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il blog di Francesco Zanfardino
Due conti
post pubblicato in Diario, il 5 ottobre 2010


Secondo quanto il ministro Maroni e compagnia ripetono ormai da mesi, grazie al Governo Berlusconi sono stati fermati i clandestini, i cui sbarchi sono diminuiti "del 90%", in particolare da circa 30mila a circa 3mila.

Ora, ammettiamo pure che questi dati siano reali, nonostante le continue notizie di sbarchi che si ricevono (oscurate dai principali media) pongano diversi dubbi, specialmente il clamoroso ed inedito caso  dei clandestini sbarcati sulle coste del Lazio e i dati della capitaneria di Pozzallo su cui posi l'accento ormai quasi un anno fa. Maroni e compagnia dovrebbero però ricordare, ogni volta, che solo il 10% degli immigrati arriva in Italia tramite sbarchi.

Ma soprattutto: perchè Maroni e compagnia, mentre snocciolano questi dati, non ricordano il "costo" di questi mancati sbarchi? Ovvero, che si sono dati 5 miliardi di euro in 20 anni a Gheddafi per quest'operazione? Il che si traduce in più di 9000 euro per ogni clandestino respinto (considerando 27.000 clandestini respinti ogni anno, secondo i dati di Maroni)? Senza considerare nemmeno il fatto che prostrandoci a Gheddafi ci stiamo coprendo di ridicolo con tutto il resto del mondo?

Non è "un po'" costosa l'operazione? Non c'erano forse altre priorità?

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La prevenzione conviene
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2010


                                                

Credo che siamo rimasti tutti scioccati dalle immagini della frana di Maierato, quella spaventosa ed enorme massa di terreno che scorreva come un mare a travolgere tutto. Eppure sono scene che si verificano periodicamente in Italia, dove il dissesto idrogeologico è gravissimo (470mila frane censite negli ultimi cinquant'anni) e ogni volta ci ritroviamo a piangere morti annunciate (Messina docet).

Eppure basterebbe poco. Secondo il Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche, basterebbero 4.2 miliardi di euro per mettere in sicurezza idrica l'intero territorio italiano. Più o meno quanto in un anno lo Stato spende per calamità naturali come alluvioni, frane e terremoti: insomma, un intervento che si ripagherebbe da solo in pochi anni al massimo, senza contare le vite che si salverebbero. E l'indotto lavorativo che si creerebbe.

Uno dei tanti esempi di un'economia intelligente, che investe sul futuro. Ma la politica attualmente pensa troppo, troppo al presente.

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Auto, 624mila auto blu ...
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2009


                                         

Sono passati più di sette mesi da quando pubblicai l'indagine di Contribuenti.it sulle "auto blu" in Italia (secondo semestre del 2008). Ebbene, nel frattempo è cambiato qualcosa. In peggio. Secondo la nuova indagine semestrale, infatti, il loro numero sarebbe aumentato del 2.7%, passando da 607.918 a 624.330 unità. Un record mondiale, con il quale l'Italia straccia tutti gli altri Paesi: pensare che al secondo posto ci sono gli Stati Uniti, che con più del sestuplo della popolazione, ha "solo" 72.000 auto blu. E tra l'altro l'Italia è praticamente l'unico Paese a vedere cresciuto il loro numero.

La motivazione di tale abnormità è sempre la stessa: è stata infranta una legge del 1991, che limitava la facoltà delle auto blu ai soli membri del Governo (ed ad alcuni direttori generali), allargandone la possibilità anche a Regioni, Province, Comuni, comunità montane, municipalità, Asl, enti pubblici, società miste, società partecipate.

Il fatto grave è che tale esercito di autovetture ci costa miliardi di euro l'anno: tra carburanti, lavaggi, parcheggi, manutenzione, ricambi, assicurazioni, eccetera, Contribuenti.it nella scorsa indagine stimava un costo di circa 18 miliardi l'anno. Forse le cose non staranno proprio così, ma certamente si tratta di uno spreco immane a favore di pochi. Il che, in tempi di crisi e di tagli indiscrimati, risulta ancora più odioso.

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Priorità
post pubblicato in Diario, il 3 agosto 2009


                                        

Alla luce del "sabato di fuoco" delle autostrade, con lo scandaloso blocco del neonato Passante di Mestre, oltre all'ormai solito blocco della Salerno - Reggio Calabria, una domanda sorge spontanea: ma non sarebbe meglio spendere i 6 miliardi del Ponte sullo Stretto in infrastrutture più utili? Tipo la terza corsia sulla A4 Venezia-Trieste (infatti il clamoroso flop del Passante èd dovuto al cosiddetto "effetto imbuto" tra le sue cinque corsie e le due della A4) e il completamento della SA-RC? Anche perchè allo Stretto, in ogni caso, bisogna poterci arrivare?

