocchi Rosaria e Roberto!". Con la speranza che anche la politica si ricordi di dirlo, tra una visita all'estero e l'altra. Tutta la politica, non solo una parte.

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