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il blog di Francesco Zanfardino
Carta alla mano
post pubblicato in Diario, il 31 gennaio 2010


                                             

Di sicuro, non è affatto consono che i magistrati protestino così platealmente contro un Governo. In una democrazia che funziona, questo non accadrebbe mai. Il problema è che la nostra non lo è, e non perchè, come blaterano i berluscones, i magistrati hanno troppo potere, ma perchè la macchina giudiziaria non funziona e da anni si parla solo di riforme ad personam o ad castam, senza risolvere i reali problemi della Giustizia italiana.

Per questo quelle immagini dei magistrati che sfilano, Costituzione alla mano, ed escono dalle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario, sono preoccupanti. Ci dovrebbero far riflettere su quello che sta accadendo nel nostro Paese, dove non solo i più banali principi costituzionali stanno venendo meno, ma sta lentamente scomparendo la capacità del "popolo", pilastro della democrazia, di reagire. Dovrebbero essere gli Italiani, con centinaia di manifestazioni spontanee, a fare quello che i magistrati stanno facendo. Magari semplicemente per difendere il nostro diritto ad una Giustizia che funzioni, se proprio ce ne sbatte dei principi costituzionali (dove siamo arrivati!).

E invece ci ritroviamo con un Governo che per fini personali va sempre più dritto sulla sua strada dello sfasciamento della democrazia, arrivando fino al punto di aprire, con un lapsus froidiano, l'anno giudiziario. Chissà se è un giorno non sarà solo un lapsus.

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Casta senza pudore
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2009


                                                     

Sono stato facile profeta, purtroppo, quando, all'indomani della richiesta di arresto per Cosentino a causa dei suoi rapporti con la camorra, dicevo che il voto della Camera sull'autorizzazione a procedere sarebbe stato il vero banco di prova per le prese di distanze dal centrodestra dal suo massimo esponente campano e loro candidato alle elezioni regionali di Marzo.

Ebbene, la prova non è stata affatto superata. La Camera ha infatti negato l'autorizzazione con 360 favorevoli e 226 contrari. Il voto segreto non consente certezze, i deputati presenti di PD e IDV, unici partiti dichiaratamente contrari all'arresto, erano ben 216 e dunque i voti favorevoli all'arresto da parte di PDL o Lega sono riducibili al lumicino, se non al nulla. D'altronde, per le tre mozioni di sfiducia presentate da PD, IDV e UDC per far dimettere Cosentino da sottosegretario PDL e Lega hanno votato compatti in suo sostegno. E ormai non sembra più così scontato che Cosentino resti candidato per la Campania (magari con un "lodo" apposito per evitare che, una volta eletto, venga automaticamente arrestato perchè non più parlamentare). Meno male che, dopo la richiesta di arresto, la candidatura non era più "nel novero delle cose possibili" (Fini e finiani) e che era "inopportuna" (Berlusconi e berluscones).

Magari davvero non sarà candidato, ma se una richiesta di arresto per rapporti con la camorra è un motivo sufficiente per non candidarlo, perchè non lo è per autorizzarne l'arresto? E perchè non lo è per chiederne le dimissioni da sottosegretario all'Economia? E, ancora peggio: perchè, per alcune forze (Udc), è un motivo sufficiente per chiederne le dimissioni, ma non per autorizzarne l'arresto? La realtà è che, al di là delle chiacchiere, la stragrande maggioranza dei politici italiani è sempre pronta ad auto-proteggersi, anche al di là delle diverse opinioni politiche, anche in situazioni così clamorose come questa. Una casta, insomma, come le tante altre caste d'Italia che sarebbe l'ora di spazzare via.

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Più carceri? Speriamo bene
post pubblicato in Diario, il 23 gennaio 2009


                                                 

Sono sempre stato d'accordo sulla necessità di costrutire più carceri in Italia. Mene resi conto quando, negli anni recenti, ad ogni estate si moltiplicavano gli appelli indignati per l'elevato sovraffollamento delle carceri, con tutte le sue conseguenze per le condizioni sanitarie, aggravate dalle alte temperature (per questo ogni estate si moltiplicavano gli appelli) e per il rispetto dei più elementari diritti umani. Tanto che lo stesso papa Giovanni Paolo II, nella sua visita al Parlamento Italiano del 2002, chiese accorato un provvedimento di indulto: "senza compromettere la necessaria tutela della sicurezza dei cittadini, merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolarne l'impegno di personale ricupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

Appello che fu accolto parzialmente nel 2003, maggioranza di centrodestra, con il cosidetto "indultino", che scontava per alcuni reati due anni di pena a chi aveva già scontato metà della pena, che però non basto. Il problema si ripresentò subito, e nel 2006, maggioranza di centrosinistra (ma con i voti determinanti di Forza Italia e Udc, occorre ricordarlo) fu necessario un vero e proprio "indulto", stavolta di 3 anni, a prescindere dagli anni di pena già scontati. Dunque negli ultimi centrosinistra e centrodestra, di fronte al problema delle carceri sovraffollate, hanno scelto sempre una sola strada: l'indulto. Con tutte le conseguenze per la certezza della pena, per la sicurezza dei cittadini, ecc. ecc. Mentre la strada più ovvia è un altra: costruire nuove carceri.