Gradita la risposta, grazie ...

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Giustizia
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2009


                                         

150 anni di carcere per una maxi-truffa da 46 miliardi di euro. Un processo durato appena 7 mesi. Migliaia di vittime finalmente pronte ad un risarcimento.

E, tranquilli, ovviamente non siamo in Italia.

P.S. Niente "follie", almeno per ora.

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Roulette Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2009


                                             

Oggi la Camera ha approvato il "decreto terremoto", meglio detto "decreto nulla" per l'inconsistenza delle misure intraprese e soprattutto della loro copertura economica: poco più di un miliardo di euro per il 2009, giusto per soddisfare le primarie esigenze (un tetto prefabbricato prima dell'inverno), e poi piccoli finanziamenti spalmati per i prossimi 20 anni (fino al 2032): il che la dice lunga sui tempi della ricostruzione.

Ancora peggio, poi, se volgiamo lo sguardo alla copertura di questi finanziamenti. A parte l'ennesima pesca nei Fondi Fas (i fondi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno e che il Governo ha utilizzato per tutt'altro, in questo primo anno di attività), un imprecisato riferimento alla lotta all'evasione, fino al ridicolo riferimento ai "risparmi" che sarebbero conseguiti allo spostamento del G8 a l'Aquila (ma poi, nello stesso decreto, si specifica che tutto ciò che si doveva realizzare a La Maddalena verrà realizzato lo stesso: e allora quali soldi si sono risparmiati?), il decreto si basa essenzialmente sulla "fortuna". Aumento delle poste minime, raddoppio delle tasse sulle vincite, liberalizzazione del gioco d'azzardo online, "gratta e vinci" dedicati all'Abruzzo.

Insomma, per molti Abruzzesi avere una casetta prima del rigido inverno potrebbe dipendere da se qualche Italiano sarà abbastanza bravo da indovinare i "magici sei". O da se gli Italiani compreranno in massa più gratta e vinci. Evidentemente risparmiare circa 6 miliardi di euro rinviando inutili e controproducenti cattedrali nel deserto come il Ponte, o ben 17 miliardi rinunciando all'acquisto insensato di 131 nuovi cacciabombardieri, devono essere sembrate strade troppo poco avvicenti per il Governo. A loro "non piace vincere facile" ...

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Debiti su debiti
post pubblicato in Diario, il 13 maggio 2009


                                                 

Ennesimo record per il debito pubblico: 1.741 miliardi di euro, secondo i dati diffusi oggi da Bankitalia. Una cifra enorme, che continuerà ad aumentare per gli enormi interessi che accumuliamo ogni volta su questo debito, in assenza di serie ed intelligenti politiche di bilancio per ridurre questa grande palla al piede del futuro dell'Italia.

Ora, come sempre, confesso di non capirci tantissimo di economia, specialmente di temi così specifici. Anzi, stavolta sono quasi sicuro di dire una grande baggianata. Però pensavo: non potremmo "anticipare" gli interessi, in modo che perlomeno il debito non aumenti più? Mi spiego: ora il debito è di 1.741 miliardi. Tra un anno sarà di 1.750 miliardi, per l'aggiunta di 9 miliardi di interessi sul debito (ovviamente sono cifre inventate). Tra due anni sarà di 1.770 miliardi, per l'aggiunta di altri (stavolta 20) miliardi di interessi. Tra tre anni sarà di 1.800, e così via. E allora, dato che comunque in ogni caso saremmo costretti a pagare questi 9 miliardi, non sarebbe meglio spenderli ora, e ripetere questa operazione ogni anno, così da mantenere perlomeno fisso il debito a 1.741 miliardi anche per gli anni futuri?

P.S. Cercarsi parere di una mente più illuminata della mia, please =)

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Paradisi terreni
post pubblicato in Diario, il 5 aprile 2009


                                                   

A quanto pare l'economia mondiale finalmente sta decidendo qualcosa di concreto per evitare nuove crisi. E' stata infatti stilata la "black-list" dei "paradisi fiscali", ovvero di quei Paesi, di solito piccoli Stati che si sostentano solo o quasi di queste cose, che con il loro sistema finanziario e bancario "particolare" permettono il "segreto bancario", e quindi permettono a migliaia di soggetti di sfuggire al fisco (evasione fiscale) o di nascondere "soldi sporchi" (mafia in primis), oppure vari strataggemmi per guadagnare/risparmiare soldi illegalmente o comunque al limite della legalità. Si calcola che il giro d'affari dei paradisi fiscali nel mondo sia di circa 1800 miliardi di dollari l'anno, di cui il 40% provenienti dalla criminalità organizzata, il 45% da "pianificazione fiscale" (cioè l'evasione fiscale), il 15% da corruzione e saccheggi politici, gestiti da 680mila società offshore, 1.200.000 trust e 10.000 banche. Per capire come funzioni questo meccanismo, è molto utile il video qui riportato di "Exit", la trasmissione di La7 condotta da Ilaria D'Amico, che recentemente ha affrontato la questione.

Uno degli Stati della black-list è molto vicino a noi: è la Repubblica di San Marino, pochi km quadrati incatastonati fra la Romagna e le Marche, ma che contengono 13 banche con 60 filiali e 58 miliardi, per un totale di 12.5 miliardi di euro. Un puntino nel mare, certo, ma se teniamo conto del fatto che di quei soldi la quasi totalità è italiana, capiamo bene come sia importante per il nostro Paese sapere che San Marino sta finalmente per riportare il suo sistema finanziario alla "legalità". Sembra proprio che il meccanismo della black-list deciso dal G20 stia mettendo paura, e San Marino, che già stava riflettendo sul da farsi, pare proprio che si sia decisa. Anche per non danneggiare "l'altro" sistema produttivo del Paese, quello "reale", "concreto", che c'è ed è anche importante.

Speriamo che San Marino davvero avvii la legalizzazione del suo sistema finanziario, e che a ruota ciò avvenga in tutto il mondo. Putroppo ho poca fiducia che ciò avvenga, e allora, poichè il sistema dei "paradisi fiscali" fa perdere agli Stati "corretti" miliardi e miliardi di euro, e che la mancanza di regole nel mondo della finanza è alla base di questa crisi, oltre a stilare "liste nere", bisognerebbe fare di più. Bisognerebbe che gli Stati corretti interrompessero ogni relazione economica con questi Paesi fin quando non aboliranno il segreto bancario. Certo, ci sarebbe prima bisogno che i Paesi "corretti" fossero liberi da ogni condizionamento da parte dei soggetti "interessati" che il sistema dei paradisi continui a vivere (mafia, imprenditoria scorretta, singoli soggetti), ma questo è un altro discorso ...

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Acqua e sale
post pubblicato in Diario, il 13 marzo 2009




"Acqua e sale, mi fai bere... ". Così cantavano Mina e Celentano in una bella canzone di qualche anno fa. Una canzone che devono evidentemente immedesimarsi molti reggini, dato che a loro lo Stato davvero vorrebbe far bere "acqua e sale".

Proprio così: dai rubinetti di moltissime case di Reggio Calabria e dintorni da decenni esce acqua salata. Livelli di salinità altissimi, da acqua di mare: e, infatti, quella è proprio acqua di mare, pompata al posto dell'acqua dolce che ormai non c'è più. Il motivo? Il grande sviluppo di Reggio negli anni Settanta-Ottanta, che però non è stato accompagnato dall'adeguamento delle risorse idriche, facendo così in modo che i pozzi del centro si inaridissero sempre di più. Vi invito a guardare i due video sopra riportati, tratti dall'ultima puntata dall'ottima trasmissione "Presa Diretta" di Riccardo Iacona, andata in onda domenica scorsa (dalla prossima torna invece "Report", l'altrettanto ottima trasmissione della Gabanelli): un utilissimo excursus della vicenda dell'acqua di Reggio, fra promesse non mantenute, soluzioni che non hanno risolto, dighe rinviate di anno in anno, commissariamenti costosi ed inutili, docce fatte fuori casa, costose cisterne sui tetti, calcare, puzza di sale ed idraulici sempre più indaffarati. E una popolazione privata di uno dei più elementari diritti: l'accesso all'acqua potabile.

Uno scenario da Terzo Mondo, proprio a due passi da dove il nostro Governo ha deciso di destinare 6 miliardi ad un mastodontico Ponte che a quanto pare sarà talmente inutile da venire ripagato (forse) tra molti decenni. Se non crolla prima. Che volete, ad ognuno le sue priorità.

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