.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Sicurezza, meno chiacchiere più fatti: costruire nuove carceri
post pubblicato in Diario, il 23 agosto 2008


                                                        
 
Sulle ultime elezioni si è detto di tutto e di più, ma su una cosa gli analisti sono tutti d'accordo: il centrodestra ha vinto sulla sicurezza. Dunque, era inevitabile che il nuovo Governo dovesse occuparsi di questo tema, per non tradire il mandato degli elettori. Tuttavia, i frutti di questi primi quattro mesi di Governo sono ben poco sostanziosi: quella "svolta" sulla sicurezza che il Paese si attendeva non è arrivata.

I provvedimenti in materia del Governo, infatti, quando non sono stati in continuità con quelli del precedente Governo (come i "sindaci-sceriffi", o meglio i maggiori poteri dati ai sindaci, già presenti nel "pacchetto-Amato"), sono stati poco più che un misto di propaganda e populismo, volti più ad assecondare le paure e gli stereotipi di larga parte degli Italiani che a contribuire fattivamente ad una maggiore sicurezza. L'esempio principe sono le impronte prese ai Rom, delle quali non se ne comprende l'utilità: infatti, o sono prese a Rom "regolari", e quindi inutili e discriminatorie (perchè solo ai Rom e per gli Italiani bisogna aspettare il 2010?), o sono prese a Rom "irregolari", ma comunque inutili, perchè una volta accertata la loro regolarità dovrebbero essere espulsi, no? E allora perchè invece di fare un semplice censimento bisonga aggiungerci pure l'inutile raccolta di impronte? Passando poi per le espulsioni, che dovrebbero essere più facili, ma in realtà non si è fatto altro che cambiare nome ai CTP e tendere ad imbrigliare la clandestinità nelle maglie della macchina giudiziaria italiana, con la conseguenza che in molti casi i clandestini, per le lungaggini dei processi, potrebbero rimanere più tempo e magari non giungere mai ad un giudizio (come la stragrande maggioranza dei procedimenti giudiziari in Italia). Infine, l'esercito delle strade (3.000 unità), che probabilmente agli occhi degli Italiani sarà il provvedimento principe del Governo, ma che in realtà serve unicamente per nascondere i tagli all'organico delle forze dell'ordine (40.000 unità secondo i sindacati). Per non parlare del rischio che si è corso con la norma blocca-processi, che poteva mandare all'aria la già farraginosa macchina giudiziaria italiana e, anche se annacquata dopo che il lodo Alfano ne ha eliminato lo scopo principale (non era utile per tutti gli Italiani?), i suoi danni potrebbe farli lo stesso).

Avrei preferito che si facesse qualcosa di più concreto. Magari prendendo esempio dagli errori del passato, come l'indulto. Se l'insoddisfazione del Paese nei confronti del precedente Governo in materia di sicurezza ha raggiunto vette inverosimili, infatti, non è certo dovuto all'effettivo aumento della crimininalità (in calo da anni e anni), ma ad un notevole aumento della percezione di insicurezza, dovuta sia ad una sovraesposizione mediatica della criminalità, sia a provvedimenti come quelli dell'indulto. In realtà è stata fatta molta demagogia sull'indulto: innanzitutto, è sembrato un provvedimento del solo centrosinistra, ma è stato votato anche da Udc e Forza Italia (senza i cui voti l'indulto non sarebbe mai passato, dato che servono i 2/3 del Parlamento per l'indulto). Ma soprattutto alla sua base c'era un'esigenza reale, ovvero un sovraffollamento esagerato delle carceri i cui problemi si evidenziavano e peggioravano di estate in estate. D'altronde, fu Papa Wojtila in persona a chiederlo in Parlamento; solo giustizialisti e estremisti di destra/leghisti potevano sostenere il proseguimento di questa situazione. La cosa grave, dunque, non è stato l'indulto (oddio, l'indulto è sempre un obrobrio, ma in quel caso particolare era putroppo necessario), anche se andava fatto meglio e meno esteso, ma il fatto che non si sia previsto un bel niente per evitarlo in futuro. Semplicemente, assieme all'indulto andava approvato un piano di edilizia carceraria.

Ebbene, il Governo, invece di giocare a soldatini, dovrebbe costuire più carceri. Questa sì che sarebbe una concreta azione per la sicurezza: il pugno di ferro non serve, se poi non si è in grado di garantire la certezza della pena (e della condanna). Soprattutto quando, secondo il tradizionale rapporto ferragostano dei Radicali, il sovraffollamento sta tornando: 12mila carcerati in più rispetto alla capienza delle carceri. Certo, potranno pure essere dati "di parte", ma sicuramente non molto lontani dalla realtà ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Militari in strada: i numeri della demagogia
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 4 agosto 2008


                                            Roma: militari di guardia davanti all'ambasciata russa (Infophoto)

Scatta oggi l'operazione-spot del Governo sulla sicurezza, ovvero i 3000 militari nelle strade. Con questo post proverò a smontare un provvedimento che, a prima vista, può sembrare utile per la sicurezza nelle strade, ma in realtà non è nient'altro che fumo gettato negli occhi degli Italiani per nascondere il vero operato del Governo in tema di sicurezza.
Cominciamo.

