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il blog di Francesco Zanfardino
Sentenza breve
post pubblicato in Diario, il 16 gennaio 2010


                                                   

Mentre il centrodestra cerca di far passare la vergognosa legge sul presunto "processo breve", dopo 18 anni di processi Calogero Mannino viene prosciolto definitivamente dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. 

Ecco, questo è il problema della Giustizia italiana. Spesso, troppo spesso, per arrivare ad una sentenza definitiva bisogna aspettare troppi anni, quelle rare volte che la si riesce ad ottenere (perchè di solito c'è la prescrizione, e buona notte ai suonatori). E, nel frattempo, gli imputati subiscono danni d'immagine, se innocenti, per troppo tempo, e per troppo tempo devono aspettare gli Italiani per avere giustizia, se hanno ragione. Non è certo questo un Paese civile: per questo, quando si parla di "riforma della Giustizia", della necessità di abbreviare i tempi della giustizia, si dicono cose ovvie e ultra-condivisibili. Ed è quello che dovrebbero far capire meglio le opposizioni, soprattutto Di Pietro, quando contestano, giustamente, i berluscones.

Perchè la "riforma della Giustizia" che i berluscones cercano di attuare da quindici anni va contestata proprio perchè non risolve questi problemi, bensì cerca di aggravarli pur di rendere immuni pochi presunti "eletti", a cominciare dal loro capo Berlusconi. E non mi riferisco solo alle norme strettamente "ad personam" (lodo Schifani, lodo Alfano, legittimo impedimento, eccetera), che tutto sommato riguardano solo il Premier e pochi altri, ma anche a quelle leggi che per salvare Berlusconi hanno colpito e potrebbero colpire il diritto alla Giustizia di milioni di Italiani: depenalizzazione del falso in bilancio, diminuzione dei tempi di prescrizione, legge blocca-processi ... e, per l'appunto, il presunto "processo breve", che nelle dichiarazioni troverebbe nuova forza nella vicenda Mannino. E invece no: questa legge semplicemente ammazza i processi, perchè se dopo un tot di anni non si giunge a sentenza, il processo finisce e basta, senza accertamento della verità (ed in maniera retroattiva, guarda un po'). Visti gli attuali tempi della Giustizia, ciò vorrebbe dire milioni di persone che si ritroveranno senza giustizia.

Quindi, se si tenesse davvero a cuore una Giustizia certa e veloce, e non altre cose, non si cercherebbe di approvare leggi come il "processo breve" (che invece altro non è che l'ennesimo accorciamento dei tempi di prescrizione). Non sarebbe invece il caso di fare una legge sulla "sentenza breve"? Mi spiego meglio: si stabilisce che un processo per una determinata materia (che so, abuso d'ufficio) deve durare massimo 3 anni per il primo grado, 2 in appello e 1 e mezzo in Cassazione (come stabilisce proprio il "processo breve")? Allora, se dopo tre anni ancora si deve arrivare a sentenza di primo grado, il giudice deve a questo punto sentenziare per forza, sulla base di quanto emerso fino ad allora, e far passare quindi il processo ai gradi successivi di giudizio. Troppo poco garantista? Niente affatto: basta dare gli stessi spazi processuali ad accusa e difesa. Se la difesa o l'accusa hanno bisogno di più tempo per presentare nuovi elementi processuali, e non ce la fanno entro i tre anni, c'è sempre l'appello.

Sarei pronto a scommettere che i processi filerebbero una meraviglia, perchè la difesa non avrebbe più interesse ad allungare i tempi del processo, visto che la prescrizione non esisterebbe più e si arriverebbe forzosamente (e giustamente) sempre a sentenza. Ma, evidentemente, è proprio questo che si vuole evitare.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Io lo pubblico
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2009


                                                

Totò Cuffaro ha querelato un video su YouTube e oltre 4mila suoi commentatori, su una puntata comune Samarcanda-MaurizioCostanzoShow del 1991 sulla situazione della Sicilia all'epoca delle stragi mafiose di inizio anni Novanta. Vi sembrerà assurdo, ma è così. Per carità, libertà di querela per tutti e contro tutti, ma già querelare un video (che certo non può mentire) è paradossale, ancor di più lo è querelare 4mila commenti in toto, a prescindere dalla loro effettiva offensività. Ma soprattutto è assurda la motivazione: non è vero che Cuffaro si rivolgesse a Falcone nelle sue accuse, ma bensì ad un altro magistrato per un'altra faccenda giudiziaria.

Sarà, ma io nel video ci ho visto un violentissimo attacco ai conduttori e agli ospiti in studio, tra cui c'era anche Falcone, in cui si parlava di "giornalismo mafioso" e di campagna diffamatatoria nei confronti della "migliore classe dirigente della Sicilia". E non ad altri magistrati. Detta così sembra una cosa soft, perchè non riesco a tradurre nelle parole la violenza delle sue parole ... ma quei quattro minuti di video sono più che sufficienti per rendersene conto.

E ora, vi chiedo io, come vi verrebbe di commentare questo video?

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