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il blog di Francesco Zanfardino
350 milioni di euro
post pubblicato in Diario, il 25 agosto 2010


                                              

In tempo di crisi, e di drastrici tagli a tutti i settori sociali (scuola, sanità, sicurezza, ecc.) sono una cifra che farebbe gola a qualsiasi Governo. Ma non al governo Berlusconi, che "grazie" ad una norma contenuta nel decreto legge n° 40, converito in legge dal Parlamento il 22 Maggio scorso, rinuncia a questa cifra offrendo la possibilità ad una azienda di chiudere il suo contenzioso con il Fisco pagando solo il 5% della somma dovuta (8,6 milioni di euro). Il motivo? L'azienda in questione è la Mondadori, di proprietà della famiglia Berlusconi.

L'ennesimo scandalo "ad personam", che anche stavolta ha il suo risvolto negativo per le tasche di tutti i cittadini. 7 euro a testa circa, bambini compresi, per salvare le tasche di uno solo. Roba da manifesti, ed in effetti è sconfortante che dall'opposizioni si alzi solo una voce flebile di dissenso.

Sconfiggere il berlusconismo vuol dire anche renderne palesi i danni che arreca al Paese. Oltre che palesare un'alternativa, e qui forse sto davvero chiedendo troppo.

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Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

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I veri sordi
post pubblicato in Diario, il 4 aprile 2009


                                             

Oggi una marea di persone ha manifestato al Circo Massimo contro le politiche economiche e sociali del Governo
. Che siano 2 milioni o 200mila, poco conta: conta che tantissime persone quest'oggi hanno affrontato la fatica di un viaggio ed hanno riempito una piazza enorme come il Circo Massimo, perchè sono scontenti di come questo Governo sta facendo finta di affrontare i problemi di milioni di Italiani che della crisi non sono responsabili ma ne stanno pagando le maggiori conseguenze.

Poi si possono fare tutte le dietrologie, tutte le critiche, tutte le dichiarazioni che si vuole. Ma dire che i manifestanti sono "sordi", perchè il Governo ha già fatto quel che loro chiedono, oppure perchè non vogliono capire che non si possono fare le cose che chiedono (e il bello è che queste due frasi, palesemente contrastanti, sono dette all'interno dello stesso Governo), è il più grande errore che un Presidente del Consiglio possa fare. Certo, sarebbe meglio se il sindacato fosse unitario. Certo, sarebbe meglio se dalla grande manifestazione di oggi fossero uscite più proposte concrete, oltre alle legittime proteste. Ma minimizzare la manifestazione odierna ad una "scampagnata", no. Non lo può fare un Governo che come manovra anti-crisi ha stanziato appena 4 miliardi (!). Non può farlo un Governo che si arrangia, magari con un po' di provvedimenti spot, senza puntare ad un nuovo Paese, ad una nuova gestione economica-sociale-politica che traghetti l'Italia nel futuro. Non può farlo un Governo che ha tagliato miliardi a destra e a manca (e senza criteri validi), e contemporaneamente non taglia i propri privilegi e dei privilegiati italiani, non tassa le alte rendite, non lotta sull'evasione fiscale, elimina i tetti agli stipendi d'oro, eccetera eccetera. Non può farlo un Governo che favorisce il precariato a vita e l'insicurezza sui posti di lavoro, eliminando i buoni provvedimenti, pur non sufficientemente forti, del precedente Governo. Non può farlo.

E soprattutto non può, nemmeno scherzosamente, "tirare un tavolo in testa" a chi ti chiede un tavolo sindacato-Governo per dialogare per il bene del Paese.

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