Dunque vedo con molto favore la volontà del Ministro della Giustizia, Alfano, di attuare un "piano carceri". Un piano che dovrebbe aumentare la capienza totale delle carceri italiane del 40% (da 43mila a 60mila). Certo, ci sono molte perplessità. Per esempio la scelta di "differenziare" i detenuti per reati minori dal resto degli altri, ponendoli in "carcerine" (non vorrei che le "nuove carceri" in realtà siano strutture riadattate allo scopo, senza i relativi standard di sicurezza). Così come l'insufficienza di tali numeri, dato che già adesso ci sono 58mila carcerati (con una capienza "regolare" di 43mila, dunque un sovraffollamento enerome). Così come l'istituzione dell'ennesimo commissario straordinario (l'Italia è il paese dei commissari, ormai), sperando almeno che la struttura commissariale faccia il proprio dovere e non si riveli un costo in più, come spessissimo accade in Italia. Ma soprattutto desta molte perplessità la decisione di prelevare finanziare parte del piano con i soldi per il reinserimento sociale dei detenuti, e quella di costruire le nuove strutture con finaziamenti privati, preludio di una privatizzazione delle carceri cui sono fermamente contrario. E poi io avrei fatto in maniera diversa: ovvero facendo funzionare tutte quelle carceri nuove di zecca ma mai andate in funzione (ricorderete, no, tutti quei servizi di Striscia la Notizia?), evitando di sperperare altri soldi delle nostre tasse. Ma comunque meglio di niente.

Certo, rimane il problema fondamentale dell'Italia: che non è la certezza della pena, ma la certezza della condanna. Tra prescrizioni, amnistie, sconti di pena dati "allegramente", insufficienza di fondi e mezzi per forze dell'ordine e magistrati, limitazioni alle intercettazioni, tagli ai fondi, eccetera (tra l'altro la responsabilità del centrodestra per queste cose è altissima), corriamo il serio rischio un giorno di avere le carceri, ma non i delinquenti. Capito Alfano?

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Oggi è una bellissima giornata
post pubblicato in Diario, il 19 giugno 2008


                                    

Oggi per Casal di Principe, per la Campania e per l'Italia è una bellissima giornata. No, non è l'arrivo dell'anti-ciclone delle Azzorre: è piuttosto l'arrivo, dopo 10 anni, della sentenza definitiva sul processo "Spartacus" ai danni del clan dei Casalesi, portato recentemente all'onore delle cronache dall'ormai celebre "Gomorra" di Roberto Saviano (presente oggi nell'aula-bunker del processo). I giudici hanno infilitto 16 condanne per ergastolo e condanne comprese fra i 2 e i 30 anni di reclusione per altri 13 imputati. Carcere a vita, dunque, per tutti i boss del clan, a partire dal capo, Francesco Schiavone, più noto con il soprannome di "Sandokan".

Cemento, imprese, appalti, subappalti, trasporto, rifiuti, immobili, distribuzione, droga: questi i settori statali, imprenditoriali o criminali in cui la piovra dei Casalesi infiltrava i suoi bracci, in Campania come al Nord o come all'estero. Ora arriva una brutta batosta per i Casalesi, anche se, come sottolinea Saviano, c'è ancora molto da fare: "E' una della vittoria dello Stato, ma è solo il primo atto di una partita da vincere fino in fondo. Bisognerà non far calare l'attenzione sui Casalesi e su quello che il loro potere criminale è riuscito a realizzare in questi anni. Bisognerà monitorare gli altri rami del processo Spartacus, quello che riguarda i colletti bianchi, le connivenze con la politica. La storia di queste indagini insegna che ci sono anche servitori infedeli. Ma dobbiamo soprattutto rendere omaggio, in queste ore, all'impegno di tanti magistrati e investigatori, e al lavoro oscuro di tanti cronisti che hanno raccontato queste cose esponendosi in prima persona".

Sì, dobbiamo davvero rendere omaggio a queste persone. Spesso si abusa della parola "eroe": ma in questo caso definirli eroi sicuramente non è un abuso.

Berlusconi: "Sempre prosciolto con formula amplissima" (intanto è rinviato a giudizio)
post pubblicato in Diario, il 18 gennaio 2008


              

Non abbiamo ancora finito con Mastella & Co, che ritorna Silvio Berlusconi. L'ex-premier, con un tempismo "perfetto" (per non dire "sospetto"), è stato rinviato a giudizio per il caso-Saccà. Al Cavaliere è contestato il reato di corruzione, poichè avrebbe favorito alcune attrici per alcune fiction, assicurando in cambio a Saccà (dirigente Rai) un sostegno alle sue future attività private; inoltre, nell'inchiesta rientrerebbe anche una presunta "campagna acquisti" dei senatori "indecisi" se continuare o no a sostenere il Governo. Il caso aveva fatto scalpore dopo la pubblicazione delle intercettazioni sul quotidiano "La Repubblica".

