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il blog di Francesco Zanfardino
La Fraintesa
post pubblicato in Diario, il 19 luglio 2009


                                             

Diminuiscono i bocciati. Sia nei primi quattro anni delle superiori, sia alle medie. Tutto il contrario di quello che certificavano gli "exit poll" del Ministero dell'Istruzione, che prevedevano un boom di bocciati sia alle superiori che alle medie. E fin qui niente di grave, anche per la Gelmini, può sempre dire che la qualità dei ragazzi sia migliorata, addirittura ben oltre le previsioni, e che lo sia grazie alla sua "scuola del rigore". Oppure potrebbe dire che sono ancora gli effetti di quel "comunista" di Fioroni (seh, comunista...). E viva la Gelmy.

Il problema, però, è che, all'uscita degli "exit poll", la Gelmini dichiarò: "Non è mai bello quando un ragazzo perde l'anno, però certamente penso che il ritorno alla scuola del rigore, dell'impego e della serietà sia una buona notizia per il Paese: la meritocrazia è la più alta forma di democrazia. La scuola buonista del '68 è stata archiviata".

Non so da voi, ma dalle mie parti si direbbe che la Gelmini ha fatt 'na granda figur e m****. Spero lo ammetta, magari non usando questi volgari napoletanismi, ma mi sa che seguirà le orme dello zio (Silvio): "sono stata fraintesa", "tutta colpa dei comunisti", eccetera eccetera ... ammesso che i vari Tg che ne ripresero trionfanti le improvvide dichirazioni siano altrettanto solerti nel chiederle spiegazioni. Mi sa di no.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Debiti formativi e test d'ingresso, comincia il cammino verso la meritocrazia
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2007


                       

Scuola e Università. Due settori, strettamente legati, di cui è inutile sottolineare l'importanza per la vita del Paese. Due settori in cui è indispensabile salvaguardare il merito. Solo se dimostrerà di essere meritocratica l'Italia potrà vincere la sfida del futuro.

Certo, non è che nessuno sia premiato per il merito. Fortunatamente, in Italia le eccellenze ci sono e ogni tanto spuntano fuori (come la studiosa italiana che ha vinto il Premio Inventore Europeo dell'anno per aver inventato una bio-plastica dall'amido di mais). Il problema non sono le eccellenze, che riescono comunque ad andare avanti. Il problema è che manca in Italia un forte strato di meritevoli, che magari non sono a livello delle eccellenze, ma che sappia fare bene il suo lavoro e contribuire al progresso. Uno strato di meritevoli che invece fatica ad emergere, schiacciato da troppi corporativismi e da troppi clientelismi. Dal "popolo delle raccomandazioni", per dirla breve.

Fortunatamente in questa direzione qualcosa si sta facendo. Qualche mese fa la riforma Fioroni dei debiti formativi, criticata con molte manifestazioni dagli studenti. In realtà, questa riforma non fa altro che confermare il sistema precedente, tranne che per un piccolo (ma decisivo) passaggio. In pratica, precedentemente lo studente liceale poteva essere promosso ance con due debiti formativi, cioè due materie in cui non raggiungeva la sufficienza. Debiti formativi da saldare nell'anno scolastico successivo: a Settembre c'era una prima verifica, e se non si superava quella, verso Gennaio un altra; se non si superava nemmeno questa, si veniva bocciati. Con il risultato che spesso, anzi "spessissimo", per esempio, studenti di liceo scientifico si "portavano" un debito in matematica per tutti e cinque gli anni (vi posso garantire che succede davvero così), o che, molto raramente (perchè si chiudeva un occhio) studenti venivano bocciati, che so, al 4°anno, per un debito contratto al 3°anno (e costretti a ripetere il 4°anno, senza più recuperare quel debito del 3°anno). Invece, con la riforma Fioroni i debiti contratti a fine anno devono essere saldati entro il Settembre successivo (il cosidetto "esame di riparazione"), e se non li si supera, non si viene promossi, ma si deve rifrequentare l'anno per recuperare. Finalmente un pò di serietà.

Infine, la notizia di oggi. E cioè che il Ministro dell'Universita e della Ricerca Fabio Mussi ha inserito nel cosiddetto "decreto milleproroghe" un nuovo sistema per le graduatorie dei test d'ingresso delle facoltà a "numero chiuso". In pratica, coloro che parteciperanno ai test per entrare a Medicina e le altre facoltà a "numero chiuso" avranno a disposizione non più solo gli 80 punti dei quiz, ma anche altri 25 punti derivati dai risultati della scuola superiore. Come spiegato nel decreto, contribuiranno a definire questa "dote" "la media complessiva, non inferiore a sette decimi, dei voti ottenuti negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni di frequenza della scuola secondaria superiore; la valutazione finale conseguita nell'esame di Stato dal 20 per cento degli studenti con la votazione più alta, comunque non inferiore a 80 centesimi; la lode ottenuta nella valutazione finale dell'esame di Stato; le votazioni, uguali o superiori agli otto decimi, conseguite negli scrutini finali di ciascuno degli ultimi tre anni in discipline, predefinite nel bando di accesso a corsi universitari, che abbiano diretta attinenza o siano comunque significative per il corso di laurea prescelto".

Insomma, se prima per i test d'ingresso contava solo il voto finale del diploma, e solo in caso di parità di punteggio ai quiz, adesso arriva una "dote" di 25 punti che tutti quelli che hanno fatto o si apprestano a fare un test d'ingresso sanno come sia decisiva per l'ingresso alle facoltà. Finalmente un pò di meritocrazia.

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