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il blog di Francesco Zanfardino
LottizzeRai
post pubblicato in Diario, il 19 aprile 2009


                                               

Ieri hanno fatto tanto scandalo le indiscrezioni di stampa sul vertice a casa Berlusconi sulle "nomine Rai". Su due nomi "non ci piove", come detto da un partecipante al vertice, ovvero il passaggio di Mauro Mazza dal Tg2 alla direzione di RaiUno, e il gran ritorno al Tg1 di Clemente Mimun, attualmente direttore del Tg5 (e, inutile da dire, fido del Cavaliere, assieme a Mazza). Poi vari nomi dall'incerta collocazione: al Tg5 in pole position c'è Maurizio Belpietro, fidatissimo direttore berlusconiano del berlusconiano Panorama, che però è anche in corsa per il Tg2, insieme ai più moderati ma comunque vicini al premier Orfeo (direttore Il Mattino), Napoletano (direttore Il Messagero) ed anche l'altro berlusconianissimo Minzolini (editorialista La Stampa), quest'ultimo in corsa anche per sostituire Belpietro a Panorama. Persino le croniste di Tg1 e Tg2 al seguito del premier, la Petruni e la Colucci, trovano posto in questo scacchiere, come probabili direttore e vice direttore di RaiDue (e comunque diventerebbero vicedirettori dei rispettivi Tg). Ed altre nomine simili, tutte caratterizzate dalle "inclinazioni" (lascio a voi l'interpretazione del termine...) verso Sua Emittenza, Berlusconi. Che, da proprietario dell'altro membro del duopolio televisivo, Mediaset, sceglie a casa sua chi deve comandare nelle reti avversarie.

Nemmeno tanto indiscrezioni, visto che, nonostante "a caldo" l'onnipresente Bocchino smentiva dichiarando "ma quale Rai, abbiamo parlato di Abruzzo", oggi Berlusconi stesso ha confermato, sostenendo che la riunione si è fatta a Palazzo Grazioli "per risparmiare". Anche se ha detto che i nomi circolati sono inesatti, e che ha in mente una "sorpresa". Già, magari oltre a Belpietro a completare il quadretto ci troveremo Feltri, Ferrara e Mario Giordano.

Sinceramente però non capisco perchè ci si stupisca: siamo pur sempre nel Paese dove la RAI nei secoli immemori è stata sempre totalmente gestita dalla politica e dalle sue spartizioni; siamo pur sempre nel Paese dove si ritiene un "finto scandalo" che un Premier agisca sui direttori dei Tg della RAI per controllare il consenso, o che telefoni il direttore generale per segnalare attricette in cerca di carriera; siamo pur sempre nel Paese dove il conflitto d'interessi è considerato un'invenzione dei maligni; siamo pur sempre nel Paese dove il giornalismo indipendente è una nettissima minoranza, e dove perfino nelle trasmissioni della domenica si ha paura a nominare il nome di Sua Emittenza invano (assolutamente da vedere il video che vi ho allegato, riferito alla puntata di Domenica In di Pasqua, e l'irriverente articolo che Gramellini della Stampa ha scritto sul fatto). Ci si finisca di stupire, e chi di dovere, giornalismo indipendente e partiti meno coinvolti, comincino a battagliare sul serio per la libera e buona informazione. E per un vero servizio pubblico.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Bufera Rai-Mediaset, e il TG5 fa finta di nulla
post pubblicato in Diario, il 21 novembre 2007


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Clamoroso. "Sua Emittenza" Berlusconi, durante il suo governo, ha influenzato l'informazione Rai
. E dov'è la notizia? potrebbe dire qualcuno ... La notizia c'è, perchè quelle che prima erano solo illazioni sono state oggi (forse definitivamente) confermate dallo scoop di Repubblica. Infatti, il quotidiano di Ezio Mauro ha pubblicato alcune intercettazioni relative al periodo 2004-05, nelle quali dirigenti Mediaset e Rai vicini a Berlusconi costituivano una vera e propria rete per il controllo dell'informazione, manipolandola nelle grandi occasioni a favore dell'allorra governo Berlusconi.

In particolare, alcune intercettazioni riguardano la morte del Papa (2004), avvenuta il giorno prima delle elezioni regionali: questa rete Media-Rai lavorava all'obiettivo di "dare un senso di normalità alla gente al di là della morte del papa per evitare forte astensionismo alle elezioni". Altre, invece, riguardano proprio le elezioni regionali del 2004, conclusesi con la netta sconfitta del centrodestra: sempre questa "rete" cercava di ritardare i risultati delle elezioni. Nelle intercettazioni saltano fuori i nomi delle reti, delle trasmissioni e dei presentatori vicini al centrodestra: si fa riferimento al Tg1, allora condotto da Mimun (oggi direttore del TG5) e ad un "gioco di squadra Mimun-Rossella (allora direttore del TG5), al conduttore di Porta a Porta Bruno Vespa ("Vespa fa la serata elettorale? Tanto Vespa è Vespa"), al direttore del TG2 Mauro Mazza, all'allora direttore Rai Cattaneo ("Cattaneo dice che terranno più duro possibile (nel dare i dati sulle elezioni)", "Cattaneo avrebbe chiesto a Vespa di non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali", "Cattaneo vuole che nella rappresentazione dei risultati elettorali si faccia più confusione possibile per camuffare la loro portata"). In pratica, solo il TG3 si salvava dal controllo Berlusconiano.

Un sistematico controllo dell'informazione, dunque. Sia chiaro: la verità deve essere sempre accertata. Ma un quotidiano serio come "Repubblica" difficilmente metterebbe dei virgolettati falsi.

Comunque, il controllo dell'informazione non è certo finito, a quanto pare. Infatti, oggi il TG5 e il televideo di Mediaset non hanno minimamente accennato alla vicenda se non nell'edizione delle 20:00. Sicuramente sarà una coincidenza: mica i giornalisti di Mediaset devono essere informati su tutte le notizie come i telegiornali Rai? Sempre a pensare male ..... a pensare che volessero salvare il loro direttore Mimun e Sua Emittenza....

C'è da augurarsi che questa vicenda non finisca a "tarallucci e vino". Bisogna cacciar via gli eventuali implicati nella "collusione Rai-Mediaset". Ma, cosa ancora più importante, è necessaria una riforma della Rai tale da eliminare quanto più possibile i partiti dalla sua gestione.

P.S. Le intercettazioni complete sono consultabili su www.repubblica.it.
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