IL NUMERO DEI MILITARI. Il totale dei militari impiegati è di 3mila unità, di cui: 1000 per il pattugliamento in strada (9 città), 1000 per il presidio degli obiettivi sensibili (solo Roma, Napoli e Milano), 1000 per il presidio di 16 Ctp degli immigrati. Una goccia nel mare, a fronte delle 40mila unità di tagli alle forze di polizia nei prossimi tre anni, per effetto della "forbice" di Tremonti, come lamentato dai sindacati di polizia.

IL COSTO DELL'OPERAZIONE. L'operazione "militari nelle strade" costerà allo Stato complessivamente 62 milioni di euro per 2008 e 2009. Ciò a fronte degli oltre 3 miliardi di euro di tagli per la spesa delle forze dell'ordine.

LE CITTA' PATTUGLIATE. Le città pattugliate saranno solo 9, tra l'altro nemmeno le più abitate d'Italia: "stranamente", infatti, città come Genova, Bologna e Firenze (rispettivamente 6°, 7° e 8° comune Italiano), amministrate dal centrosinistra, avranno zero militari, a differenza di città come Verona e Catania (10° e 12°), amministrate dal centrodestra, per le quali è stata fatta un'eccezione: non per Venezia (11°), però, anch'essa amministrata dal centrodestra. Che dire, evidentemente, contrariamente a quanto afferma, per il Governo la sinistra è più brava a gestire il problema sicurezza, diversamente dalla destra a Milano o dalla Lega a Verona ... 

L'IMPATTO EFFETTIVO DELL'OPERAZIONE: Confrontando il numero degli abitanti delle città interessate e il numero di militari che le pattugliano, osserviamo il reale impatto (minimo) dell'operazione: si va da un militare pattugliante ogni circa 3500 abitanti a Catania, Bari e Verona, fino ad un militare pattugliante ogni 14mila abitanti a Roma (ogni 13.200 a Palermo, 11.350 Torino, 7.600 Milano,  6500 Napoli, 4.700 Padova): un'inezia. Se poi consideriamo invece anche i militari presidianti gli "obiettivi sensibili", allora per Roma, Milano e Napoli (le uniche città interessate da questa specificità) arriviamo rispettivamente a quota 2.700, 3.778 e 5.436. Una goccia un po più grande, certo, ma pur sempre una goccia nel mare: soprattutto, ripeto, con i 40.000 tagli alle unità delle forze dell'ordine. E comunque, pensando ad esempio a Palermo e Torino, siamo davvero a numeri ridicoli.

PREPARAZIONE E PUBBLICITA' NEGATIVA: L'unico senso che avrebbe una tale operazione è aumentare la sorveglianza del territorio. Ma, da che mondo è mondo, se c'è un deficit di sorveglianza si assumono più forze dell'ordine, o quanto meno le si mettono in mezzo alla strada anzichè farle stare negli uffici. Invece il Governo fa l'esatto contrario: taglia pesantemente il numero di forze dell'ordine, e a sostituirle (molto molto parzialmente) chiama i militari. Militari che inevitabilmente sono peggio preparati delle forze dell'ordine, altrimenti non ci sarebbe la distinzione fra militari e forze dell'ordine, no? Inoltre, bisogna anche tenere conto della pubblicità negativa che si dà dell'Italia all'estero: un immagine da Paese sudamericano, che ha bisogno dell'esercito per mantenere la sicurezza nazionale. Tant'è vero che lo stesso Alemanno, certo non di sinistra, non vuole che i militari siano nel centro e nelle zone turistiche di Roma ...

IMPATTO SULLA PERCEZIONE DI SICUREZZA: Qui non posso dire proprio niente, anzi, un bel 10 e lode al Governo Italiano che è capace di vendere fumo agli Italiani senza dare loro nemmeno una coscia d'arrosto, anzi strappandeglielo dalle mani. Nascondendo il taglio di 40.000 forze di polizia con 3.000 militari nelle città. Davvero complimenti. E mi raccomando, alla fine del periodo di "militarizzazione", non dimenticate di farvi pure una bella conferenza in cui annunciate la fine dell'emergenza sicurezza, come quella per la falsa fine dell'emergenza a Napoli. State sicuri che gli crederanno anche allora.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia luglio        settembre
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca