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il blog di Francesco Zanfardino
Spiegateglielo alla Gelmini
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2008


                                               

I "figli del modulo" migliorano e sono ai primi posti nelle classifiche internazionali. Lo confermano le edizioni 2007 di ben due ricerche internazionali, il Timss, sulle competenze in Matematica e Scienze al quarto e ottavo anno di scolarità, e il Pirls, sulla comprensione della lettura al quarto anno di scolarità. Ebbene, nonostante i bimbi italiani di quarta elementare siano più piccoli dei loro coetanei internazionali, migliorano rispetto alle edizioni del 2003, già comunque felice per le elementari italiane, piazzandosi in Europa al 2° posto in Lettura (8° nel mondo) 4° posto in Scienze (10° nel mondo) e 8° posto in Matematica (16° nel mondo), Tutti valori superiori alle medie internazionali.

Diteglielo alla Gelmini. Può darsi che invece di fare una mezza marcia indietro, la faccia completa, lasciano il modulo così com'è (eliminando solo le compresenze). Non è la scuola elementare a necessitare delle attenzioni del Ministero, semmai le scuole medie, che fanno diminuire decisamente la qualità dei nostri studenti. E invece l'unica pseudo-riforma in quel campo è stato il taglio dell'orario (da 30 a 29 ore), tra l'altro (meno male) cancellato dalla famosa "retromarcia". Oltre che ovviamente gli effetti del taglio di 8 miliardi di euro, che ha colpito ovviamente anche la scuola media.

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E ora la Gelmini si dimetta
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2008


                                                

Incredibile. Dopo aver osannato e sostenuto per mesi la bontà della sua pseudo-riforma, il ritorno al maestro unico, dopo aver detto che il tempo pieno non era a rischio ma che anzi veniva aumentato, e tutte le miriadi di balle raccontante in questi mesi e spacciate per verità, il Governo fa una quasi totale marcia indietro sulla riforma Gelmini. Via il maestro unico, via l'obbligo di riduzione a 24 ore dell'orario scolastico delle elementari, ripristino delle 30 ore alle medie, via l'aumento dell'affollamento delle classi e rinviata al 2010 l'applicazione del riordino degli istituti superiori. Praticamente rimangono solo il grembiulino e l'educazione civica ... 
 
Che è successo, tutto ad un tratto la Gelmini & Co si è accorta che studenti, opposizioni e sindacati avevano ragione? Che avevano ragione sul fatto che il maestro unico si sarebbe ripercosso negativamente sulla qualità dell'insegnamento e sul tempo pieno? Che avevano ragione che ci sarebbe stato il sovraffollamento delle classi? Che avevano ragione sulla riduzione dell'orario di lezione? Insomma, che avevano ragione a bocciare la riforma Gelmini?  Ok: ben fatto. Ora però ne tragga le conseguenze: si dimetta. Non si può fare una marcia indietro su tutta la linea, dopo averla difesa a spada tratta tacciando di "irresponsabilità", "strumentalizzazione", "demagogia", "cecità", "assenza di proposte" chiunque le si opponesse.

P.S. Ma studenti ed opposizioni non demordano: la mazzata più pesante, la legge 133 (la Finanziaria) è ancora in piedi, e con essa gli 8 miliardi di tagli a scuola, università e ricerca. Propongano il taglio degli sprechi della politica, degli enti locali inutili, ecc. ecc., e chiedano il ripristino, almeno parziale, dei fondi. Ci sono riusciti a fermare la Gelmini, possono farcela anche con Tremonti. 

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Era fin troppo strano
post pubblicato in Diario, il 5 dicembre 2008


                                                    

Il Governo dei "due pesi e due misure" colpisce ancora. Qualche giorno fa sulle televisioni, ora sulla scuola. Infatti, è di oggi la notizia che il Governo fa marcia indietro sui tagli alle scuole paritarie. Infatti, non appena si è saputo che venivano tagliati 120 milioni di euro al finanziamento pubblico delle scuole private, si è levato un coro di proteste da parte degli ambienti cattolici, persino dal Papa, che ha fatto sì che nel giro di qualche ora il Governo cambiasse idea e ripristinasse i fondi con un emendamento alla Finanziaria (ma non era finito il tempo degli "assalti alla diligenza? Eppure siamo a Dicembre e ancora se ne parla ...).

D'altronde era troppo strano. Questo Governo non ha mai nascosto la sua intenzione di aiutare le scuole private, ancora più di quanto non lo siano già oggi. E' persino nel loro programma, dove viene promesso un forte sostegno economico alle famiglie che sceglieranno la privata, per garantire una "effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e privata" (ridicoli ... allora voglio anche i sostegni a chi va nelle cliniche private, o forse i malati non hanno il diritto di scegliere?). Il perchè è anch'esso chiaro: dato che la stragrande maggioranza delle scuole private è gestita dalla Chiesa (non per niente le proteste di oggi sono state tutte di quell'ambiente), conquistarsi i favori di quell'ambiente è sempre cosa gradita a tutti i Governi, specialmente a quelli di centrodestra.

E così si possono tagliare 8 miliardi alla scuola pubblica, ma non 120 milioni alle private. Perchè la scuola pubblica è una montagna di sprechi ed una fabbrica di ignoranti, mentre la scuola privata è "bella e buona". Non importa che a certificare che la scuola privata italiana è la peggiore d'Europa e qualitativamente inferiore a quella pubblica sia l'Ocse-Pisa (sì, proprio la stessa indagine sbandierata dal Governo per giustificare il suo attacco alla scuola pubblica ... anche se poi, dopo mesi, ancora non si capisce in che modo i provvedimenti del Governo vadano a colpire davvero gli sprechi e a migliorare la qualità della scuola, dato che sono tagli orizzontali e senza novità dal punto di vista formativo). O forse si vuole proprio questo ... garantire pezzi di carta ai propri figli e a quelli degli amici se questi non sono capaci, e creare una massa di ignoranti che a certa politica fa sempre comodo.

Ma c'è ancora una possibilità: l'emendamento "riparativo" non specifica se i 120 milioni saranno da destinare alle private o alle pubbliche. Il Governo faccia come creda: forse non è giusto togliere quei 120 milioni. Forse un sostegno al settore delle scuole private si può dare, anche se al limite dell'incostituzionalità (art.33:  "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato")e anomalo rispetto a tanti altri settori privati. Però, innanzitutto, deve introdurre criteri davvero oggettivi per la valutazione e dell'apprendimento e dell'insegnamento (affinchè le scuole private cessino di essere i "titolifici" che sono, quasi sempre, adesso), ma soprattutto contestualmente bisogna annullare o fortemente ridurre i tagli alla scuola pubblica: perchè è palesemente ingiusto che a pagare sia sempre il servizio pubblico, che è l'essenziale, mentre quello privato è un bene superfluo. Importante, ma secondario rispetto al pubblico. Le risorse si possono trovare benissimo: basta tagliare davvero gli sprechi nel pubblico (e non far finta come fa il Governo), tagliare i costi della politica, eliminare gli Enti inutili, ripristinare l'ICI ai ricchi, ecc.ecc. Altrimenti quei 120 milioni devono andare tutti alla scuola pubblica: una minima riparazione al disatro del Governo sulla scuola.

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