Comunque, siamo sicuri che il Cavaliere uscirà pulito dalla vicenda, se non altro perchè sara difficile contestargli un reato effettivo. Certo, la magistratura deve e farà sempre il suo dovere, ma non credo che succederà granchè. Berlusconi ci ha abituati a ben altro.

Infatti, nonostante il Cavaliere abbia recentemente dichiarato dalla sua villa ai Caraibi, dove soggiornava per le vacanze natalizie, che è sempre stato "prosciolto con formula amplissima" (che ci volete fare, con l'età la memoria fa brutti scherzi), le vicende giudiziarie che hanno colpito Berlusconi sono numerosissime, una parte risalenti anche prima alla sua discesa in politica. E non sempre Berlusconi è stato prosciolto. Certo, non è mai andato in carcere, e i motivi li sapete tutti..... comunque, casomai qualcuno non fosse informato, vi rinfresco la memoria:

Loggia P2: nel lontano 1990 (ben 4 anni prima che scendesse in politica), la Corte d’appello di Venezia ritenne falsa la testimonianza sulla sua iscrizione alla loggia P2, ma dichiarò il suo reato coperto dall’amnistia del 1989 (varata dal suo amico Bettino Craxi).

All Iberian-1: condanna in primo grado a 2 anni e 4 mesi per i 23 miliardi di lire di finanziamento illecito versati su un conto svizzero di Bettino Craxi; prescrizione in appello (attenuanti generiche), confermata in Cassazione.

All Iberian-2: per i falsi in bilancio relativi a 1200 miliardi di fondi neri su conti esteri, assoluzione “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”, nel senso che lo stesso imputato Berlusconi l’ha depenalizzato per legge.

Medusa Cinema: condanna in primo grado a 1 anno e 4 mesi per 10 miliardi di fondi nero accantonati, nell’ambito della compravendita della casa cinematografica, su alcuni libretti al portatore del Cavaliere; il quale però, in appello, viene assolto con formula dubitativa (art. 530 comma 2) perché è così ricco che potrebbe essersi non accorto del versamento da parte del manager Carlo Bernasconi (condannato).

Terreni di Macherio: assoluzione in primo grado dall’appropriazione indebita e della frode fiscale (4,4, miliardi di lire pagati in nero all’ex proprietario dei terreni che circondano Villa Belvedere dove vive Veronica con i figli di secondo letto) e prescrizione dei falsi in bilancio di due società immobiliari; in appello sentenza confermata e assoluzione anche da uno dei due falsi in bilancio, mentre il secondo rimane, ma è coperto da amnistia.

Caso Lentini: per i 10 miliardi di lire versati in nero dal Milano al Torino in cambio dell’acquisto del calciatore Gianluigi Lentini, il reato di falso in bilancio viene dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche e alla riduzione dei termini di prescrizione prevista dalla riforma del reato voluta dal Governo Berlusconi.

Bilanci Fininvest 1988.1992: archiviazione per prescrizione dei reati di falso in bilancio e appropriazione indebita nell’acquisto di diritti televisivi da parte di alcune società offshore del gruppo Fininvest, sempre a causa delle attenuanti generiche e dei termini abbreviati dalla legge Berlusconi.

Consolidato Fininvest: ancora prescrizione, grazie alla generiche e ai nuovi termini della Legge Berlusconi, anche per il processo relativo ai falsi in bilancio su 1500 miliardi di fondi neri accantonati su 64 società offshore del comparto B della Fininvest.

(grazie a Pierpaolo Farina per le informazioni)

E queste sono solo le condanne prescritte, grazie alle norme stabilite dallo stesso Governo Berlusconi, e le assoluzioni "perchè il fatto non è piu reato" (perlopiù falsi in bilancio), essendo stato lo stesso Governo Berlusconi a depenalizzare questi reati.
Ci sono anche altre indagini su mafia e riciclaggio di denaro sporco, tra cui un possibile concorso nella strage di Capaci (famoso il video, che circola anche su YouTube, in cui Borsellino parla di legami fra Berlusconi e Cosa Nostra), archiviate per decorrenza dei termini di indagine.
Per non parlare di Previti e Dell'Utri.

Insomma, un bel curriculum. E nonostante questo ieri i leader del centrodestra parlano ancora di "accanimento", "giustizia ad orologeria", "magistrati politicizzati": questo vittimismo avrebbe un senso se Berlusconi avesse dimostrato di essere pulito. Peccato non sia così.
Quindi quelli della sinistra, che certo non sono "immacolati", hanno comunque tutto il diritto di continuare ad attaccare Berlusconi senza correre il rischio di essere ipocriti, tanto ce ne vuole per pareggiare un simile curriculum.
Poi, può pure essere che domani si scopre che Prodi e Veltroni indagati per corruzione, riciclaggio di denaro sporco, collusione con la mafia, falsi in bilancio e quant'altro. Ormai non si è più sicuri di niente.

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