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il blog di Francesco Zanfardino
Tabù pericolosi
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2010


                                             

Contrariamente a quanto sostenuto da Carlo Giovanardi, voglio fortemente ringraziare Michele Santoro ed Annozero per aver finalmente affrontato in TV, senza tabù obsoleti, il tema della droga e del disagio giovanile ad esso connesso. Si potrà magari contestare ciò che gli ospiti hanno detto, ma non che il tema è stato affrontato: c'è chi preferisce far finta che il problema non esiste, ma ignorare i problemi è il miglior modo per aggravarli.

Entrando nel merito della trasmissione, equlibrata come al solito, con tutti i punti di vista trattati con la stessa dignità, e con la novità di una discussione pacata e comprensibile (non c'erano politici, d'altronde... ), è stato importante dar voce anche a chi non si piega alle opposte retoriche proibizioniste e antiproibizioniste, ma che semplicemente vuole agire di buon senso in un tema così delicato. Non esiste un diritto a "farsi una canna", in nessun caso, perchè anche le "canne" sono nocive e stupefacenti; ma non si può nemmeno continuare ad ignorare che ormai chi vuole farsela, di qualunque età, non ha alcun problema a procurarsele. Statalizzare il consumo di droghe "leggere", dunque, non potrebbe aggravare una situazione già pesantemente compromessa, e se supportato da una buona strategia può essere il più efficace degli strumenti di lotta alle droghe. Sottrarebbe enormi incassi alla criminalità organizzata, trasferendoli invece allo Stato, che potrebbe così investirli proprio in prevenzione e in lotta ai traffici di droghe; ma soprattutto farebbe emergere il fenomeno dall'ipocrita clandestinità nella quale si cerca oggi di relegarlo, con tutti i benefici che ne derivano: innanzitutto, la possibilità di "monitorare" il fenomeno, e quindi di poter introdurre una serie di controlli che il far-west attuale non consente; aumenterebbe inoltre  l'informazione e la consapevolezza della pericolosità delle sostanze, come accaduto in questi anni con il fumo; eliminerebbe i rischi connessi alla "qualità" delle sostanze "spacciate" attualmente dalla malavita. E, magari, potrebbe evitare il passaggio alle "droghe pesanti" incentivato dall'attuale sistema basato sulla malavita, interessata a che ciò avvenga, e dalla falsa pretesa di mettere allo stesso livello tutte le droghe (finendo per far passare il messaggio che, se una "canna" apparentemente non fa tanto male, nemmeno la cocaina deve farlo).

Insomma, legalizzare per combattere. Forse è una strada sbagliata, ma far finta di nulla lo è sicuramente.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Un nuovo Superenalotto
post pubblicato in Diario, il 24 agosto 2009


                                              

Da Sabato sera la vita di una persona è stata sconvolta. E quelle di qualche centinaio finiranno di continuare a farlo. Infatti ogni volta che, preso dall'euforia generale, giocavo la schedina con i magici "sei numeri" (bilancio tutto sommato in attivo, visto che una volta ho centrato un tre), riflettevo su cosa diavolo me ne sarei fatto di tutti quei soldi. Perchè per gente come noi, che fanno parte del 95% degli Italiani non ricchi, di quelli che sono cresciuti con la paghetta di 10 mila lire prima e di 10 euro dopo (tirchi i miei genitori, eh? Concordo!), e non con la carta di credito (reale o non, ovvero formato genitore-che-fa-il-bancomat) tipica dei figli di papà, quel montepremi che cresceva al ritmo di 3 milioni ogni 2 giorni era una somma che anche decuplicando il proprio stile di vita non si sarebbe riusciti a spendere. Forse nemmeno ce l'avrebbero fatta i discendenti. In compenso, ci si sarebbe ritrovati a dover infilare una serie di messinscene per nascondere la vincita e le sue conseguenze a chi ti ha sempre conosciuto con la Fiat Punto e con la scarpa da 100 euro a fare le vacanze in Calabria e non con la Ferrari e il guardaroba di Armani in giro per Dubai. A meno di non voler rivelare a tutti la tua straordinaria fortuna, e quindi ritrovarti assalito da orde di parenti, amici e organizzazioni di tutti i tipi, comprese quelle malavitose (e chi abita dalle mie parti lo sa bene), tutti in cerca di quei milioni che, tra l'altro, praticamente hai "rubato", in quanto non hai fatto niente di meritevole se non azzeccare dei numeri: ma questo è il problema minore, perchè in giro ci sono persone che "rubano" molto di più, e sono pure persone schifose.

E questo è l'aspetto migliore della vicenda. Perchè, in fondo, è pur sempre meglio avere 147 milioni in più che 147 milioni in meno. Decisamente. Il vero guaio sono quelle tante persone che in queste settimane hanno gettato nel vento non qualche decina di euro, giusto per giocare, ma somme talmente considerevoli che in molti casi si è ricorso agli usurai pur di segnare i numeri su quei pezzi di carta. Se ci aggiungiamo il fatto che, in questo come in tutti gli altri giochi, "il banco vince sempre", ovvero chi vince davvero è lo Stato che incassa milioni su milioni (nel 2009, che deve ancora finire, si è già giunt a quasi un miliardo di euro), si comprende facilmente come le associazioni dei consumatori e buona parte della società civile abbia chiesto più volte in questi giorni di mettere fine ai "jackpot d'oro", fissando un tetto massimo per il montepremi.

Io non sono d'accordo. Perlomeno, non sono d'accordo con chi chiede di mettere il "tetto" perchè altrimenti lo Stato si fa troppi soldi sulle spalle degli Italiani: infatti, lo Stato non impone mica di giocare. In fondo, è la più bella forma di "auto-tassazione", e non ci vedo niente di male se uno mette a disposizione del bene comune qualche euro ed è pure contento di farlo (vabbè, possiamo discutere su come i nostri politici gestiscano questi soldi, ma questo è un altro discorso: in linea generale, è comunque una cosa positiva). L'unico vero problema, quindi, è quello delle persone che "si lasciano prendere la mano", in virtù di quei montepremi troppo alti e della consapevolezza troppo bassa per rendersi conto che ci sia una possibilità su centinaia di milioni di prenderli.

Ed ecco qui la mia idea: cancellare le vincite singole, sostituendole con "vincite di gruppo". Ovvero, ogni schedina giocata viene abbinata automaticamente (e a caso) con un tot di altre schedine giocate da altre persone, ed i premi eventualmente vinti vengono divisi con le altre schedine appartenenti allo stesso "gruppo". In pratica, se poniamo che il "gruppo" viene stabilito di 100 schedine, ogni volta che giochi una schedina è come se ne giocassi 100 ma, se vinci qualcosa con quelle 100 schedine, ricevi solo 1/100 della vincita (per controllare le vincite delle altre schedine, si potrebbe fornire nella ricevuta un codice del "gruppo" con il quale controllare su Internet). In questo modo si eviterebbe lo sconvolgimento della vita dei vincenti, e si eviterebbe il fenomeno delle persone che si indebitano per giocare (difficile che lo facciano per vincere, nel migliore dei casi, 1-2 milioni di euro). E, in compenso, i Monopoli continuerebbero a fare affari, dato che le minori giocate dovute al venir meno dell'effetto "super-jackpot" sarebbero compensate dalle maggiori giocate dovute all'aumentare delle possibilità di vincita.

Che ne dite?

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